In Sardegna un nuovo polo per la bioedilizia

04/07/2012 1792

L’ex stabilimento di lana di roccia della multinazionale danese Rockwool in Sardegna alla periferia di Iglesias, rimasto chiuso per tre anni, diventerà il nuovo polo della bioedilizia, per la ricerca e la produzione di mattoni, intonaci, malte in terra cruda, materassini in lana di pecora, pannelli e altri materiali, avvalendosi di materie prime locali della filiera corta, a forte risparmio energetico e a scarsissimo impatto ambientale.

Giuseppe Madeddu, presidente della cooperativa sociale San Lorenzo, dopo la chiusura nel giugno del 2009 ha rilevato lo stabilimento e i beni immobili collegati, complessivamente 77.000 mq.

Durante la conferenza stampa Mareddu ha dichiarato: “Abbiamo ripulito e bonificato l'area della fabbrica e, in questi giorni, si sta ultimando la sistemazione dei pannelli fotovoltaici, che permetteranno di fornire una parte dell'energia. Poi partirà la nuova vita della struttura che punta a diventare polo di riferimento per la bioedilizia".

Inoltre è in programma la collaborazione di un'altra azienda per la produzione di energia attraverso il ricorso alle biomasse.

L’intero complesso diventerà anche un polo per la ricerca scientifica grazie alla collaborazione con Sardegna Ricerche; questo servirà a garantire una sperimentazione in opera dei mattoni e degli isolanti, oltreché delle caratteristiche intrinseche ai singoli componenti dei prodotti per il restauro, per il risanamento o per le nuove costruzioni