Ricerca e innovazione tecnologica, il Civ INAIL promuove le nuove linee guida

03/08/2012 1728

Il documento definisce gli orizzonti strategici e operativi sulla base dei quali saranno stabiliti le attività e i futuri piani d'intervento. Il presidente Franco Lotito: "Un passo di grande importanza per conferire una spinta decisiva allo sviluppo del Polo della salute e sicurezza"

Una 'bussola' per orientare in modo armonico le funzioni assicurative storicamente proprie dell'INAIL con quelle della ricerca, affidate all'Istituto dopo l'incorporazione di Ispesl. E, al tempo stesso, uno strumento essenziale per imprimere un'accelerazione importante alla realizzazione del Polo salute e sicurezza. Il presidente del Civ INAIL, Franco Lotito, ha firmato oggi il documento "Linee guida e criteri generali per l'attività di ricerca e l'innovazione tecnologica". "Si tratta di un passo di grande importanza per conferire una spinta decisiva al processo di integrazione disposto dalla legge 122/2010 e per colmare i ritardi che, malgrado gli sforzi dell'Istituto, si sono accumulati - afferma - Con questo documento si creano le condizioni per definire i piani d'intervento futuri e dare ai ricercatori, ancora vincolati alle disposizioni del 2009, gli orizzonti operativi nei quali intervenire".

Presidente Lotito, perché il Civ INAIL attribuisce alle Linee guida un peso così importante nel processo di incorporazione e di costruzione del Polo sicurezza?
"Il Civ ritiene di avere assolto con queste linee guida a un preciso dovere, ma anche di avere creato le condizioni di un importante cammino di crescita. A partire da 2012 l'Istituto potrà dotarsi di un nuovo piano per la ricerca e di superare i momenti di vuoto operativo (mi riferisco, in particolare, a quei settori che, avendo completato le funzioni connesse al vecchio piano, ora stanno vivendo in una sorta di fase di stallo). Questo documento sarà utile anche sul fronte dei processi organizzativi legati all'incorporazione e concorrerà all'elaborazione, entro fine anno, del modello che integrerà, in modo definitivo, tutte le funzioni dell'Istituto".

Come si qualifica quindi secondo il Civ la futura ricerca 'made in INAIL'?
"Per il Civ e per l'INAIL resta confermata, naturalmente, la funzione della ricerca come elemento indispensabile per la costruzione del Polo salute e sicurezza: l'una non può esistere senza l'altro. I principi sui quali organizzare questa attività riflettono tale impostazione e ribadiscono la necessità che la ricerca sia trasferibile, che il ricercatore operi in autonomia e nel costante aggiornamento delle sue competenze e che i risultati siano, alla fine, verificabili. Si tratta di aspetti, è evidente, che implicano un'autonomia anche negli aspetti relativi al budget".

Per quanto riguarda le risorse da mettere a disposizione per l'attività di ricerca, cosa stabilisce il documento?
"Quello dei finanziamenti è un aspetto essenziale nel quale dovrà essere esercitata un'azione unitaria dei vertici dell'Istituto. I trasferimenti erogati fino a due anni fa dal ministero della Salute all'Ispesl sono stati, infatti, decurtati pesantemente, passando da 60 milioni a circa 23 milioni. In queste condizioni è ovvio che non si possa operare in modo efficace".

Quindi l'INAIL è disposto a continuare a intervenire con specifiche linee di finanziamento?
"La disponibilità c'è, naturalmente, ma ciò non toglie che prima debba essere fatta chiarezza. A differenza di tutte le altre Linee guida che il Civ ha emanato, nelle quali ogni obiettivo è correlato agli strumenti e alle risorse a disposizione, questa volta il capitolo sui finanziamenti non è presente. Una mancanza voluta per sottolineare, appunto, come si tratti per l'Istituto di un ambito pregiudiziale dal quale partire. L'INAIL ritiene di avere svolto appieno la sua parte impegnando - pur nelle condizioni di una transizione complessa - risorse ingenti per ottemperare ai mancati trasferimenti nel 2011. Riteniamo, quindi, più che legittimo conoscere le condizioni nelle quali opereremo in futuro".

