Ance: va posto in primo piano il principio della perequazione urbanistica

26/06/2012 2010

Dopo alcuni mesi in Commissione Ambiente della Camera si sono ripresi in esame i disegni di legge in materia di governo del territorio e fiscalità urbanistica e immobiliare.

A questo proposito il 20 Giugno è stata chiamata in causa l’Ance, Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, che ha subito sottolineato la necessità di approvare al più presto la riforma del governo del territorio, per due motivi in particolare:

  • per disciplinare con una legge i nuovi istituti di pianificazione introdotti da numerose Regioni ma concernenti l’ordinamento civile e il diritto di proprietà, cioè materie di competenza dello Stato;
  • per definire un chiaro quadro normativo per gli interventi sul territorio che dia certezze all’elaborazione e all’attuazione di progetti in grado di raccogliere risorse anche da investitori privati.

Secondo Ance va posto in primo piano il principio della perequazione urbanistica.

La perequazione urbanistica persegue l’equa distribuzione dei diritti edificatori riconosciuti dalla pianificazione urbanistica e degli oneri derivanti dalla realizzazione delle dotazioni territoriali, tra i proprietari degli immobili interessati dagli interventi.

Altra particolare attenzione va posta alla premialità per la riqualificazione urbana, e la concorrenzialità per la selezione delle proposte da privati. Principi che il Governo ha introdotto con il nuovo Piano Città, il programma per la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo delle città.

Per quanto riguarda la pianificazione, i costruttori propongono un modello tripartito, composto da piano strutturale, piano operativo e regolamento urbanistico, che è poi quello verso il quale si stanno orientando tutte le nuove leggi regionali.

Inoltre Ance aggiunge che c’è la necessità di muoversi verso una nuova urbanistica prestazionale, fondata sul binomio “funzioni urbane - standard adattabili nel tempo”, tenendo presente il rapporto pubblico-privato nell’attuazione del piano come una possibilità operativa ordinaria.

Infine Ance sempre per i privati, chiede che possano gestire le opere di pubblica utilità, facendo una distinzione dalle opere pubbliche, e garantendo la stessa opportunità di intervento sia ai promotori privati che le società miste con partecipazione pubblica.