Il settore delle costruzioni soffre la crisi più di tutti

06/08/2012 1473

È già risaputo, purtroppo, che Il settore delle costruzioni risente moltissimo della crisi economica italiana. L’Ance annota il 2012 come uno degli anni più negativi nella storia (pari solo alla metà degli anni ’70) : in ribasso le proprie previsioni per il 2012 che aveva stimato un calo degli investimenti in costruzioni del 6% in termini reali. In cinque anni, dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti, ovvero 43 miliardi di euro in meno. La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti ad esclusione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo, in crescita nel periodo considerato. Le previsioni dell’Ance per il 2013 indicano un arresto della caduta: gli investimenti in costruzioni segnano un +0,1% in termini reali rispetto al 2012.

L’Ance ha formulato proposte concrete per rilanciare la crescita e il Governo ne ha accolte alcune nel recente decreto sviluppo (DL 183/2012).
Fondamentale per riattivare il settore sarebbe aggiungere ulteriori misure sul fronte fiscale: come liberare risorse per attivare nuovi investimenti e stimolare la domanda. Una direzione opportuna da intraprendere sarebbe, poi, garantire l’applicabilità del potenziamento della detrazione sul recupero edilizio (da 36% a 50%), anche all’acquisto di abitazioni in edifici interamente ristrutturati da imprese di costruzioni. Inoltre, si dovrebbe ridurre il carico fiscale sulle compravendite di abitazioni, alleggerire il “costo fiscale” nella fase di produzione, eliminare la stortura dell’IMU sull’invenduto delle imprese di costruzioni.