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Progettare l’ombra, ripensare le strade: Barcellona e Kalamata contro il caldo urbano

Macro isolati senz’auto e strade alberate, vie verdi e nuove piazze, rifugi climatici e coperture temporanee di spazi pubblici sono le esperienze più innovative messe in atto da Barcellona. Adattamento e mitigazione degli effetti del cambiamento climatico sono le soluzioni messe in campo da Kalamata nel Peloponneso per contrastare il clima che cambia.

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L’adattamento climatico urbano modifica spazi e servizi per affrontare caldo, vulnerabilità sociale e rischi territoriali. Barcellona interviene su traffico di attraversamento, verde, permeabilità del suolo e accesso ai rifugi climatici; Kalamata affianca alla riqualificazione del lungomare illuminazione efficiente ed energia solare, misure di mitigazione delle emissioni. Nel confronto firmato da Pietro Mezzi, INGENIO esamina soluzioni per quartieri densi e città costiere mediterranee, offrendo ai progettisti casi applicativi e mettendo in evidenza il ruolo della gestione e della continuità amministrativa.

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Adattamento climatico a Barcellona: superisolati, assi verdi e rifugi

Barcellona (Spagna)

Barcellona è una delle città più densamente popolate d'Europa. L'Eixample è un quartiere del centro catalano, con una struttura urbana a griglia risalente al XIX secolo. È sorto in un'epoca in cui le automobili circolanti erano poche, oggi invece la motorizzazione privata è molto alta, per cui si soffre di rumore, gas di scarico, strade che si surriscaldano eccessivamente. Sempre più spesso la città è colpita da ondate di calore più frequenti e intense. Questo ha un impatto soprattutto sui gruppi vulnerabili ed economicamente più deboli: i poveri tendono a vivere in quartieri più densamente popolati e con meno verde, e ne risentono quindi maggiormente.

La municipalità ha risposto con una serie di strategie: negli isolati densamente popolati, è stato deciso di trasformare le strade in zone ricreative senza auto, con una rete di assi verdi che contribuisce a rendere più fresco il quartiere, con aree di protezione climatica che offrono un rifugio più sicuro durante le ondate di calore e con nuove soluzioni che forniscono sollievo temporaneo nella vita quotidiana.

Alcune misure sono consolidate, altre invece sono ancora in fase di sperimentazione. Ciò che le accomuna è la volontà di ripensare radicalmente lo spazio pubblico.

Super isolati: trasformare le strade in piazze

Dieci anni fa a Barcellona sono stati realizzati alcuni super isolati (Superilles): ogni nove isolati si crea un'area a traffico limitato, con interruzione del traffico di attraversamento e priorità per pedoni e ciclisti. Le auto devono circolare a una velocità massima di 10 km/h.

Barcellona. L'Eixample è il quartiere del centro su cui si sono concentrate le iniziative del Comune che hanno previsto la trasformazione delle strade in zone senza auto, con alberate e con la realizzazione di rifugi climatici.
Barcellona. L'Eixample è il quartiere del centro su cui si sono concentrate le iniziative del Comune che hanno previsto la trasformazione delle strade in zone senza auto, con alberate e con la realizzazione di rifugi climatici. (credits, Deutsches Architekturmuseum. Florian Schmid_Unsplash)

Il super isolato di Sant Antoni è stato uno dei primi ad essere realizzato in modo permanente e funge da modello per l'ulteriore espansione dell’idea. La città ha creato aree verdi al suo interno e lo ha dotato di panchine e aree gioco. Le misurazioni mostrano un risultato evidente: una drastica riduzione delle emissioni di biossido di azoto (NO₂) e del traffico. L’obiettivo era arrivare a 500 super isolati: entro quest’anno ne saranno completati o saranno in costruzione circa 20.

Con il cambio di amministrazione politica comunale, l'esperienza della Superilles ha subito un rallentamento. Un fatto che mette in evidenza i conflitti tra mobilità, interessi economici e modelli di pianificazione urbana, e quanto lo sviluppo urbano dipenda dalle priorità di un’amministrazione comunale.

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Eixos Verds: assi verdi per la città

Dal 2020, si è affermato il concetto di Eixos Verds (Assi Verdi), sistema che prevede una rete di strade alberate e nuove piazze nell'Eixample. Le strade sono state de-pavimentate e aggiunte alberate e zone d'ombra. Sistemi di drenaggio assicurano che l'acqua piovana penetri nel suolo e non giunga direttamente nella rete di fognatura. Il progetto prevede un totale di 33 chilometri di assi verdi e 21 nuove piazze. A differenza dei Superilles, gli Eixos Verds implicano modifiche permanenti all'ambiente costruito, insieme a una gerarchizzazione dello spazio stradale e a una netta riduzione del traffico veicolare di attraversamento.

