L'Istituto CNR di Pisa studia come prevedere i terremoti attraverso l'analisi delle acque

12/08/2012 2238

Si può prevedere dalla composizione delle acque l'avvicinarsi di un terremoto ?

Questo l'obiettivo della ricerca CNR che dalla fine del mese di luglio si sta realizzando presso la stazione di Armena nel Comune di Caprese Michelangelo.
Si tratta di uno studio commissionato dal Settore Rischio Sismico della Regione Toscana ed effettuato nelle aree storicamente più sensibili del territorio regionale e quindi anche la Valtiberina.

Il team di ricerca è guidato dalla dott.sa Lisa Pierotti, dell'IGG CNR (Istituto di Geoscienze e Georisorse) di Pisa.

L'obiettivo della ricerca è quello di verificare se dall’analisi dell’acqua è possibile individuare variazioni geochimiche che possano essere correlate con l’attività sismica, al fine di individuare quei parametri che possano aiutare nella previsione di un terremoto.

In gergo tecnico, gli esperti del CNR vanno alla ricerca dei cosiddetti “precursori” ovvero quei fenomeni che tipicamente precedono un evento sismico.
Durante la ricerca vengono monitorati di continuo e in automatico sei parametri: temperatura, pH, conducibilità elettrica, potenziale redox e le concentrazioni di CO2 e CH4 disciolti nell’acqua. Questi dati vengono poi trasmessi direttamente a Pisa, dove vengono dettagliatamente elaborati.
“Sarà necessario almeno un anno di lavoro per cominciare a conoscere la naturale variabilità del sistema sottoposto al monitoraggio ed individuare eventuali anomalie correlate all’attività sismica” spiega la dott.sa Lisa Pierotti nell’illustrare il progetto che va avanti dal 2002 e che prevede altre 5 stazioni di questo tipo in tutta la Toscana: in Lunigiana (stazione di Equi Terme), Garfagnana (stazione di Gallicano), Mugello (stazione di Vicchio) e comprensorio dell’Amiata (stazioni di Bagnore e Bagno Vignoni).