Dissesto idrogeologico: intesa per coordinare l’attività delle opere di bonifica e di contrasto

13/12/2013 4679

Dissesto idrogeologico, intesa tra Regione, Uncem ed Urber
Il protocollo siglato a Bologna mira a realizzare interventi programmati e condivisi a salvaguardia della montagna
FONTE: REgione Emilia ROmagna


Coordinare e rendere omogenea l’attività degli enti che svolgono opere di bonifica e di contrasto al dissesto idrogeologico nell’Appennino emiliano-romagnolo; realizzare una programmazione triennale condivisa; razionalizzare l’uso delle risorse finanziarie per migliorare l’efficacia degli interventi.

Queste le principali finalità del protocollo che è stato siglato a Bologna da Regione Emilia-Romagna (assessorati all’Agricoltura e alla Difesa del suolo), Uncem (Unione nazionale comuni comunità ed enti montani - delegazione regionale) e Urber (Unione regionale delle bonifiche Emilia-Romagna). Sottoscrittori del documento sono gli assessori regionali all’Agricoltura Tiberio Rabboni e alla Difesa del suolo Paola Gazzolo e i presidenti di Uncem ed Urber, Giovanni Battista Pasini e Massimiliano Pederzoli.

La legge (6 luglio 2012, n. 7 “Disposizioni per la bonifica. Modificazioni alla legge regionale 2 agosto 1984, n. 42”) prevede che la contribuenza di montagna venga utilizzata in massima parte per la progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere e degli interventi di bonifica; riducendo quindi al minimo le quote di copertura delle spese generali e di funzionamento dei Consorzi.
In attesa dei nuovi “Piani di classifica” per il riparto della contribuenza, necessari per stabilire l’ammontare dei contributi che i proprietari di immobili (case e terreni) devono corrispondere ai Consorzi di bonifica, il protocollo ne anticipa gli effetti.

 

Finanziamenti e opere

Per il 2014 la Regione, attraverso gli assessorati all’Agricoltura e alla Difesa del suolo, metterà a disposizione 1,8 milioni di euro per gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico. Cifra a cui si sommano i 15 milioni di euro annuali che i Consorzi di bonifica incassano complessivamente come contribuenza montana. Potranno aggiungersi, inoltre, eventuali fondi stanziati dai Comuni e dalle Unioni montane.

L’ammontare dei finanziamenti complessivi sarà stabilito annualmente; sempre annualmente i soggetti sottoscrittori verificheranno lo stato di attuazione del protocollo, cioè la realizzazione degli interventi e la modalità di esecuzione dei lavori, il rispetto degli impegni assunti e il corretto impiego delle risorse.

Il programma, che sarà definito su base triennale, viene predisposto dai sette Consorzi di bonifica montana della regione, d’intesa con le Unioni montane dei comuni e con i Servizi tecnici di bacino territorialmente competenti. Le opere riguardano in particolare: sistemazione delle pendici dei versanti; contenimento e recupero delle zone franose; controllo del dilavamento e dell’erosione dei terreni; valorizzazione agronomica del suolo; manutenzione della viabilità, degli acquedotti rurali, delle opere esistenti e dei rii minori. Si tratta di attività svolte dai Consorzi di bonifica, dai Servizi tecnici di bacino e dai Comuni, che grazie a questo strumento potranno agire con maggiore sintonia e uniformità.
 

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