Cultura e Maturità Digitali degli Operatori

La diffusione dello schema di decreto ministeriale relativo alla modellazione e alla gestione informativa nei contratti pubblici ha naturalmente focalizzato l'attenzione del mercato sulla committenza pubblica, anche se, in realtà, i committenti privati, almeno alcuni, appaiono non di rado più motivati, nel senso che possono più agevolmente sfruttare una certa unità decisionale e misurarne i benefici.
D'altra parte, la preoccupazione espressa dalle amministrazioni pubbliche in merito ai costi della digitalizzazione manifesta esplicitamente un malinteso di fondo, in quanto concentra sui soli aspetti strumentali una onerosità che, al contrario, nell'ambito della riqualificazione della Domanda Pubblica e, più in generale, dell'Amministrazione, investe la professionalità della committenza stessa.
Questa attitudine a trascurare le conseguenze identitarie della digitalizzazione è veramente preoccupante, in quanto rivela una profonda difficoltà a comprendere la natura e la portata del fenomeno.
Eventi sistemici, quale si propone di essere DIGITAL & BIM ITALIA, che si terrà a Bologna il 19 e 20 ottobre 2017, assieme ad altre iniziative più puntuali sullo stesso tema promosse da vari soggetti, stanno gradualmente restituendo lo stato effettivo della diffusione della digitalizzazione nel settore, crescente nella percezione degli operatori, ma relativamente contenuta nella loro esperienza quotidiana.
Quello che risalta, tuttavia, è il fatto che allo stato presente proporre la digitalizzazione, come avvenuto anni or sono altrove, in termini di attese, negligendone criticità e presupposti, risulta difficile, poiché proprio in quei contesti oggi ci si rende conto che l'entrata a regime delle prassi proceda assai meno velocemente del previsto.
Ciò che, però, importa davvero è avere la consapevolezza che, anche nelle migliori pratiche, la convivenza con il pregresso analogico rappresenterà a lungo un termine di confronto.
Se si pensa, ad esempio, alla tutela della proprietà intellettuale e alla identificazione delle responsabilità nella progettazione e tra i progettisti o all'utilizzo del modello informativo da parte della direzione tecnica di cantiere ci si rende conto agevolmente di tutto questo.
Di conseguenza, la cosiddetta Clash Detection, per non dire della Clash Avoidance, così come i contenuti dei modelli informativi condivisi tra direzione dei lavori e direzione tecnica di cantiere, saranno probabilmente forieri di contenziosi interminabili.
Da un lato, gli strumenti disponibili sono senz'altro progressivamente evoluti negli ultimi anni, tanto da far percepire come scontate possibilità poco tempo fa considerate inusitate.
Sul piano pratico, ciò che si nota, soprattutto, sono le prime esperienze di interiorizzazione dei flussi digitali nelle prassi operative delle organizzazioni, cui fa da contraltare una difficoltà sistemica legata al fatto che l'architettura generale degli scambi informativi rimane sempre parziale, in attesa di completare la gamma strumentale o, più ancora, che un unico applicativo ecosistemico consenta una piena operabilità.
Dalla progettazione alla gestione dell'opera, inoltre, l'intelligenza artificiale che supporti in tempo reale le decisioni appare come la sfida maggiore del prossimo futuro, sempre meno remota, a condizione che vi siano soggetti capaci di raccogliere Big Data e di mettere in atto le strategie che vadano verso il Deep Learning e altre modalità.
Sotto questo punto di vista, la difficoltà non risiede nella distribuzione di entità digitali, gli oggetti BIM, così come fanno oggi le BIM Library, bensì nel raccoglierle, una volta elaborate dagli operatori.

Vi sono due aspetti, però, che risaltano.

Il primo riguarda il fatto che la digitalizzazione delle prassi analogiche richiede una piena comprensione delle stesse, molto spesso elusa paradossalmente nel contesto originario tradizionale, tanto che appunto questa opera di traduzione non letterale ne mette a nudo impietosamente le lacune e le carenze.
Oltre a questo, tuttavia, è chiaro che la maturità digitale sia computazionale: ciò implica un forte ricambio generazionale che richiede, ancor prima che una strumentalità, una vera cultura digitale, chiamata, però, a ereditare i saperi convenzionali, assolutamente indispensabili.

Il dibattito sul Lavoro 4.0 indica univocamente che molte attività tradizionali di natura ripetitiva siano destinate a scomparire nel medio periodo anche nel settore delle costruzioni, più in ambito intellettuale che non manuale.
La transizione dall'Analogico al Digitale è la più grande scommessa che il settore dovrà affrontare nei prossimi tre-cinque anni.
Occorre lucidità per non sprecare questa opportunità.