La resistenza a compressione degli elementi per muratura, in conformità alla UNI EN 772-1 e alle NTC

Gli elementi per muratura (mattoni, blocchi, forati, ecc.) sono soggetti a marcatura CE disciplinata dalle norme europee armonizzate EN serie 771, che con l’ultima aggiornamento del 2015 hanno recepito quanto previsto dal Regolamento europeo per i prodotti da costruzione, CPR n.305/2011.
Analogamente alla Direttiva 89/106/CEE abrogata, tra i requisiti di base delle opere di costruzione da soddisfare, il CPR identifica la “Resistenza meccanica e stabilità” come primo requisito, al quale è associata la corrispondente caratteristica essenziale del prodotto da costruzione da indicare sia nella Dichiarazione di prestazione (Dop) sia nell’etichetta CE.
La resistenza a compressione costituisce una caratteristica determinante da dichiarare quando l’applicazione finale del prodotto da costruzione sia prevista in manufatti soggetti a requisiti strutturali. L’obbligo della valutazione della resistenza a compressione risulta, quindi, vincolante per elementi utilizzati nei manufatti in muratura la cui funzione in opera è di tipo strutturale. A partire dalla caratterizzazione meccanica dei singoli materiali componenti (malta e elementi resistenti), insieme a quella relativa agli assemblaggi di piccoli muretti, vengono ricavati - sperimentalmente o da tabelle - i parametri tecnici per la progettazione e il calcolo delle costruzioni con struttura portante realizzata con sistemi di muratura. Va precisato, inoltre, che la conoscenza del valore di resistenza a compressione risulta molto utile anche nel caso di elementi per muratura non strutturale, in quanto la verifica della sicurezza sismica, prescritta dalle Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2008 di cui al D.M. 14/01/2008) per pareti di tamponamento o divisorie di spessore superiore a 10 cm, è basata proprio su questo parametro meccanico.
 
In conformità agli standard europei EN serie 771 e alle NTC08, è previsto che i componenti delle costruzioni di muratura strutturale siano qualificati e identificati anche attraverso il valore di resistenza a compressione. Inoltre per gli elementi da muro ad uso strutturale, ai fini della marcatura CE, attraverso l’analisi statistica e i relativi risultati va definita la categoria di appartenenza degli elementi stessi. Rientrano in Categoria I, gli elementi per cui la resistenza a compressione dichiarata è stimata, tramite il valore medio fbm (frattile del 50%) o caratteristico fbk (frattile del 95%), con una probabilità di insuccesso nel raggiungerla non maggiore del 5% (ovvero, con livello di confidenza del 95%). Gli elementi di Categoria II non soddisfano tale condizione.
Le modalità di prova per misurare la resistenza a compressione degli elementi per muratura sono descritte nella UNI EN 772-1 “Metodi di prova per elementi per muratura – Parte 1: Determinazione della resistenza a compressione”.
 
Campionamento ai fini della Marcatura CE
La UNI EN 772-1 specifica la dimensione minima del campione pari a 6 elementi per muratura. Ciascuna norma armonizzata contiene i dettagli tecnici necessari per applicare il sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (AVCP) introdotto dal CPR che, sostituendo la valutazione della conformità della Direttiva, stabilisce i metodi ed i criteri per valutare la prestazione dei prodotti da costruzione in relazione alle loro caratteristiche essenziali.
In particolare, l’appendice A normativa delle norme di prodotto della serie UNI EN 771 fissa, quindi, il numero di provini da testare per la determinazione del prodotto-tipo (ex prove iniziali di tipo) e per le prove indipendenti di partite di merce, che - per la valutazione della resistenza a compressione degli elementi in laterizio -  risultano 10 e vanno prelevati da un lotto di campioni non più grande di 20 m3.

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