La Riqualificazione dell’area “ex Conterie” a Murano (Venezia)

L’intervento all’area delle “ex Conterie” nell’isola di Murano (Venezia) rappresenta un importante esempio di rigenerazione urbana sostenibile, che permetterà la completa restituzione di un’area industriale contaminata a nuove funzioni residenziali. Mapei ha dato un contributo fondamentale alla riuscita di questo intervento fin dalla fase iniziale della bonifica ambientale con la tecnologia HPSS e, successivamente, per le opere di urbanizzazione, con l’applicazione della gamma di prodotti della linea edilizia.

INTRODUZIONE 
Secondo una recente indagine dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il consumo di suolo in Italia è in costante aumento, essendo passato dagli 8.000 km2 degli anni ’50 del secolo scorso ai 21.000 km2 attuali. Una parte del suolo consumato è rappresentata da aree contaminate o potenzialmente contaminate, sedi di attività industriali attive o dismesse, che rappresentano oltre l’8% del totale (1.800 km2 ). Nei siti potenzialmente contaminati sono state effettuate indagini che hanno evidenziato superamenti dei valori di riferimento di cui al D.M. 471/99 e/o delle CSC (concentrazione di soglia di contaminazione) di cui al D.Lgs. 152/06, sono 9.665. Negli ultimi decenni, molti di questi siti sono stati inglobati dall’espansione urbana, fino a diventarne parte integrante. Con la progressiva trasformazione delle economie occidentali, che privilegia il settore terziario rispetto a quello industriale, molte di queste aree sono state dismesse, creando grandi vuoti urbani, i cosiddetti “brownfields”. Secondo la definizione dell’EPA - l’agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense - i “brownfields” sono proprietà immobiliari la cui espansione, riconversione o riutilizzo possono essere complicati dalla potenziale presenza di sostanze pericolose o inquinanti. Anche in Italia, molti piani regolatori hanno progressivamente indirizzato il recupero e la trasformazione dei “brownfields” verso nuove funzionalità. La loro riqualificazione, che passa spesso attraverso la bonifica ambientale, fa parte di quel processo di rigenerazione urbana sostenibile che ha lo scopo di riconnettere questi vuoti al resto delle città e sviluppare, nel contempo, importanti potenzialità economiche e commerciali, senza la necessità di occupare nuovi suoli.

LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA “EX CONTERIE” 

 

Il complesso “ex Conterie” si affaccia nel punto di incontro del Canal Grande e del canale di San Donato e proprio la sua centralità rappresenta un elemento di grande pregio dal punto di vista urbanistico. Sviluppatasi in funzione industriale nel settore del vetro a partire dal 1830, la fabbrica delle Conterie si estendeva su un’area di 22.000 m2 di cui 15.500 coperti e 6.500 scoperti. Buona parte dei lotti erano già edificati attorno alla fine dell’Ottocento, con capannoni industriali dove venivano prodotte principalmente perle di vetro colorato destinate al settore della moda e del design, che venivano esportate in tutto il mondo.
L’avvento della crisi del settore, a partire dagli anni settanta del secolo scorso, ha portato alla progressiva decadenza dell’attività produttiva, con la definitiva sospensione e dismissione degli impianti avvenuta nel 1993.

 

 Dopo l’acquisto dell’intera area, avvenuto nel 1995, il Comune di Venezia ne ha ridefinito la destinazione che comprende, oltre alla residenza, un albergo, negozi e laboratori per l’artigianato. In particolare, è prevista la realizzazione di insediamenti per: 

• fabbricati artigianali;
• allargamento degli attuali spazi museali;
• 36 alloggi di edilizia residenziale pubblica, mediante demolizionee parziale ricostruzione con vincolo di conservazionedella facciata nord;
• alloggi di edilizia residenziale pubblica;
• 10 alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte diA.T.E.R.;
• opere di urbanizzazione, bonifica e sistemazione degli spaziscoperti pubblici;
• un altro edificio per residenza e servizi, negozi e una sala auso pubblico;
• un albergo da parte di Lagare S.p.A., che ha acquistatol’area dal Comune di Venezia.
Preliminarmente alla fase di ristrutturazione e di realizzazione dei nuovi edifici, è stato necessario procedere all’intervento di bonifica del terreno, risultato contaminato da metalli pesanti (arsenico, cadmio, rame, mercurio, piombo, zinco) per un’estensione di circa 14.000 m2 e fino alla profondità di circa 2 metri dal piano campagna, a causa delle pregresse lavorazioni. Il programma di recupero si sviluppa secondo i principi dell’adaptive remediation and reuse, in cui i nuovi usi e funzioni si insediano progressivamente nel sito - nel rispetto delle condizioni di sicurezza ambientale - in funzione del progresso delle operazioni di bonifica.

IL SISTEMA MAPEI HPSS 
La tecnica di bonifica utilizzata è stata il sistema Mapei HPSS (High Performance SolidificationStabilization), una tecnologia innovativa sviluppata nei laboratori R&D Mapei di Milano che consente di immobilizzare i contaminanti presenti nel terreno in una matrice legante inorganica - impedendone il successivo rilascio nell’ambiente - e di rimuovere i composti organici volatili e semivolatili.

