Ance: crolla il mercato immobiliare

28/06/2012 1632

L'industria delle costruzioni, dall'inizio della crisi, ha perso mezzo milione di posti di lavoro. È quanto emerge dai dati presentati dall'Osservatorio congiunturale dell'Ance.

Nel rapporto si legge che gli effetti sull'occupazione e sulle imprese sono pesantissimi, son stimati 325.000 posti di lavoro persi nelle costruzioni, che salgono a 500.000 unità considerando i settori collegati.

Dai dati si evince che vengono colpiti tutti i comparti , a partire dalla produzione di nuove abitazioni, che nei cinque anni avrà perso il 44,4%, per l'edilizia non residenziale privata una diminuzione del -27,9%, e i lavori pubblici, con un calo del 37,5%.

Secondo Ance la caduta del mercato immobiliare, è scaturita dalla difficile situazione economica, la crescita dei tassi di interesse e la stretta creditizia effettuata dalle banche .

I mutui erogati alle famiglie, dal 2008 ad oggi, sono diminuiti 21,5%. Inoltre, se prima della crisi le banche arrivavano a coprire fino all’80% della spesa iniziale, oggi offrono circa il 50%”. Secondo l’Ance si tratta di un valore troppo basso, che non permette alle famiglie di sostenere la spesa iniziale e i nuclei familiari che riescono a risparmiare durante la crisi sono appena il 38,7%.

Per contrastare il problema, Ance ha avanzato una proposta al governo: la detraibilità integrale degli interessi passivi del mutuo sull’acquisto della casa principale, che oggi è limitato al 10% per un massimo di 4mila euro.

In questo contesto si aggiungono una serie di ostacoli alla ripresa, come l’inaccettabile fenomeno dei ritardati pagamenti dei lavori da parte della Pubblica Amministrazione. Nel secondo semestre 2011 i tempi medi di pagamento dei lavori pubblici hanno raggiunto gli 8 mesi, con punte di ritardo superiori ai 24 mesi.

Per il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti per risollevare il settore dei costruttori edili si dovrebbe ridurre anche il carico fiscale sulle compravendite e attivare gli sgravi sulle opere pubbliche.

Malgrado ciò secondo il presidente Buzzetti ci sono segnali positivi, come il decreto sviluppo che rappresenta una svolta dopo le politiche depressive sull'edilizia e sulla casa, ma chiede al governo di fare di più, ad esempio “cancellare l'Imu sull'invenduto, un importante elemento anti-crisi”, sottolineando che l’Italia è l'unico Paese al mondo che ha una tassa sull'invenduto.