BIMsummit 2017, Odorizzi: “Norme Uni, buon punto di partenza per inserirsi nel processo Bim”

13/04/2017 3291
Manca poco alla terza edizione del BIMsummit a Milano. Il 10 maggio, a Palazzo Mezzanotte, si farà il punto sull'evoluzione del Bim nel nostro Paese. Si confronteranno i maggiori esperti di Building information modeling, i relatori della committenza pubblica e privata e i rappresentanti delle più importanti realtà italiane del mondo delle Costruzioni. Ingenio, media partner dell’evento, inaugura una serie di interviste ai protagonisti del convegno dal titolo "Digitalizzazione e (R)evoluzione".

Intervista a Paolo Odorizzi, direttore tecnico di Harpaceas e delegato Uni presso TC 442 per la standardizzazione semantica delle informazioni nel ciclo di vita delle opere costruite.


Ingegnere Odorizzi, in Italia sono state pubblicate già le prime norme sul Bim e ci si accinge ad approvare le restanti. Era importante avere anche un riferimento italiano? Non era sufficiente il riferimento europeo?

Il riferimento europeo ancora non è stato approvato, il fatto che sia arrivato prima quello italiano non può che essere una buona notizia. Al momento infatti le norme internazionali Iso sono in fase di approvazione, è come se fossero in una sorta d'inchiesta interna per cui non sappiamo se il testo che abbiamo a disposizione sarà quello definitivo. Le norme europee arriveranno di conseguenza, ma anche in questo caso con qualche interrogativo. Infatti secondo quanto previsto dall'accordo di Vienna tra Iso e Cen, sarà un gruppo di lavoro a valutare tramite votazione se assumere la norma internazionale anche a livello europeo, per cui non possiamo dire né quale sia il contenuto finale delle Iso né se saranno approvate in modo uguale in ambito europeo. Al momento l'unica norma approvata è italiana, più quelle di qualche altro Stato.

Cosa regolamentano sostanzialmente le norme italiane sul Bim?

Regolamentano le procedure di gestione delle informazioni, un aspetto che andava assolutamente adeguato in relazione alle nuove tecnologie disponibili. Mentre in passato le varie prescrizioni, i regolamenti e le guide riguardavano lo scambio delle informazioni attraverso tabelle, disegni e relazioni tecniche, oggi non può più essere così perché la progettazione segue un'altra procedura e gli strumenti sono differenti, per cui bisogna dare rilievo alle metodologie basate sul modello virtuale e questa norma produce una standardizzazione in tal senso. Un passaggio importante perché tutte le parti in causa devono parlare la stessa lingua e poi bisogna dare peso al modello invece che alle tavole e ai disegni e anche sfruttare ciò che apporta valore per quanto riguarda qualità e produttività, quindi il common data environment, il capitolato informativo e la domanda della committenza.

In Italia le norme Uni, in Europa le norme Cen, che legame c'è con gli standard di BuildingSmart International?

Il BuildingSmart è molto importante in questo contesto. Il legame che esiste è dovuto al fatto che le persone di BuildingSmart sostanzialmente sono molto presenti sia sui tavoli Iso che i tavoli Cen. BuildingSmart porta avanti un obbiettivo che è quello del formato e delle tecnologie di trasporto delle informazioni e lo fa con la filosofia dell'open Bim, ossia di una proposta aperta a tutti, libera, non legata a determinati standard di produttori di software. Le norme Cen e Iso accettano di buon grado questo tipo di soluzione che tra l'altro è estremamente importante nell'ambito degli appalti pubblici.

Quanto è importante che un software sia certificato da BuildingSmart International?


Penso che la certificazione conquisterà la sua validità sul campo. Un software certificato da BuildingSmart avrà superato determinati test di qualità e di efficienza, avrà un costo e delle garanzie in più. Credo però che sarà il mercato a stabilire autonomamente se una certificazione avrà valenza o meno. Se in un secondo momento le varie software house vedranno un ritorno in termini di apprezzamento e clientela significa che quella certificazione avrà un valore. Comunque la certificazione distingue tra un numero elevato di produttori di software che hanno lavorato con le sintassi di BuildingSmart e un numero ristretto che lo hanno fatto e in più si sono messe in gioco chiedendo la certificazione.

Il 10 maggio sarà presente al BIMSummit a Milano, quale il messaggio che porterà alla platea di tecnici ed esperti?

Al BIMSummit cercheremo di far conoscere ulteriormente le Uni 11337 che sono appena uscite. Tali norme possono essere utili a tutte le parti chiamate in causa, dalle più grandi alle più piccole, salvaguardano gli interessi di entrambe, sono abbastanza libere e rappresentano una semplificazione di quello che potrebbe essere la normazione Iso e Cen. Penso che adottarle possa costituire un buon punto di partenza per inserirsi in un processo Bim in modo efficace e affrontarlo passo dopo passo. 


Mercoledì 10 maggio 2017 - 10.00 – 17.00
Palazzo Mezzanotte, Piazza degli Affari, Milano

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