BREVETTO EUROPEO al varo ma non in italiano

11/12/2012 2060

 Primo «sì» sul brevetto europeo

L'Avvocato generale della Corte europea di Giustizia Yves Bot ha proposto stamattina alla Corte stessa di respingere i ricorsi della Spagna e dell'Italia contro
la decisione del Consiglio Ue che autorizza una 'cooperazione rafforzata' nel settore del brevetto unitario europeo. Le conclusioni dell'Avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia, anche se nella maggior parte dei casi sono seguite dai giudici nella sentenza finale, che dovrebbe essere pronunciata fra qualche mese.

Il Consiglio Ue Competitività ha trovato un "accordo politico" al pacchetto sul brevettounico europeo, a cui partecipano tutti gli stati Ue tranne Italia e Spagna, che si sono chiamati fuori.

Il pacchetto all'esamedell'assemblea di Strasburgo è composto da due regolamentie da un accordo intergovernativoper l'istituzione del tribunale unico,a cui l'Italia, a differenzadella Spagna, ha deciso diaderire per tutelare gli interessidelle imprese nazionali eventualmentecoinvolte in contenziosi.«Avrei preferito un brevettounitario immediatamentevalido per 27 stati membri»,in quanto «la cooperazione rafforzata non era la mia soluzionepreferita», ha ammesso ilcommissario Ue al mercato internoMichel Barnier duranteil Consiglio Competitività.

L'Italia e la Spagna hanno rifiutato di partecipare alla 'cooperazione rafforzata' (una normativa europea a cui partecipa solo una parte degli Stati membri dell'Ue, lasciando però 'la porta aperta' agli altri se vogliono raggiungerli più tardi) autorizzata dal Consiglio Ue nel 2011 in base all'accordo fra 25 paesi. Il ricorso italo-spagnolo riguarda in particolare il regime trilingue del sistema del brevetto europeo, che avvantaggia le imprese dei paesi in cui si parlano inglese,
francese e tedesco.

L'Avvocato generale ha respinto tutte le ragioni d'invalidità invocate da Italia e Spagna, e in particolare l'argomentazione secondo cui il Consiglio Ue sarebbe stato incompetente ad adottare la propria decisione, in quanto la creazione di un brevetto unitario ricadrebbe nelle competenze esclusive dell'Unione e, in particolare, nella definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno.