Libeskind firma Sapphire, un edificio antismog a Berlino

Redazione INGENIO 13/09/2017 2306

Un nuovo importante progetto dello Studio Libeskind realizzato in collaborazione con Casalgrande Padana

Lo spettacolare edificio residenziale è stato realizzato nel cuore di Berlino e si inserisce da subito a pieno titolo tra i landmarks del paesaggio urbano. La sua complessa volumetria rivestita in lastre ceramiche si ispira allo zaffiro: sappheiros (azzurro) in greco; sappir (la cosa più bella) secondo l’etimologia ebraica.
Tra le stereotipate facciate di Chausseestrasse, il nuovo complesso residenziale Sapphire appare come una licenza poetica. Non a caso lo stesso Daniel Libeskind afferma: “L’architettura non è solo la prosa del mondo. È anche la sua poesia”.
Identità ricca e complessa, difficilmente inquadrabile, diviso e impegnato tra mille interessi (musica, pittura, disegno, scultura, architettura), Daniel Libeskind torna a realizzare un edificio in Germania, il paese che ha contribuito a renderlo famoso in tutto il mondo, attraverso progetti iconici quali il Jewish Museum di Berlino, l’ampliamneto del Military History Museum di Dresda, il complesso polifunzionale Kö-Bogen a Düsseldorf.

Per Sapphire, Libeskind è stato chiamato a misurarsi con il tema residenziale. Lo ha già fatto altrove. A Milano per esempio con il grande e articolato complesso all’interno del progetto City Life. Ma è la sua prima casa per abitazioni a Berlino. Un incarico che ha vissuto con grande coinvolgimento, esprimendo un’architettura che è stata definita: “Spettacolare e rara come un gioiello”.
L’edificio occupa in modo dinamico e originale l'angolo di un isolato in Chausseestrasse. Siamo nel distretto di Mitte (che in tedesco significa “centro”), cioè nel cuore pulsante della metropoli berlinese. Luogo di radicale metamorfosi dalla caduta del Muro, oggi tra i più interessanti e culturalmente vivaci della città. Quartiere animato e creativo, ricco di ristoranti, bar e locali notturni, sedi governative, prestigiosi musei, negozi alla moda, senza tralasciare il mitico viale Unter den Linden che termina alla Porta di Brandeburgo. Uno spazio tra memoria e futuro.
Sapphire è un palazzo pluripiano caratterizzato da una volumetria particolarmente complessa, liberata dalle coordinate cartesiane e dalle perpendicolari di gravità.

Libeskind coniuga con successo l’esigenza funzionale di includere all’interno di un lotto di limitate dimensioni un complesso capace di contenere oltre settanta unità residenziali con l’esigenza artistico-espressiva  di raggiungere elevati livelli di originalità e qualità architettonica degli ambienti interni e dell’involucro esterno. Un risultato perseguito attraverso lo studiato sviluppo di insoliti assi visivi e prospettici, l’introduzione di elementi asimmetrici, la mancanza di angoli retti, la studiata altezza dei soffitti, l’inserimento di gallerie in affaccio interno, la dotazione diffusa di logge, terrazzi e balconi. Non ultimo, il ricorso alla luce naturale come strumento di progettazione versatile, facendo leva su grandi finestre angolari e pareti inclinate che la catturano e portano all’interno, trasmettendo all’insieme una sensazione di notevole respiro e spaziosità.
Sapphire nel suo dinamico sviluppo verticale integra una serie di funzioni quali: un parcheggio sotterraneo per 32 veicoli, dotato di deposito facilitato per biciclette; una serie di negozi al piano terreno; un elegante foyer con soffitti alti oltre 7 metri, con concierge di servizio; una corte interna collettiva, attrezzata con sistemi di sedute e concept illuminotecnico sviluppato dallo Studio Libeskind; una palestra attrezzata; una serie di originali appartamenti di varie metrature dal piano primo al quinto; sei attici ai piani alti con tagli da oltre 90 a 273 mq; un rooftop panoramico sulla città, con zone comuni e aree attrezzate a verde e per il gioco.

Ogni spazio collettivo e privato porta l’inconfondibile firma dello studio Libeskind ed è stato progettato ponendo particolare cura non solo agli aspetti distributivi, ma anche al comfort e all’efficienza energetica, all’isolamento acustico, all’eliminazione delle barriere architettoniche e, non di meno, alla scelta dei materiali e delle finiture: dalle cucine integrate o freestanding appositamente progettate, ai bagni con lighting design personalizzato e rivestimento in lastre ceramiche di grès porcellanato firmate dallo stesso Libeskind e prodotte da Casalgrande Padana (le medesime che rivestono lo spettacolare involucro dell’edificio); dal sistema di riscaldamento a pavimento alla climatizzazione estiva integrata; dai parquet di alta qualità in legno massello allo studiato accostamento tra le pareti rasate a gesso e i soffitti in cemento fine faccia a vista, che conferisce un particolare carattere agli ambienti.
Ma sopra ogni cosa spicca l’iconico involucro di Sapphire le cui sorprendenti e complesse geometrie sono interamente avvolte da una facciata ventilata rivestita con lastre ceramiche di grès porcellanato con pattern tridimensionale Fractile Bios Self-Cleaning, disegnate da Daniel Libeskind e prodotte in esclusiva da Casalgrande Padana. Un intervento particolarmente impegnativo anche dal punto di vista esecutivo,  che contribuisce in maniera determinante a fare dello Sapphire un’opera unica. 

