Osservatorio Accredia, meno incidenti sul lavoro ma serve più sicurezza

11/06/2012 1822

"Siamo consapevoli che il Paese non può permettersi un calo di attenzione riguardo alla prevenzione contro i rischi da infortuni, né dal punto di vista etico né in termini economici". Lo ha affermato Federico Grazioli presidente Accredia, Ente italiano di accreditamento, intervenendo alla presentazione de numero monografico del proprio Osservatorio dedicato al tema “Salute e Sicurezza sul lavoro”, realizzato in collaborazione con il Censis, e con i contributi di Inail e Federchimica.

Alla base dell'Osservatorio un'indagine condotta dall'ente di certificazione e il Censis che ha monitorato i comportamenti di mille aziende appartenenti ai settori (indicati dall'INAIL) dove è "strutturalmente" maggiore il pericolo di incidenti: industria, costruzione e trasporti.

"Le certificazioni dei sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro rilasciate sotto accreditamento - ha ribadito Grazioli - sono strumenti a disposizione delle imprese che si sono dimostrati efficaci e di cui Accredia è in grado di garantire la corretta applicazione, attraverso l'attività degli organismi accreditati, a partire dalla qualificazione degli ispettori, fino alla qualità delle verifiche da essi condotte. È nostro obiettivo prioritario diffondere la cultura della sicurezza ed essere un punto di riferimento per le istituzioni, gli organismi accreditati, le imprese e i lavoratori".

Gli infortuni sul lavoro, secondo i dati Inail più recenti, sono stati 790mila nel 2009, 775mila nel 2010, 726mila nel 2011 con una riduzione dell’8% nel triennio. In flessione anche gli incidenti mortali sui luoghi di lavoro: 1.053 nel 2009, 973 nel 2010, 930 nel 2011 (-11,7%).

Ciò nonostante il livello di attenzione, si legge nell'indagine, deve essere ancora mantenuto su livelli di guardia. Numerose sono le imprese che continuano ad avvertire la presenza di fattori di rischio lungo la catena di produzione, nelle officine e nei cantieri.

Anche se a livello generale i dati dimostrano dei miglioramenti dal punto di vista infortunistico, si evidenziano persistenti fattori di rischio e manovre non corrette. In particolare gli elementi più allarmanti sono rappresentati dai pericoli legati all’esalazione di fumi e gas e elementi di disturbo dovuti a rumori e vibrazioni.

Le aziende dotate di un Sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro (Sgsl certificato a norma Ohsas 18001:2007) si dimostrano in grado di gestire in maniera efficace e vantaggiosa la salute e la sicurezza sul lavoro. Rappresentano ancora una minoranza del tessuto produttivo, ma il loro numero è cresciuto di quasi sette volte negli ultimi quattro anni.

Il direttore generale dell'INAIL Giuseppe Lucibello ha annunciato che sarà presto messo a disposizione un software in grado di valutare i costi della mancata sicurezza sul lavoro, azienda per azienda. Gli infortuni comportano una spesa sociale enorme e il costo di ogni singolo episodio va ben oltre i 50 mila euro. Proprio per ridurre il peso di queste cifre è stato pensato il programma Co&Si (Costi e sicurezza), attualmente allo stadio di prototipo ma a breve disponibile sul sito dell'INAIL.

 

In collaborazione con: Scadenzario Sicurezza Lavoro