La casa natale di Tina Modotti

Il restauro della facciata dalle parole del progettista e autore Franco Del Zotto.


È il foglio di vita della Donna, dell’Artista, della Militante Tina Modotti. È un intreccio linguistico con parole italiane e straniere. È un mare di lettere incise. È un bassorilievo che copre quasi l’intera facciata dell’edificio, opera dell’artista Franco Del Zotto Odorico.
È il civico 89 di via Pracchiuso, nel centro storico di Udine, Capoluogo di una Provincia mediana nell’estremo Nord Est d’Italia.
"Nel lontano 2005 l’Architetto Francesco Mattini ed il direttore della Caritas di Udine Don Luigi Gloazzo mi chiesero se me la sentivo di fare un lavoro sulla facciata della casa natale di Tina Modotti, aggiungendo che il luogo era deputato a diventare asilo notturno per senza fissa dimora, gestito dalla stessa Caritas."
Ora, nel 2012, l’asilo è in opera da diversi anni, assistendo molte persone, e l’opera dedicata alla memoria della Modotti, sporge dalla facciata della stessa, a testimonianza non solo della memoria di questa grande donna del XIX secolo, ma anche della vita e dell’aiuto che transitano all’interno di queste mura.
Il processo dell’opera consta di diversi aspetti, non sta solo nella rappresentazione e riproposizione della memoria di un personaggio di fama internazionale, ma sta anche nella realizzazione di un equilibrio architettonico interno alla facciata stessa cercando una relazione con le architetture circostanti. L’opera prende quindi spunto dalle decorazioni delle facciate degli palazzi storici quattrocenteschi delle nostre città, dove la facciata decorata aveva non solo una funzione estetica ma anche identitaria.
In questo modo il fare dell’arte contemporanea entra in sintonia con le strutture storicizzate, rispettandole e facendosi al contempo rispettare.
L’opera è costituita da un bassorilievo composto da strati di intonaci, essa è prodotta adottando una tecnica simile allo sgraffito. Allo scopo è stato usata una calce idraulica RÖFIX, la quale ha dimostrato molta attenzione alla buona riuscita di questo lavoro, seguendolo i lavori tramite il tecnico Andris Pavan. Il prodotto scelto è stato il RÖFIX Belit Fino per le sue caratteristiche fisico chimiche e per la sua traspirabilità, vincolo necessario visto che tutto il restauro dell’edificio si era posto in quell’ottica.
Altro aspetto importante che trasmette questo prodotto è essere “materia terrosa”, che si avverte nel suo risultato finale e trasmette un’immagine “umile” della materia usata, in sintonia con il carattere di Tina.
L’opera è stata prodotta attraverso una sistema innovativo ed in un certo qual modo automatizzato, un sistema che lo stesso ideatore dell’opera ha brevettato, a fronte di consistenti operazioni simili già svolte per altre opere di arredo urbano. Il procedimento brevettato consente di creare composizioni tridimensionali su superfici di diverso genere e forma, senza la presenza di alcun giunto di dilatazione, creando una continuità di forma precisa, come se l’opera fosse un unico pezzo di bassorilievo costituito sul posto.

Con la pubblicazione del progetto “Casa natale di Tina Modotti” ricordiamo il caro dott. Leo Egger che personalmente si interessò per la realizzazione di questo articolo su Objekt Report quando l'importante progetto fosse stato concluso.

SCHEDA CANTIERE
Progettista e autore dell'opera: Dott. Franco Del Zotto, della società CRAC Conservazione Restauro Arte Contemporanea di Franco Del Zotto e C. s.n.c.; Udine.
DD.LL. Arch. Francesco Mattini, Udine.
Committente: CARITAS DIOCESANA DI UDINE
Consulenza tecnica: Andris Pavan per i prodotti RÖFIX
Collaborazione tecnica: Vera Fedrigo
 

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