Governo: entro quest'anno restituiti 20-30 mld di debiti a professionisti e imprese

24/05/2012 1579

Il governo vara un ‘pacchetto’, quattro decreti e un accordo con le banche, per abbattere i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese.


A illustrare i nuovi provvedimenti per le aziende è stato il premier Mario Monti, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Monti ha annunciato i quattro decreti per “diminuire lo stock” di debiti della Pubblica amministrazione. Con questo pacchetto il governo si propone di fornire liquidità alle aziende mediante il supporto del sistema bancario o attraverso compensazioni di crediti e debiti nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

“Sono un passo importante di un percorso articolato in più fasi che porterà a minimizzare in futuro l’accumularsi di debiti commerciali attraverso una migliore programmazione, un rapporto ancora più cooperativo con il fisco e il recepimento della Direttiva sui ritardi di pagamento”, spiegano dalla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le imprese, infatti, considerando il momento di crisi che vive l'economia europea, sempre più spesso non riescono ad avere liquidità per pagare stipendi ai lavoratori e per investire.

Il primo,decreto consiste nell’ attuazione del Decreto Legge 185/2008 e la Legge “fiscale” 44/2012, la certificazione dei crediti delle imprese verso le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali. La certificazione si ottiene mandando un semplice modulo standard all’ente debitore.

L’ente ha 60 giorni di tempo per rispondere, riconoscendo il debito oppure argomentandone l’impossibilità di essere riscosso. In caso di riconoscimento del debito deve indicare la data del pagamento, che dovrà essere inferiore a 12 mesi a partire dalla presentazione della richiesta.

In conferenza stampa il viceministro del'Economia Vittorio Grilli ha dichiarato: “Se questo processo di certificazione non arriva entro 60 giorni il creditore ha un appello immediato . Si rivolge alla ragioneria provinciale che verifica e, in caso di mancata certificazione per non giustificabile rallentamento, certifica in prima persona. Finiti i 60 giorni o nei successivi 60, nel caso le amministrazioni non siano veloci come speriamo , il creditore può rivolgersi al sistema bancario e con questa garanzia aggiuntiva può ricevere una anticipazione bancaria''.

Il secondo decreto è “fotocopia” rispetto al primo e riguarda però la certificazione dei crediti delle imprese verso enti locali, regioni ed enti del Servizio sanitario nazionale. Prima della sua definitiva emanazione andrà quindi sentita la Conferenza Stato-Regioni.

Il terzo decreto riguarda la compensazione tra crediti e debiti verso la pubblica amministrazione con le somme iscritte a ruolo al 30 aprile 2012. La compensazione è valida, oltre che per i crediti erariali, anche per i crediti contributivi (Inps-Inail) e i tributi locali.

L’ ultimo decreto , punta al sostegno delle imprese creditrici e prevede la creazione di un fondo di garanzia diretta sull’anticipazione dei crediti verso la P.A.

Ultimo tassello del pacchetto, è l’accordo tra Abi (Associazione Bancaria Italiana ) e associazioni imprenditoriali per la costituzione di un plafond dedicato allo smobilizzo dei crediti.

Giudizio positivo del Consiglio Nazionale degli architetti sui quattro decreti appena varati "L’auspicio - si legge in una nota del Cnappc - è che si arrivi presto alla cosiddetta Fase 2 del Salva-Italia, e che l’impegno di tutti sia quello di condurre il nostro Paese fuori dalle secche della recessione".

il presidente dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili ) Paolo Buzzetti durante la definizione dei decreti, dice no a nuovi adempimenti e a certificazioni per i crediti delle imprese del settore edile oltre a quelli già previsti per legge, sottolineando "qualsiasi ulteriore richiesta di certificazioni rappresenterebbe un ulteriore appesantimento burocratico".

''Siamo lontani da una soluzione accettabile''. Afferma la Cgil circa i decreti per i ritardi di pagamento della Pubblica amministrazione, dove si sottolinea come ''prima di prendere decisioni ufficiali è utile ricordare che esistono proposte comuni tra sindacati di categoria dei servizi e del pubblico impiego e imprese dei servizi.