UE: progetto da 5,4 milioni di euro per ottimizzare i consumi dei data server

22/05/2012 1775

Si stima una crescita del 48%, rispetto al 2011, del volume delle informazioni in formato digitale che girano nei data center aziendali, e toccano i 2.7 zettabytes (uno zettabyte equivale a 1.000 miliardi di gigabyte). Oltre il 90% di questi dati è di tipo non strutturato, e cioè e-mail, immagini, video, file derivanti da siti di social media e altro.

Quindi non sorprende scoprire che un centro dati consuma mediamente 20 megawatt di energia rispetto di una normale turbina che ne consuma 1,5.

Il progetto da 5,4 milioni di euro finanziato nell’ambito del VII programma Quadro R&S, (strumento con il quale l'Unione Europea finanzia la ricerca scientifica) prevede l’utilizzo di memorie tridimensionali per ottimizzare il consumo dei server.

L'idea consiste in una forte integrazione tra le unità centrali di elaborazione e le memorie a livello tridimensionale. L'accesso alla memoria su chip utilizza una quantità di energia sensibilmente inferiore poiché le distanze tra i componenti sono ridotte ed è presente un numero inferiore di "giunzioni" che consentono agli elettroni di incrociarsi durante il viaggio dalla memoria al processore.

Emre Ozer, ingegnere nel settore R&D del chip maker Arm dice: “Il consumo energetico e i costi di gestione degli hardware stanno diventando un serio problema nel mondo dei data center, che ospitano I server, e i server in cloud consumano molto e costano, d’altro canto i produttori di chip hanno raggiunto il limite massimo di produzione per limitare al massimo la dispersione di energia”.

Il dottor Ozer coordina il progetto europeo “The energy-conscious 3D server-on-chip for green cloud services”, conosciuto come EuroCloud-247779", che studia le potenzialità dei chip tridimensionali disegnati per abbattere il consumo energetico dei server.
 

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