OCCORRE UN GUARDIANO DEL TERRITORIO durante le situazioni CLIMATICHE di EMERGENZA

07/12/2013 2342

OCCORRE UN GUARDIANO DEL TERRITORIO

"un tecnico abilitato come un’ingegnere o chi per lui monitori i punti più critici e che, sulla base di una competenza professionale specifica e di conoscenze storiche, possa allertare le autorità preposte affinché queste intervengano a porre rimedio a una o più carenze strutturali e idrogeologiche tutelando così persone e cose"

Di Maurizio VIcaretti,

Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Pescara


 

Dopo il tragico evento in cui una donna è morta in un sottopassaggio allagato alle porte di Pescara a causa delle piogge del 2 dicembre, il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Pescara è stato intervistato dai quotidiani, secondo il quale la disgrazia "è figlia di un insieme di condizioni sfavorevoli che prese singolarmente non procurano allarme ma che, se contestuali, producono disastri. Se in questa vicenda ci sono responsabilità la magistratura certamente le individuerà, su questo come Ordine degli Ingegneri siamo molto fiduciosi".

Vicaretti ha quindi aggiunto "Non so se questa morte, come anche quella verificatasi tempo fa nel Teramano, si potesse evitare. Certamente spero che situazioni tragiche come quella della signora deceduta nel sottopasso di Fontanelle non abbiano a ripetersi in futuro. Occorre però una presa di coscienza sulle questioni della sicurezza civile da parte di tutti, a cominciare dalle amministrazioni"

Ma allora, come è possibile che un sottopasso possa riempirsi d’acqua piovana fino alla sua sommità ?  "Io questo non posso saperlo senza prendere visione dei documenti dell’opera. Mi risulta però che i progettisti siano tecnici di grande capacità» ma "senza manutenzione adeguata serve a poco parlare di progetti e schede tecniche". I sottopassi in genere, se costruiti a regola d’arte, prevedono un sistema di allontanamento delle acque fino ai collettori fognari. Accade però che in qualche caso il livello più basso della strada sia troppo al di sotto delle condotte di scarico. «In condizioni come quelle che lei descrive - chiarisce Vicaretti - vi sono dei sistemi di pompaggio che spingono l’acqua verso i collettori e risolvono il problema». In questo caso perché non hanno funzionato? «Non lo so. Ampliando la riflessione, posso solo dirle che questi come altri casi-limite possono essere la conseguenza dell’imbarbarimento che in generale si è raggiunto nel sistema di affidamento degli appalti. Mi chiedo cosa si aspetti un’amministrazione da un’impresa che vince una gara con un ribasso anche del sessanta per cento? Se si aggiunge che gli enti preposti alla manutenzione e alla pulizia di tombini e canali di scolo e deflusso non hanno più soldi a causa della crisi, è facile pensare che un sottopasso possa anche allagarsi per una fatalità che nessuno può prevedere».

Come evitare allora tutto questo?: «Noi in tempi non sospetti abbiamo proposto una sorta di patto, cioè l’istitutuzione di un "guardiano del territorio", un tecnico abilitato come un’ingegnere o chi per lui monitori i punti più critici e che, sulla base di una competenza professionale specifica e di conoscenze storiche, possa allertare le autorità preposte affinché queste intervengano a porre rimedio a una o più carenze strutturali e idrogeologiche tutelando così persone e cose». 

 


Nota: l'intervista è stata realizzata dal giornalista Lorenzo Verrocchio del quotidiano IL TEMPO