Un velo hight tech sull'Islam

02/10/2012 509

Il 22 settembre 2012 è stato aperto al pubblico il nuovo braccio del Museo del Louvre interamente dedicato alla cultura islamica.
Il progetto è stato realizzato nella corte Visconti, dal nome del suo architetto Louis Visconti, (1791-1853), uno dei più bei cortili del complesso edilizio del Louvre.

L’architetto italiano Mario Bellini e il collega francese Rudy Ricciotti hanno vinto la gara di concorso per il nuovo Dipartimento delle arti dell’islam grazie a un progetto che ha tenuto conto dell’origine a cielo aperto dell’area prescelta, pianificando la copertura del cortile con una struttura di vetro e metallo simile a un velo fluttuante.

Gli architetti hanno dichiarato di aver voluto evitare soluzioni già sperimentate nell’Ottocento, coperture di vetro che partendo dalle quattro facciate dei palazzi circostanti, trasformavano il cortile in ambiente espositivo; queste vecchie soluzioni, secondo l’architetto Mario Bellini, avrebbero ribadito il concetto diffuso fra noi occidentali di una nostra superiorità culturale, concetto completamente estraneo alla mentalità del Louvre. Il velo dunque, un premuroso gesto di rottura con la nostra tradizione, è stato prescelto fra vari prestigiosi concorrenti.

Oltre tremila opere a rotazione fra le le diciottomila che compongono le collezioni del Louvre provenienti dall’aree di influenza mussulmana, dalla Spagna al Sud-est asiatico, a testimonianza di milletrecento anni di storia.