SAPPHIRE, IL PROGETTO CERAMICO
Creatività, innovazione, qualità dei materiali, lavorazioni speciali, progettazione integrata tra architettura e ingegneria di facciata. Ecco come è nato l’innovativo involucro di Sapphire. La collaborazione tra Daniel Libeskind e Casalgrande Padana ha generato una serie di esperienze di elevato contenuto, sia in termini di creatività sia di innovazione tecnologica, dando luogo all’originale linea di lastre ceramiche Fractile, caratterizzate dall’esclusivo pattern tridimensionale ideato dallo stesso Libeskind. 

Un’esperienza creativa avviata con l’adozione dei rivestimenti ceramici di facciata per l’involucro delle “Residenze City Life” di Milano. Proseguita nel 2013 attraverso l’installazione “Pinnacle”, interamente rivestita con innovative lastre ceramiche tridimensionali Fractile e curata per Cersaie – Bologna Water Design Week, all’interno del seicentesco Cortile del Priore dell’ex Maternità. Ulteriormente consolidata attraverso lo sviluppo del rivoluzionario involucro ceramico per il “Padiglione Vanke” a Expo 2015 e, non ultimo, con il totemico landmark “The Crown” che, sempre su progetto di Daniel Libeskind e con rivestimento in lastre Fractile, svetta nella campagna reggiana a pochi passi dagli impianti produttivi di Casalgrande Padana.
Lo spettacolare involucro che avvolge le forme parametriche dello Sapphire si pone dunque in perfetta continuità con questo percorso di crescita e sperimentazione. Il progetto alza ulteriormente l’astina della sfida, per la complessità degli elementi ceramici prodotti, il numero di pezzi speciali, le lavorazioni di taglio a casellario e la necessità di combinare il pattern tridimensionale. Senza dimenticare l’impegnativa ingegnerizzazione dell’interfaccia tra le lastre ceramiche e la sotto-struttura metallica del sistema di facciata, in funzione del risultato figurativo perseguito dal progetto architettonico. 
Per la realizzazione del rivestimento della facciata dello Sapphire sono state fornite da Casalgrande Padana circa 2600 mq di lastre ceramiche in grès porcellanato Fractile LD1, nel colore Antracite Metallizzato. Le lastre sono state trattate con il sistema Bios Self-Cleaning Ceramics, frutto di un Master Agreement siglato tra Casalgrande Padana e la giapponese Toto, leader mondiale in questa tecnologia sviluppata per la realizzazione di rivestimenti esterni di facciata. Grazie allo speciale trattamento Hydrotect, in presenza di luce solare Bios Self-Cleaning attiva una reazione fotocatalitica in grado di abbattere gli inquinanti presenti nell’aria e decomporre lo sporco che si deposita sulla superficie delle piastrelle, facendo in modo che venga rimosso dall’acqua piovana, grazie alla super-idrofilia della superficie ceramica. 

Delle 3600 lastre ceramiche che hanno composto il totale della fornitura, solo 500 rientrano nel formato standard di produzione da 60×120 cm, mentre ben 3100 sono state ricavate su misura sia mediante tagli lineari sia a idrogetto, sulla base di precise schede di lavorazione ricavate dallo sviluppo costruttivo delle superfici di facciata. Va sottolineato inoltre che il taglio non è stato eseguito casualmente ma, per combinare con precisione il disegno tridimensionale che caratterizza ogni lastra Fractile. 
Sia gli elementi in misura standard che i pezzi speciali sono forniti con una speciale rete sicurezza applicata sul retro della piastrella mediante appropriato collante. Sempre sul retro sono stati realizzati un numero di fori a sezione troncoconica funzionali al montaggio di tasselli speciali Keil, impiegati per il fissaggio sulle lastre ceramiche delle staffe di ancoraggio alla sottostruttura della facciata ventilata, con soluzione totalmente a scomparsa.


Dato l’elevatissimo numero di pezzi speciali, tutte le lastre ceramiche sono state numerate apponendo un codice sul retro per guidare il loro preciso posizionamento in opera in base ai disegni esecutivi della facciata. Per assecondare il cronoprogramma delle opere, le lastre ceramiche sono state consegnate in cantiere attraverso 15 differenti spedizioni, imballando il materiale con palette speciali, alcune delle quali contenevano solo 15 pezzi. L’intera fornitura ha richiesto 9 mesi di lavorazione. La qualità del materiale ceramico, la precisione delle lavorazioni speciali e dei pezzi realizzati su misura, unite all’accuratezza della progettazione esecutiva del sistema di facciata, hanno consentito di portare a termine la posa in opera  dell’ intero involucro in soli quattro mesi. Un risultato estremamente lusinghiero, considerando la complessità parametrica dei volumi da rivestire e la necessità espressa dai progettisti dello Studio Libeskind di dare precisa continuità sulle differenti facce dell’involucro al pattern tridimensionale impresso sulle singole lastre ceramiche Fractile.

Fonte: Casalgrande Padana