Cappotto termico | Comfort e Salubrità | C2R ENERGY CONSULTING
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A ogni edificio il suo cappotto. Aspetti a cui prestare attenzione in fase di scelta

L’isolamento termico rappresenta una variabile fondamentale nel complesso sistema edificio-impianto.

Ad esso sono connessi non solo le dispersioni termiche, e quindi il benessere e il comfort degli abitanti, ma anche i consumi energetici, la resa degli impianti, le emissioni di gas serra e, più in generale, l’intera vita utile dell’immobile. Ma quali materiali e soluzioni tecnologiche impiegare per il proprio edificio? Ecco alcune pratiche linee guida per una scelta corretta del cappotto termico.

I benefici del realizzare un cappotto termico

Circa il 35% delle dispersioni termiche di un fabbricato è dovuto alle pareti esterne. Intervenire attraverso l’isolamento delle stesse, vuol dire ridurre al minimo una fetta importante dei consumi del nostro edificio, ma non solo. Isolare termicamente le facciate esterne consente di:

  • Garantire un clima interno più stabile e confortevole per gli abitanti;
  • Ridurre fino ad eliminare il rischio di formazione di muffe e condense grazie alla risoluzione dei ponti termici;
  • Ottenere notevoli risparmi in bolletta come conseguenza della riduzione dei consumi per il riscaldamento invernale e per il raffrescamento estivo;
  • Migliorare la protezione della facciata dalle intemperie e da altre aggressioni esterne, oltre che garantirne una corretta manutenzione e conservazione;
  • Aumentare il valore immobiliare dell’edificio, attraverso il miglioramento di classe energetica dello stesso.

L’isolamento termico tramite cappotto esterno è la tecnica più diffusa, in quanto opera esclusivamente sulle parti esterne delle facciate, non andando ad occupare gli ambienti interni, e garantisce la massima riduzione dei ponti termici, risolvendo problematiche quali umidità e condensa dovute alla differenza tra le temperature superficiali. Esso consiste nella posa tramite incollaggio e tassellatura di pannelli isolanti su un supporto adeguatamente preparato e successivamente rivestito con una opportuna finitura.

Si tratta di una soluzione da prediligere qualora non vi siano particolari vincoli architettonico-urbanistici sulle facciate di edifici esistenti e negli edifici di nuova costruzione.

L’isolamento tramite cappotto interno è una possibile alternativa quando la facciata esterna dell’edificio è soggetta a vincoli o vi sono particolari problematiche tecniche che rendono l’intervento dall’esterno impraticabile. La posa del materiale isolante avviene dall’interno degli ambienti abitati, con diverse possibilità di finitura, tra cui l’impiego di contropareti in cartongesso preaccoppiate con pannello isolante, oppure autoportanti attraverso una struttura metallica. È bene precisare che tale intervento non sempre è in grado di risolvere al meglio tutti i ponti termici che possono crearsi nell’edificio. Risulta, quindi, fondamentale la scelta di un materiale che abbia ottime prestazioni in modo da ridurre al minimo il suo spessore e quindi non diminuire eccessivamente le volumetrie interne.

In questa trattazione, ci concentreremo sui sistemi ETICS (External Thermal Insulation Composite System), ovvero, sull’isolamento tramite cappotto termico esterno delle pareti verticali dell’edificio, disperdenti verso l’esterno.

Per maggiori dettagli circa i possibili interventi sull’involucro edilizio e gli incentivi previsti per ciascuna tipologia, si veda il seguente articolo.

A ogni edificio il suo cappotto. Aspetti a cui prestare attenzione in fase di scelta

Le principali caratteristiche dei materiali cui prestare attenzione

La scelta del materiale isolante rappresenta un aspetto fondamentale per garantire un intervento valido e duraturo. Le tipologie di isolanti in commercio si possono suddividere, in base alla loro origine, in:

  • Naturali (pannelli in fibra di legno, sughero, cellulosa, lana di pecora): Questa tipologia assicura un sufficiente isolamento termico e una lunga durata, ma presenta costi più elevati poiché si tratta di prodotti rinnovabili ed ecosostenibili.
  • Sintetici (polistirene espanso sintetizzato (EPS), polistirene estruso (XPS), poliuretano, resina fenolica espansa): Sono tra i più diffusi e tra i più economici, impermeabili all’acqua e raggiungono prestazioni elevate con minimi spessori.
  • Minerali (lana di roccia, lana di vetro, calcio-silicato, aerogel): Sono largamente impiegati perché offrono un ottimo livello di isolamento, garantiscono alte prestazioni in presenza di umidità, sono traspiranti, resistenti alle muffe e durevoli. Di contro, invece, sono più costosi e richiedono una maggiore attenzione nella posa poiché le sostanze contenute possono risultare nocive se a contatto con la pelle.

La proprietà più importante dei materiali isolanti è senza dubbio la bassa conducibilità termica; tuttavia, a seconda dell’applicazione, per la scelta di un materiale isolante possono risultare determinanti anche altre caratteristiche. Ad esempio, resistenza a compressione o comportamento al fuoco. Non esiste un materiale isolante che soddisfi alla perfezione tutti i parametri ecologici, prestazionali e che sia anche poco costoso. Infatti, solitamente, alcune caratteristiche si escludono a vicenda, come resistenza a compressione e isolamento da calpestio o porosità e impermeabilità.

L’ente tecnico europeo di riferimento per il settore delle costruzioni, l’EOTA (European Organization for Technical Approval), ha redatto la Linea Guida Tecnica ETAG 004 (European Technical Approval Guideline) per sistemi ETICS su supporti in muratura e calcestruzzo.

