“Stati generali delle costruzioni”: Edilizia, ecco le priorità

19/06/2013 2647

Edilizia, ecco le priorità

Dal settore delle costruzioni i principali soggetti imprenditoriali e professionali formulano le loro proposte al Governo Letta per far ripartire il comparto in grave crisi.

“Il tempo è scaduto, l’edilizia non può più resistere”. Questo è il forte messaggio che gli “Stati generali delle costruzioni”(Ance, Anaepa, Casartigiani, Alleanza Coop.Italiane, Federcostruzioni, Cna, Pat, Assoimmobiliare e Confedilizia), lanciano al nuovo governo, presentando le “priorità per i primi 100 giorni”.

Un comparto emblema della crisi in corso. Infatti in 5 anni gli investimenti, al netto degli interventi di ristrutturazione, sono diminuiti del 38%, facendo fare a tutto l’indotto un viaggio all’indietro di 40 anni.
I posti di lavoro persi sono 360mila. Salgono a quota 550.000 se si guarda ai settori collegati.

Dunque serve una svolta. Intanto sbloccando i debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese per i lavori già eseguiti. Un importo stimato in circa 19 miliardi di euro. E’ necessario modificare il dl n.°35/2013 che stabilisce un limite di 7,7 miliardi per i pagamenti, innalzando la quota a 11 miliardi.

Inoltre è fondamentale modificare le regole del Patto di stabilità interno, “introducendo il principio dell’equilibrio di parte corrente ed un limite all’indebitamento”.
Per rilanciare tutto il comparto è prioritario “investire sulla sicurezza del territorio” a partire dal dissesto idrogeologico. Altra “grande opera” fondamentale la “riqualificazione e l’ammodernamento del patrimonio scolastico”, così come è preminente “dare vita a quelle piccole e medie opere funzionali alla riqualificazione delle città”. E a proposito di Comuni il documento evidenzia come sia necessario “sbloccare gli appalti delle piccole amministrazioni locali”.

Altro capitolo dirimente la garanzia dell’accesso alla casa: “Per superare il problema di funding a medio lungo termine degli istituti bancari è necessario promuovere strumenti finanziari in grado di riattivare il circuito del credito, coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti, quale capofila di altri investitori istituzionali”. Per gli strati sociali in maggiore difficoltà è indispensabile istituire un “Fondo di Garanzia dello Stato che garantisca i rischi dei mutui per l’acquisto di abitazioni”. Inoltre va rivista anche la disciplina dell’Imu.

Ma per far ripartire tutto il settore delle costruzioni è decisivo puntare sulla riqualificazione urbana.
Sul versante normativo bisogna agire sugli standard edilizi e la strumentazione urbanistica. Dal punto di vista fiscale gli “Stati generali delle costruzioni” propongono un pacchetto che prevede la “rottamazione dei vecchi fabbricati” e la loro sostituzione con edifici di “nuova generazione”; migliorare l’efficacia della detrazione del 50%; rendere stabile la detrazione del 55%”.

Infine ultimo capitolo il costo del lavoro. Va ridotto considerando che, rispetto ad altri settori, in edilizia gravano rilevanti oneri sociali, superiori di oltre il 10%. Questo a causa della cig ordinaria per gli operai che pesa per il 5,20% rispetto al 1,90/2,20 del resto dell’industria, e del 6% in più per quanto concerne i premi Inail. Inoltre è importante anche pensare alla decontribuzione degli straordinari e dei trattamenti erogati in aggiunta alla retribuzione stabilità dai contratti collettivi.
Su queste proposte gli Stati generali delle costruzioni sono compatti. Ora sta al nuovo governo dare risposte concrete e immediate.

Roma 11 giugno 2013

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