C3, un sistema in grado di garantire la tracciabilità del calcestruzzo

20/09/2012 992

Assicurare che il calcestruzzo sia prodotto a regola d’arte secondo i disciplinari e le norme tecniche, con la certezza di sottrarlo a qualsiasi tentativo di contraffazione, per costruire edifici e infrastrutture in grado di “restare in piedi”, nel tempo, in un Paese come il nostro, a elevato rischio sismico e idrogeologico.
Da oggi è possibile. Il sistema di monitoraggio, brevettato da Colabeton (Gruppo Financo), si chiama C3 (Concrete Cube Certainty) ed è in grado di garantire la trasparenza dei controlli del calcestruzzo, fornendo al direttore dei lavori specifiche informazioni che gli consentano di ricostruire il percorso che il materiale compie dal cantiere (dove è avvenuto il campionamento), al laboratorio ufficiale dove avverrà il test di compressione.

C3 utilizza un sistema software e hardware composto da palmari georeferenziati e da un'applicazione web, con particolari misure per garantire la sicurezza e la riservatezza delle informazioni: palmari chiusi e certificati, comunicazioni web crittografate, notifiche inviate tramite posta elettronica certificata ed archivi inaccessibili a chiunque, tranne che al direttore dei lavori, grazie alle sue credenziali certificate. Il direttore dei lavori avrà così la certezza del confezionamento del provino nel cantiere dove viene scaricato il calcestruzzo, la certezza che il provino sia portato presso il laboratorio ufficiale individuato e sottoposto a prova di compressione.

“Il software – spiega Paola Colaiacovo, amministratore delegato di Colabeton - sfrutta molto efficacemente le potenzialità dell’informatica per migliorare la qualità del costruito in Italia, modificando le metodologie di lavoro, creando maggiore fiducia nel sistema attraverso controlli efficaci sulla qualità del calcestruzzo. Non vogliamo più doverci accorgere sempre dopo le tragedie che un’opera non era stata costruita secondo gli standard previsti dalle normative. Bisogna investire – conclude - in infrastrutture strategiche come quella nella quale oggi il sistema C3 viene sperimentato: la nuova stazione ferroviaria dell’alta velocità di Firenze”.

Incoraggiato dall’Osservatorio del Calcestruzzo, i cui membri rappresentano le più influenti e significative istituzioni, associazioni e aziende del settore, il sistema C3 è stato seguito dal Servizio Tecnico Centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Traporti, che ne ha suggerito la sperimentazione nella nuova stazione ferroviaria dell’Alta Velocità di Firenze. Il progetto per la nuova stazione, firmato da Norman Foster, architetto inglese di fama mondiale e collaboratore di Renzo Piano, prevede una costruzione di oltre 45.000 mq, formata da un solo volume lungo 454 metri e largo 52, organizzato su vari livelli e improntato a minimizzare il consumo di energia e ridurre i costi di gestione.

“Questo innovativo sistema è il frutto di ricerca e innovazione ed è uno strumento che avrà futuro perché parla lo stesso linguaggio dei giovani professionisti del settore”, sottolinea Francesco Karrer, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. “E’ espressione – aggiunge – di un pezzo d’Italia di cui possiamo essere molto orgogliosi”.

C3 non è solo uno strumento utile al direttore dei lavori per avere la certezza dell’integrità dei materiali, ma una vera e propria spinta a tutta la filiera delle costruzioni, che facendo leva sulla ricerca, l’innovazione e l’aumento della produttività, può aiutare l’Italia a recuperare terreno in questo periodo di crisi. “Abbiamo appoggiato la sperimentazione del Sistema C3 - afferma Antonio Lucchese, del Servizio Tecnico Centrale (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) - perché, assicurando la tracciabilità del prodotto, renderà i controlli sulle opere pubbliche più rigorosi”.