La certificazione per il cappotto termico che garantisce l’efficacia del Sistema è l’ETA004

Si tratta di verifiche tecniche pubblicate per mezzo di rapporti da parte di laboratori notificati e accreditati a livello europeo. I componenti vengono testati singolarmente e assieme per riuscire a misurarne la prestazione e provarne l’effettiva compatibilità, in modo che si possa certificare l’idoneità tecnica del sistema come isolamento termico dall’esterno.

Le disposizioni espresse nelle varie normative di settore vengono raccolte e trattate nel manuale del cappotto termico CORTEXA (redatto dal consorzio Cortexa): esso rappresenta il riferimento in Italia per la corretta progettazione e posa dell’isolamento a cappotto.

Un altro requisito divenuto oggi pressoché imprescindibile nella scelta di un materiale isolante è la dotazione di dichiarazione ambientale di prodotto EPD, nonché della certificazione in materia del rispetto dei Criteri Ambientali Minimi di cui al D.M. 11 ottobre 2017. Il rispetto dei CAM nei materiali isolanti è condizione necessaria per poter usufruire delle detrazioni fiscali.

Vediamo, di seguito, quali sono i requisiti prestazionali cui porre particolare attenzione in fase di scelta e, per ciascuno, quali materiali li soddisfano meglio di altri.

La conducibilità termica

La conduttività termica, o conducibilità termica, indicata con la lettera greca λ, rappresenta la capacità di un materiale di trasmettere calore. Minore è il suo valore, minore è la quantità di calore che lo attraversa e, di conseguenza, tanto migliore è il potere isolante del materiale.

Per raggiungere pari prestazioni termiche con materiali isolanti diversi, saranno necessari spessori diversi.

Se si ricerca il miglior rapporto qualità-prezzo con il minimo spessore possibile, il poliuretano è il giusto compromesso. Basti pensare che 10 cm di poliuretano equivalgono, in termini di prestazioni termiche, a circa 18 cm di fibra di legno. Se, invece, si vuole spendere meno si possono impiegare EPS o lana di vetro che, con conducibilità termiche un po’ più elevate e quindi anche spessori leggermente più considerevoli, presentano un costo inferiore.

Inoltre, al fine di garantire buone prestazioni anche nei mesi più caldi, sono consigliati materiali coibenti con un’alta inerzia termica, in modo da rallentare l’ingresso del calore dall’esterno. Per edifici molto esposti ai raggi solari, infatti, è opportuno impiegare lana minerale.

La resistenza al vapore

È di fondamentale importanza controllare il passaggio del vapore acqueo attraverso l'involucro per evitare fenomeni quali condense superficiali/interstiziali e muffe.

Il principio generale è quello di ricercare materiali che abbiano una buona traspirabilità, come la lana di roccia. Ma l’ottica che deve guidare il progettista è quella della compatibilità dei vari strati dell’involucro con il materiale isolante: questi devono possedere la stessa permeabilità al vapore ed è, pertanto, necessario conoscere le caratteristiche della stratigrafia dell’elemento su cui si interviene per proporre il materiale più idoneo al caso specifico.

Il comportamento al fuoco

Il comportamento al fuoco di un materiale è valutato secondo i principi di resistenza e reazione al fuoco.

Per resistenza al fuoco di un materiale si intende la sua capacità di mantenere, sotto l'effetto d'incendio, la stabilità e la funzionalità minima per un tempo ben definito.

Mentre la reazione al fuoco è definita come il grado di partecipazione alla combustione di un materiale esposto al fuoco. In sostanza, essa rappresenta il modo in cui un materiale brucia, se non brucia affatto o se brucia, con quale facilità.

La norma europea UNI EN 13501-1:2019 (Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco) regolamenta la classificazione di reazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione. I materiali vengono classificati secondo le Euroclassi A1, A2, B, C, D, E ed F. I materiali classificati A1 sono incombustibili e quelli certificati A2, B, C, D, E, F bruciano in ordine crescente.

La prestazione di Reazione al Fuoco deve essere riferita a un “kit” o sistema certificato secondo la normativa europea, cioè che dispone di un certificato di valutazione tecnica europea ETA.

Da maggio 2019 è entrato inoltre in vigore il DM del 25/01/2019. Esso definisce i requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici di civile abitazione soggetti ai procedimenti di prevenzione incendi di cui al D.P.R. 01/08/2011, n. 151, ovvero con altezza antincendio uguale o superiore a 12 m. Per questi fabbricati, qualora siano di nuova realizzazione o esistenti ma con un intervento che riguardi oltre il 50% della facciata, è obbligatorio rispettare determinate prescrizioni antincendio.

In linea generale, i sistemi a cappotto dotati di ETA presentano il livello minimo di reazione al fuoco Bs3d0 ed hanno un comportamento conforme alla Guida tecnica dei Vigili del Fuoco.

Fra le indicazioni riportate all’interno della guida viene specificato che, per il sistema a cappotto, è possibile l’utilizzo di materiali isolanti incombustibili (classe di reazione al fuoco A1) o, in alternativa, di materiali isolanti che siano combustibili ma adeguatamente protetti da rivestimento incombustibile.

A titolo esemplificativo, l’EPS e il poliuretano hanno una classe media di reazione al fuoco (Bs1d0), mentre la lana minerale ha una classe di reazione al fuoco superiore (A2s1d0).

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