SISMA in EMILIA: presentato un primo bilancio a sei mesi dalle scosse

30/11/2012 2048

Terremoto, presentato un primo bilancio a sei mesi dalle scosse


Il presidente Errani: "Dalla tragedia usciremo più forti". Annunciate nuove ordinanze per finanziare la ricostruzione

"Finita la ricostruzione, ci presenteremo al mondo meglio di prima. Da una grande tragedia, un'occasione per una grande qualificazione dal punto di vista sismico, ambientale, energetico, della ricerca, della produzione e del lavoro". Lo ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna e Commissario delegato alla ricostruzione, Vasco Errani che, a sei mesi dal terremoto, ha tracciato un primo completo bilancio degli interventi realizzati, dei programmi e delle prospettive.

Lo ha fatto oggi pomeriggio a Bologna – dopo aver incontrato i sindaci dei territori colpiti dal sisma – insieme al sottosegretario alla Presidenza della Regione Alfredo Bertelli e agli assessori regionali Paola Gazzolo (Protezione civile), Alfredo Peri (Programmazione territoriale) e Gian Carlo Muzzarelli (Attività produttive).
"Che siamo fuori dalla fase di emergenza mi sembra un fatto oggettivo. Ora occorre accelerare sulla ricostruzione poiché la crescita di questo territorio è fondamentale per sostenere la ripresa economica dell’intero Paese", ha aggiunto il presidente Errani.

Durante l’incontro è stato anche comunicato che sono stati liquidati in mattinata 21 milioni di euro per 9692 famiglie che stanno utilizzando il Cas, contributo per l’autonoma sistemazione, e che entro la metà di dicembre sarà ultimato il piano per il completamento definitivo delle opere provvisionali nei Comuni colpiti dal sisma.

Il presidente Errani ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà emanata un’ordinanza per l’assegnazione dei contributi per edifici e unità immobiliari a uso abitativo che abbiano subito gravi danni, i cosiddetti immobili classificati ‘E pesanti’.
Tra le prossime ordinanze anche quella relativa all’assegnazione dei prefabbricati abitativi rimovibili sia per gli ambiti urbani (poco meno di 800) che rurali (circa 170).