Il processo HPSS trasforma il terreno contaminato in un materiale granulare caratterizzato da ottime proprietà meccaniche, che supera il test di cessione per i materiali riutilizzabili stabilito dal D.M. 5 Febbraio 1998 e assimila le condizioni di end-of-waste degli aggregati artificiali. Grazie alla tecnologia HPSS è stato possibile refluire il materiale trattato nello stesso sito di bonifica e utilizzarlo per la produzione di opere infrastrutturali e altri manufatti non strutturali, evitando i costi insostenibili derivanti dal trasporto del materiale contaminato in discarica e l’approvvigionamento di nuovo materiale di riempimento, che avrebbero superato l’intero valore immobiliare dell’area, compromettendo l’intero progetto di riqualificazione. Successivamente alla bonifica delle “ex Conterie”, il sistema HPSS è stato applicato in numerosi altri interventi di bonifica e di trattamento rifiuti: 

• Sacca Serenella a Murano (metalli pesanti, concluso);
• ex Vetreria De Majo a Murano (metalli pesanti, concluso);
• ex Fornace Zanetti a Oleggio (NO) (metalli pesanti, concluso);
• impianto Fibrexnylon (Romania) (metalli pesanti e compostiorganici, concluso);
• ex Consorzio Agrario di Bagnolo Mella (BS) (metalli pesanti,in corso);
• ex Vetreria Ferro a Murano (metalli pesanti, in corso);
• Sito di Interesse Nazionale di Mantova, conca di navigazionedi Valdaro (metalli pesanti e composti organici, di prossimoavvio);
• Progetto pilota per il trattamento delle ceneri leggeredell’impianto di termovalorizzazione A2A di Corte Olona (PV)(metalli pesanti, di prossimo avvio) per la produzione di aggregatialleggeriti.

Recentemente, la tecnologia HPSS è stata ulteriormente migliorata, introducendo nuovi sistemi leganti, più efficaci e compatibili per l’ambiente, in grado di ridurne considerevolmente il “Carbon Footprinting CFP”, vale a dire la somma di tutte le emissioni di “gas serra” dovute al processo, rendendo la tecnologia HPSS ancor più sostenibile.

L’INTERVENTO DI RECUPERO 
Il progetto di recupero avviato dal Comune di Venezia propone il riutilizzo dell’area e degli immobili, aprendo la vecchia area industriale al tessuto urbano residenziale, in un contesto in cui la memoria industriale rappresenta l’elemento ordinatore del progetto e viene coniugata con le caratteristiche tipiche del tessuto urbano veneziano. Partendo da elementi modulari strutturalmente semplici, si materializza una gran varietà di impianti prospettivi e volumetrici. Attualmente, le operazioni di bonifica sono state completate al 60% e hanno permesso la realizzazione dell’albergo Lagare Hotel Venezia, aperto nel 2011, e degli alloggi di residenza pubblica, in fase di ultimazione.

 

Sono stati terminati i primi 36 alloggi sociali realizzati dallo studio Macola di Venezia e, quando anche le opere di urbanizzazione saranno completate, le residenze diventeranno completamente agibili. Il progetto degli alloggi riprende la tipologia del tessuto residenziale esistente. 


La loro organizzazione nell’edificio A è condizionata dalla facciata nord, conservata come testimonianza dell’edificio industriale al quale gli alloggi sono addossati e di cui devono rispettare il ritmo delle aperture. Una serie di volumi disposti a pettine organizza i gruppi di alloggi alternando due alloggi duplex con tre alloggi simplex. Il Piano di Recupero prevede che l’edificio B, il cui progetto è in corso, sia realizzato all’interno dell’involucro dell’edificio industriale preesistente che è stato “svuotato”. Il nuovo edificio è costituito da 2 blocchi, mentre una piazza coperta costituirà il centro del nuovo quartiere.

CONCLUSIONI 
Il recupero dei “brownfields” rappresenta una fase essenziale dei programmi di riqualificazione urbana per uno sviluppo sostenibile. Tuttavia, Il problema dei costi della bonifica rischia di compromettere il recupero dei siti inquinati e la loro successiva valorizzazione a causa degli elevatissimi costi di movimentazione e smaltimento dei terreni contaminati, tanto che spesso il costo dei lavori supera il valore immobiliare dell’area. La tecnologia Mapei HPSS consente il recupero del terreno contaminato, trasformandolo in una risorsa riutilizzabile, eliminando l’impatto ambientale del ricorso alla discarica e i relativi costi di movimentazione, trasporto e smaltimento del terreno contaminato e di approvvigionamento di nuovo materiale di riporto, trasformando il terreno contaminato in un materiale granulare che assimila i criteri end-of-waste degli aggregati di riciclati. Mapei è l’unica azienda in grado di offrire competenza, tecnologie e prodotti per il recupero dei “brownfields”, dalla fase iniziale della bonifica ambientale fino alla ristrutturazione e alla realizzazione dei nuovi edifici. Mapei è da sempre impegnata nel miglioramento dei propri prodotti, con particolare riferimento alla compatibilità ambientale. I prodotti della linea ECO, appositamente sviluppati per assicurare il minimo rilascio di composti organici volatili (VOC) negli ambienti “indoor”, sono certificati dal GEV (GemeinschaftEmissionskontrollierteVerlegewerkstoffe, Klebstoffe und Bauproduktee.V.), associazione tedesca per il controllo delle emissioni dei prodotti per pavimentazioni, adesivi e materiali per edilizia. Queste prerogative fanno di Mapei il partner ideale per i progettisti e le imprese impegnate nel perseguimento del non semplice, ma imperativo obiettivo di rendere sempre più sostenibile l’intero processo delle costruzioni.


 

 

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