CILA o SCIA dopo il D.LG.vo n.222/2016: riflessioni di un Ingegnere

In merito all'oggetto, a parere dello scrivente, viste anche le modifiche introdotte da ultimo dal D.LG.vo n.222/2016 al DPR 380/2001, occorre evidenziare meglio la differenziazione tra le opere eseguibili con CILA e quelle con SCIA quando sono relative a lavori di manutenzione straordinaria che possano interessare o meno le parti strutturali dell'edificio; infatti, a parere dello scrivente, non è sufficiente basare la differenziazione solo con detta dicitura circa l'interessamento o meno dei lavori alle parti strutturali, ma occorrerebbe aggiungere una dicitura simile alle seguenti "le opere non siano (o siano - SCIA) rilevanti ai fini sismici", oppure " le opere non modificano (o modificano - SCIA) sostanzialmente il comportamento sismico dell'edificio"; infatti, se è pur vero che al comma 2 dell'art.6bis è previsto che il tecnico per la CILA debba asseverare pure che i lavori siano compatibili con la normativa in materia sismica, la successiva dicitura del non interessamento alle parti strutturali può trarre in inganno e può far sottovalutare la portata dell'intervento ai fini sismici, realizzando le opere con CILA.

Ad esempio si può prevedere di eseguire con semplice CILA la modifica sostanziale o addirittura l'eliminazione totale delle tramezzature interne in mattoni per un appartamento o peggio per un intero piano di una palazzina pluripiano in c.a., creando un "piano soffice" che peggiorerebbe in modo significativo il comportamento sismico dell'intero edificio.

La precisazione proposta, invece, porterebbe a far valutare meglio al tecnico le conseguenze ai fini sismici di alcuni interventi oggi eseguibili con CILA e addirittura portali nel regime amministrativo della SCIA.

Ing. Alberto Mansueto


Nota.

Questa osservazione è stata inviata dall'Ing. Alberto Mansueto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al ministero della Semplificazione della PA, al dip. Protezione Civile, al proprio Ordine di Foggia e al CNI.