Esiste, però, anche una parte delle attività di ricerca che viene richiesta da soggetti diversi da INAIL ...
"Siamo consapevoli di avere a che fare con una funzione co-finanziata e l'INAIL continuerà a garantire che la ricerca sia sempre concepita come uno strumento tecnico di cui possono avvalersi Regioni e Asl. Questo aspetto, semmai, fa emergere la necessità di un rafforzamento dell'Accordo quadro derivato dalla legge 106/2009 per specificare le modalità precise attraverso le quali l'Istituto può supportare il lavoro dei soggetti che agiscono sul territorio".

Come possono tradursi quindi questi criteri e l'impegno progettuale nel concreto dell'attività?
"Il Civ ha immaginato un modello di sviluppo delle funzioni della ricerca - che abbiamo chiamato 'a matrice' - significativamente diverso da quello 'per macro aree' precedente all'integrazione. Il modello a matrice è dato, infatti, da una griglia formata, a livello verticale, da matrici di "settore" e cioè dai settori merceologici nei quali l'INAIL applica la sua tradizionale funzione assicurativa - dall'industria alle costruzioni, dal terziario al manifatturiero - e, a livello orizzontale, dalle cosiddette 'matrici di fattore': aree di interesse scientifico che includono, per esempio, i fattore di rischio determinati dall'evoluzione dell'organizzazione del lavoro, quelli connessi ai processi di produzione e trasformazione delle materie prime, quelli determinati da interfaccia uomo/macchina, e via di seguito".

Si tratta di una griglia così innovativa?
"Con questa impostazione per ogni settore avremo delle intersezioni tra le linee verticali e orizzontali che saranno in grado di indicare, con maggiore precisione e puntualità, quale dovrà essere la funzione svolta dalla ricerca e quali sono gli obiettivi da perseguire. Senza dubbio è un approccio nuovo, nel quale il Civ crede profondamente e che speriamo dia risultati importanti".

Nelle Linee guida sono presenti anche indicazioni sostanziali sulla costituzione di un nuovo Comitato scientifico ...
"Fino a ieri l'INAIL non ha potuto procedere in tal senso proprio per l'assenza di un documento che illustrasse i criteri generali sulla ricerca, e ora anche questo 'nodo' può dirsi sciolto. Fino al 2009 il Comitato scientifico veniva nominato per decreto ministeriale ed era composto da 22 persone in rappresentanza delle istituzioni e dall'alta qualificazione scientifica. Fatto salvo quest'ultimo aspetto, si tratta di criteri superati. Il Comitato dovrà essere invece molto più contenuto nella sua dimensione e definito sulla base di un regolamento interno all'Istituto. Quest'ultimo punto, in particolare, richiede un confronto coi ministeri della Salute e del Lavoro e un intervento coordinato e congiunto da parte del presidente dell'INAIL, del presidente del Civ e del direttore generale".

Qual è l'aspetto di queste Linee guida che ritiene più significativo?
"Credo che il documento presenti delle novità sostanziali rispetto al passato e rappresenti per l'INAIL una sfida. Se non si procede in modo deciso e determinato il rischio è l'approdo a un'integrazione mancata e l'insorgenza di velleità di ritorno al passato che comporterebbe un pesante spreco di risorse. Certo, ci sono delle condizioni esterne che devono maturare - una fra tutte, l'emanazione dei decreti di trasferimento degli organici -, ma questo non ci esime dall'onere e dalla responsabilità di costruire un impianto organizzativo e gestionale che sia davvero il 'motore' di sviluppo che farà del 2013 l'anno in cui potrà svilupparsi compiutamente il Polo della salute e della sicurezza".

 

Fonte: INAIL