4 euro/ora: il caporalato di stato delle professioni

L’art. 2233 del Codice Civile, il quale afferma che la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione:
“...In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.”
 
Già prima dell’eliminazione delle tariffe professionali (dovuta a un accordo scellerato tra Bersani e Confindustria) i professionisti spesso si sono fatti del male nel non applicare i minimi tariffari, ma almeno vi era un rifermento che poteva servire per stabilire una linea di confine. Eliminate le tariffe poi i professionisti sono stati ulteriormente bravi a svalutare - spesso - il proprio valore rincorrendosi con offerte sempre più basse, arrivando in alcuni casi come per la certificazione energetica a cifre da operaio specializzato, o anche meno. E' quello che voleva Bersani imponendo la legge della giungla.
 
Ma il top del top, il limite insuperabile del degrado professionale non arriva per una immatura concorrenza tra professionisti ma da una norma dello stato, ovvero dalle tariffe di legge che vengono riconosciute ai professionisti quando svolgono il delicato ruolo del CTU, ovvero del Consulente tecnico di Ufficio.
 
Oddio, è vero sto toccando un tema arcinoto, ma il problema è che essuno se ne occupi.
 
Vorrei ricordare che i compensi del CTU sono assegnati secondo questi criteri:
• fissi (riferiti ad attivita? di norma estranee alla competenza dei professionisti tecnici);
• variabili da un minimo a un massimo;
• variabili a percentuale;
• variabili a tempo.
 
Parliamo degli ultimi, ovvero ONORARI A TEMPO. 
L’art. 1 dell’Allegato al D.M. 30.05.02 dispone che l’onorario vada commisurato al tempo impiegato solo se non e? possibile altrimenti. Quindi al criterio di liquidazione degli onorari a tempo si puo? ricorrere esclusivamente quando non siano applicabili i criteri descritti ai §§ 2.1 e 2.2 e cio? puo? avvenire, non solo quando manca una specfica previsione della tariffa, ma anche quando (in relazione al tipo di accertamento richiesto dal Giudice) non sia logicamente giustificata ne? sia possibile un’estensione analogica, a previsioni di tariffa, per prestazioni simili.
L’art. 4 della L. 319/80 precisa che la vacazione e? di due ore, che l’onorario per la vacazione non si divide che per meta? (trascorsa 1 h e 15’ e? dovuta interamente) e che il Giudice non puo? liquidare piu? di quattro vacazioni al giorno per ciascun incarico. La misura dell’onorario a vacazione e? fissato dall’art. 1 del D.M. 30.05.02. 
E’ qual’è l’importo che la tabella mai aggiornata nel tempo ancora oggi riporta ? lo dice l’articolo 1:
Gli onorari di cui all'art. 4 della legge 8 luglio 1980, n. 319, sono rideterminati nella misura di euro 14,68 per la prima vacazione e di euro 8,15 per ciascuna delle vacazioni successive.
 
Scusate, 8,15 euro lordi per 2 ore, ovvero 4,075 euro lordi l’ora.
 
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Scusatemi ancora, rileggo l’art. 2233 del Codice Civile: “...In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.”
 
Quindi delle due l’una: o sto scrivendo una puttanata o la legge italiana prevede che 4 euro lordi l’ora siano decorosi per la professione. Decorosi una cippa. 
 
Nel 2014 il MEDU, un team di Medici per i Diritti Umani su una indagine effettuata in Basilicata su 250 lavoratori stranieri che raccolgono i pomodori, ha registrato che i braccianti hanno riferito di essere pagati a ora, in media quasi 5 euro, per un guadagno giornaliero di circa 36 euro (LINK)  Più che un CTU. Ovviamente, e giustamente, la stampa scrive in continuazione per denunciare questa situazione e il problema dei caporali. Nel caso dei professionisti il problema è che il caporale è un giudice che applica una tariffa per legge.
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Attenzione, ho mancato di dire che si sono anche le indennità di trasferta. Quando se ne ha diritto … l’indennita? e? pari a 24,12 €/giorno. Se la durata della missione e? inferiore alle 24 ore, l’indennita? di trasferta spetta in ragione di 1/24 della diaria intera per ogni ora di missione. Siamo diventati ricchi !!!

Ma tutto ciò è lagale ????
La posizione avversa è ben riassunta dalla sentenza  Cass. civ., Sez. I, 23 settembre 1994, n. 7837, emessa quando esistevano ancore le tariffe professionali minime i cui importi stridevano abnormemente, nei fatti, con la remunerazione delle vacazioni dei CTU.
“I Consulenti Tecnici, i Periti, gli esperti non sono chiamati a svolgere nel giudizio l’attività di liberi professionisti, ma di Ausiliario del Giudice, nel superiore interesse dell’amministrazione della giustizia, ricoprendo così un incarico di cooperazione in ragione di una generale disponibilità, data dagli stessi ausiliari mediante l’iscrizione all’albo (Cass. civ., Sez. I, 23 settembre 1994, n. 7837)”.
 
Il CNI un paio di anni fa, con la commissione coordinata da Andrea Gianasso aveva predisposto una guida ai compensi dei CTU - la si trova a questo LINK un documento molto utile da un punto di vista giuridico, ma che non entra nel merito di questo problema.
 
Tolta l’Associazione degli Ingegneri Forensi (AIF) presieduta dal prof. Nicola Augenti (l'esempio dei raccoglitori di pomodori l'ho rubato a lui ..) purtroppo non notiamo prese di posizioni forti, che possano prevedere anche lo strumento dello sciopero, nei confronti del Ministero della Giustizia.
 
La richiesta dei Tecnici che si occupano di Ingegneria Forense è, in estrema sintesi, quella di essere riconosciuti come liberi professionisti che esercitano all’interno del procedimento giudiziario con tutti gli oneri ed onori conseguenti.
INGENIO ha deciso, vista l’importanza del problema, di "non staccare la linea”.
Per questo dal prossimo mese debutterà una nuova rubrica fissa della testata dal titolo “#PROFESSIONE #TECNICA #FORENSE” con l’obiettivo da un lato, fedele alla propria linea editoriale contenutistica, di trattare articoli tecnici concreti sul tema dell’ingegneria forense, e dall’altro continuare a manifestare un dissenso per questa situazione inaccettabile e indecorosa.
Vogliamo “rompere le scatole” finché non si arrivi a una presa di posizione forte, finché la professione di CTU sia meglio regolamentata e meglio pagata.
 
Risultati immagini per marco manfroniLa rubrica sarà seguita, come è nuova tradizione della testa, da un  Senior Technical Advisor: sarà quindi l’ing. Marco Manfroni, da anni specializzato nell’attività del CTU, partecipante alla Commissione CNI che ha redatto la guida di cui sopra e relatore in numerosi corsi sul tema, ad aiutarci a sviluppare questa area tematica.
 

 

Ovviamente ogni contributo e collaborazione sarà gradita.