BIMsummit 2017, Caputi: "Il Bim? Un'opportunità che apre tante porte, alimenta le idee e stimola la creatività"

 

Manca poco alla terza edizione del BIMsummit a Milano. Il 10 maggio, a Palazzo Mezzanotte, si farà il punto sull'evoluzione del Bim nel nostro Paese. Si confronteranno i maggiori esperti di Building information modeling, i relatori della committenza pubblica e privata e i rappresentanti delle più importanti realtà italiane del mondo delle Costruzioni. Ingenio, media partner dell’evento, inaugura una serie di interviste ai protagonisti del convegno dal titolo "Digitalizzazione e (R)evoluzione".

Intervista a Mario Caputi, amministratore unico di in2it, società di Real estate e Ict

Mario Caputi, amministratore unico di in2it, società di Real estate e Ict: un laureato alla Bocconi che dirige un master sul Building information modeling e si occupa di consulenza sull'adozione del Bim. Un’invasione di campo?

No, perché i laureati Bocconi poi devono andare nelle aziende per cercare di ottimizzare, migliorare e aumentare il valore delle aziende stesse.
L'unico settore industriale che era rimasto ancora povero dal punto di vista della digitalizzazione era proprio quello della progettazione, dell'ingegneria e della costruzione, per cui secondo me c'è ancora tanto da fare sul versante della formazione.

L’adozione del BIM riguarda quindi più i processi? Possiamo capirne di più?

Sì, secondo noi il Bim è un'opportunità che va a cambiare il modo di lavorare in tutta la filiera, partendo dal progettista, fino al manutentore o gestore finale dell'immobile e dell'opera. Per parlare di Bim occorre innanzitutto domandarsi come bisogna lavorare in futuro, dove non sono i software che dettano legge, ma sono i processi. Per cui si deve partire da una decisione che riguarda i flussi di lavoro che si vogliono adottare nella propria realtà aziendale, per poi selezionare i software che li supportano meglio.

In Italia si parla molto di BIM e poco di digitalizzazione. È corretto o occorre allargare lo sguardo del settore?

Si è fatta tanta fatica in Italia per far sì che tutti si interessassero e capissero cosa fosse il Bim, se ora si parla tanto di Bim, va benissimo, perché è digitalizzazione. Certo, poi non lo sarà a 360° tutta la filiera, ma senza il Bim non lo sarebbe neanche questa parte. Quindi per ora accontentiamoci.

Quali cambiamenti la digitalizzazione porterà al sistema costruzioni italiano? Avremo finalmente un aumento di produttività? Cambieranno le organizzazioni del lavoro?

La digitalizzazione, così come in tanti altri settori industriali, dà la possibilità di lavorare e produrre in modo completamente nuovo, andando a disgregare e far riaggregare in settori completamente diversi le modalità operative alle quali siamo stati da sempre abituati. Sicuramente la digitalizzazione porta a una competitività e a una produttività maggiore, ma soprattutto porta meno mal di pancia e mal di testa a chi deve controllare e gestire le commesse. Ogni volta che andiamo in azienda e parliamo di Bim e digitalizzazione allargata, i punti fondamentali riguardano la reportistica, il controllo, le stampe, le autorizzazioni e le diecimila firme che devono essere apposte su documenti che sono ufficiali: questa industria muore sotto un Everest di carta. La digitalizzazione sicuramente ridimensionerà questo sistema.
E poi, finalmente le informazioni non saranno più congelate, ma saranno sempre lì online.

E quindi di conseguenza cambieranno anche le organizzazioni del lavoro?

Più che le organizzazioni, cambieranno i flussi di lavoro e a cascata i ruoli, le responsabilità e le competenze. Molti lo stanno facendo, ma tanti altri dovranno evolvere. Project manager, project engineer e direttori dei lavori, nel mondo digitale, dovranno avere competenze che al momento non hanno. Quando durante i master insegniamo ai giovani, non stiamo parlando di che cos'è la digitalizzazione, ma di come loro la porteranno nel mondo aziendale, per certi versi un poco incartapecorito.

Il 10 maggio sarà presente al Bim Summit a Milano, quale il messaggio che porterà alla platea di tecnici ed esperti?

Abbiamo difronte a noi un'opportunità per rendere più efficiente e dare produttività all'industria. Al primo Bim Summit al quale partecipai nel 2013, la platea era piena, ma di Bim non ne parlava quasi nessuno, ora se ne parla in tutti gli ascensori e quindi stiamo raggiungendo quello che in americano si può dire "hype", un'esagerazione, però ciò che è vero è che si tratta di un'opportunità che apre le porte a tantissime realtà, alimenta idee e stimola creatività e bisogna saperla cogliere.


Mercoledì 10 maggio 2017 - 10.00 – 17.00
Palazzo Mezzanotte, Piazza degli Affari, Milano
 
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