Appalti: illegittimo favorire professionisti locali

28/06/2012 1634

È illegittimo limitare solo ai professionisti che operano nel territorio comunale la partecipazione alla procedura negoziata per l'affidamento di un incarico di progettazione e direzione lavori.
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un Comune contro la precedente sentenza del Tar Basilicata che aveva accolto il ricorso presentato dai Consigli degli ingegneri, degli architetti e dei geologi per le modalità con cui era stato affidato l’incarico.
La Stazione Appaltante aveva infatti invitato alla gara con procedura negoziata senza bando solo i professionisti operanti nel territorio comunale. L’unica eccezione era invece costituita da una società, che poi è risultata in seguito l’aggiudicataria dell’incarico.
I giudici del Consiglio di Stato ricordano che il principio di non discriminazione impone che tutti i potenziali offerenti siano in condizioni di eguaglianza e non consente, quindi, limitazioni di accesso al mercato “ratione loci”, ovvero in ragione dell’ubicazione della sede in un determinato territorio.

Secondo il Consiglio di Stato il limite territoriale viola anche le norme comunitarie, che mirano
invece a eliminare le restrizioni basate sulla nazionalità e a favorire la concorrenza e l’apertura dei mercati.