Formazione in edilizia: linee guida europee

21/06/2012 1962

Lo scorso 16 giugno, a Lecce, nella giornata di chiusura del 9° meeting di Reforme, l’organizzazione che riunisce i principali enti bilaterali di formazione in edilizia dei nove Paesi europei attualmente aderenti, è stato firmato il documento Carta di Lecce, un accordo internazionale per migliorare la qualificazione professionale dei lavoratori edili e promuovere l'equità, l'integrazione sociale e la sicurezza sul lavoro di operai e tecnici nei Paesi del Vecchio continente.

A sottoscriverlo per l'Italia è stato il Formedil, l'Ente nazionale per la formazione e l'addestramento professionale in edilizia che coordina l'attività delle 102 scuole edili sparse sul territorio, insieme con gli altri partner europei: Ccca-Btp (Francia), Bzb (Germania), Flc (Madrid-Spagna), Flc (Principato Delle Asturie-Spagna), Institut Gaudi (Barcellona-Spagna), Cenfic (Portogallo), Formation Pme (Liegi-Belgio), Ecap (Svizzera), Keuda (Finlandia), Byn (Svezia).

Il documento contiene dieci obiettivi per la formazione nell’edilizia in Europa che saranno in vigore dal 2012 al 2016:

  1. Promuovere l’attrattività delle professioni del settore edile in Europa e nella formazione iniziale specifica .
  2. Contribuire all’eccellenza dell’istruzione iniziale e continua in edilizia con riferimento al Quadro europeo della qualità (EQAVET).
  3. Consolidare le iniziative educative e formative che mirano non solo alla qualifica professionale ma anche all’equità, all’integrazione sociale e alla partecipazione attiva dei cittadini.
  4. Usare il Quadro Europeo delle Qualifiche, il Sistema Europeo dei Crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) per la trasparenza e il trasferimento dei risultati di apprendimento.
  5. Incoraggiare la creatività e l’innovazione nell’istruzione e la formazione professionale iniziale e continua tenendo conto dell’evoluzione delle professioni e dei bisogni del mercato del lavoro.
  6. Investire nella qualità pedagogica degli insegnanti, formatori e altre figure professionali IFP per migliorare l’integrazione professionale e sociale degli allievi.
  7. Rinforzare i percorsi europei che riguardano sia gli allievi sia le figure professionali IFP e basati sulla Carta Europea di qualità per la Mobilità.
  8. Creare opportunità per un apprendimento reciproco e uno scambio di pratiche nell’ambito IFP considerati prioritari.
  9. Includere lo sviluppo sostenibile nell’ambito dei percorsi IFP, fattore che influenza l’evoluzione del settore dell’edilizia.
  10. Promuovere norme che tutelino la salute e la sicurezza nel settore edile a tutti i livelli d’istruzione e ulteriori attività di formazione professionale.

"Con la Carta firmata a Lecce - spiega Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento europeo - si forniscono delle preziose linee guida e soprattutto si prosegue sul cammino dello sviluppo di azioni condivise e comuni. Un apprezzamento particolare va fatto al tema della mobilità dei lavoratori, perché queste esperienza basate sullo scambio risultano rilevanti per la crescita professionale, ma anche umana. Si tratta di un valore inestimabile. Per questo credo sia opportuno arrivare ad ampliare il programma Erasmus, che abbiamo iniziato ad allargare ai giovani imprenditori, trasformandolo in un'esperienza universale, capace di riguardare tutti i giovani dai 16 ai 35 anni indipendentemente dall’attività che svolgono".