Indagini tradizionali e innovative per il sottosuolo e fondazioni del Battistero di San Giovanni in Pisa

Piazza dei Miracoli: in secondo piano il Battistero

SOMMARIO
Nel 2013 il movimento di uno dei conci appartenenti ad un’arcata posta a nord ovest ha determinato l’inizio degli studi presentati in questa memoria. Sebbene i monumenti di Piazza dei Miracoli appaiano, con l’eccezione della Torre, solidi e immutabili, essi rivelano la necessità di continui interventi di manutenzione. Il Battistero rappresenta uno dei principali monumenti della piazza dei Miracoli a Pisa. Iniziati nel 1152, i lavori di costruzione durarono fino alla fine del XIV secolo. Significative modificazioni sono da riferirsi, inoltre, alla stagione dei restauri che ha interessato la piazza nel XIX secolo. L’evento del 2013 ha fornito l’opportunità di approfondire la conoscenza del monumento attraverso una serie d’indagini che hanno permesso di comprendere le reazioni alla variazione delle condizioni d’ambiente e di ricostruire, sebbene permangano ancora diverse incertezze, la storia della costruzione dell’edificio. Nell’articolo sono presentate le indagini eseguite, con particolare riguardo per l’inusuale strumentazione utilizzata per l’investigazione delle fondazioni. Nell’ambito della raccolta d’informazioni, è stato eseguito anche un rilievo tridimensionale mediante laser scanner. Il rilievo ha permesso di leggere in modo accurato la geometria dell’edificio, consentendo di dirimere alcune questioni poste dagli storici. Infine è descritto un programma relativo a nuove indagini e misure.

INTRODUZIONE
La Piazza dei Miracoli di Pisa è uno dei luoghi più famosi del mondo: ogni giorno gruppi di turisti attraversano Porta Nuova per ammirarla, i pisani la percorrono in bici per andare a lavoro e tutti si fermano, almeno una volta nella loro vita, a riposare sul prato che circonda il Battistero. I monumenti appaiono, a parte la Torre, immobili e eterni. Tuttavia, la loro suscettibilità ai movimenti del terreno, così come alle variazioni termiche, è analoga quella di molti altri edifici pisani. Il lavoro qui presentato si inserisce in un più ampio progetto di ricerca dedicato al monitoraggio e alla conoscenza di una delle quattro Fabbriche presenti nella Piazza: il Battistero.
Lo studio ha avuto inizio nel 2013 a causa della presenza di un dissesto che ha interessato uno degli archi radiali che sostengono il pavimento del matroneo ed un quadro fessurativo che interessava in modo particolare il quadrante nord ovest della struttura. Com’è necessario fare nei casi che coinvolgono edifici storici, lo studio ha mosso i primi passi attraverso delle indagini e un monitoraggio dei movimenti dell’edificio.
Una prima parte dello studio ha riguardato la raccolta del maggior numero d’informazioni riguardo alla costruzione dell’edificio e la storia delle modifiche effettuate nel tempo, sia dal punto di vista architettonico sia strutturale.
La raccolta di informazioni storiche, tutt’altro che agevole, non è stata priva di lati oscuri ancora da comprendere appieno e che riguardano lo sviluppo della struttura stessa nel tempo. Una seconda parte dello studio riguarda la raccolta di informazioni sui movimenti pregressi della piazza e della struttura del Battistero. Qui saranno riportati i risultati dell’analisi dei movimenti a partire dal dopoguerra ad oggi, rimandando a futuri aggiornamenti l’analisi relativa a periodi antecedenti. Inoltre è stato messo a punto un sistema di monitoraggio, allo scopo di ottenere le maggiori informazioni possibili sul comportamento della struttura in relazione alle condizioni ambientali, e sono state effettuate delle indagini sul terreno e sulla struttura. Le indagini sul terreno sono state concentrate sugli strati più superficiali e vicini alla fondazione, mentre la struttura è stata indagata nella parte delle fondazioni attraverso una carotatrice strumentata studiata appositamente per questo scopo (Squeglia et al., 2015). Altre attività di indagine sono programmate per approfondire la conoscenza della struttura in elevato. L’attività di studio è stata integrata da un rilievo geometrico effettuato mediante laser scanner che ha premesso di porre le basi per il rilievo strutturale e ha fornito delle indicazioni utili alla lettura delle informazioni storiche raccolte. 

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Articolo tratto dagli Atti del XXVI CONVEGNO NAZIONALE DI GEOTECNICA