Barcellona. Un esempio concreto di trasformazione di una piazza attraversata da auto in luoghi verdi e di socialità.
Barcellona. Un esempio concreto di trasformazione di una piazza attraversata da auto in luoghi verdi e di socialità. (credits, Deutsches Architekturmuseum)

Spazi di protezione climatica

Sulla scia dell'ondata di calore record del 2019, Barcellona ha realizzato una rete di spazi di protezione climatica (Refugis Climàtics). Questi spazi comprendono ora oltre 400 sedi in estate e circa 300 in inverno.

Barcellona. Una nuova piazza nel Superilla di Saint Antoni.
Barcellona. Una nuova piazza nel Superilla di Saint Antoni. (credits, Deutsches Architekturmuseum. Superilla St Antoni_Leku)

Biblioteche e centri civici climatizzati, parchi e piscine offrono ai cittadini la possibilità di trascorrere del tempo gratuitamente in ambienti climatizzati. Gli spazi, accessibili anche a persone con disabilità, dispongono di punti di distribuzione di acqua potabile e posti a sedere. Il 98% della popolazione può raggiungere uno di questi spazi a piedi in meno di dieci minuti.

Purtroppo, molti di questi spazi sono chiusi ad agosto e nei fine settimana, proprio quando sono più necessari.

Mar d'ombres: l'ombreggiatura come infrastruttura

Su mandato del Comune, una cooperativa energetica, in collaborazione con uno studio di architettura, ha sviluppato una copertura temporanea per spazi pubblici che migliora la qualità del tempo libero durante le alte temperature. La pergola è composta da moduli standardizzati per serre, una copertura in canne naturali e fondamenta in pietrisco riciclato. Il sistema modulare è stato testato per la sua capacità portante ed è semplice da montare e smontare. Può essere realizzato con materiali locali e adattato in modo flessibile ad altre località.

Barcellona. Mar d'ombres in una zona della città.
Barcellona. Mar d'ombres in una zona della città. (credits, Deutsches Architekturmuseum. Comune di Barcellona)

Kalamata (Grecia)

Kalamata è un esempio lampante di città mediterranea in cui turismo e funzioni urbane si fondono in uno spazio limitato, esposto ai rischi climatici. Essendo il centro urbano più importante della Grecia sud-occidentale, Kalamata è al contempo il principale porto della regione. Dal punto di vista economico, la città è fortemente dipendente dal turismo e dalla qualità dello spazio urbano che offre.

Oggi Kalamata si trova ad affrontare una serie di sfide legate al clima: erosione costiera, minaccia di inondazioni e perdita di spiagge. A ciò si aggiungono traffico intenso, inquinamento atmosferico, isole di calore urbano, scarsità d'acqua e mancanza di spazi verdi e pubblici.

Gli interventi di adattamento e mitigazione

A questi problemi, la municipalità del Peloponneso ha deciso di mettere in campo misure integrate di adattamento e mitigazione climatica, con il coinvolgimento della cittadinanza, utilizzando finanziamenti internazionali. Tali iniziative stanno contribuendo a promuovere la trasformazione del centro di Kalamata in un'area efficiente dal punto di vista energetico e rispettosa del clima. Inoltre, una rete di percorsi pedonali e ciclabili collega il centro storico alla costa e alle aree verdi adiacenti.

La pianificazione comunitaria

In collaborazione con gli uffici della pianificazione urbanistica comunale, i residenti, le imprese locali e gli studenti sono state sviluppate e condivise le idee per la protezione del lungomare comunale. Attraverso workshop, discussioni e passeggiate congiunte, le esigenze delle comunità locali sono state prese in considerazione nella pianificazione di un lungomare resiliente ai cambiamenti climatici. I progetti hanno ampliato le piste ciclabili e pedonali e incrementato gli spazi verdi. Le strutture del molo e del porto sono state rinnovate per favorire la mobilità sostenibile e la tutela del litorale.

La modernizzazione dell'illuminazione

Kalamata sta modernizzando le sue infrastrutture di illuminazione e, così facendo, sta riducendo considerevolmente il consumo energetico. Oltre 15mila lampade a Led sono state installate in tutta la città e lungo il litorale, facendo sì che Kalamata risultasse il primo sistema di illuminazione stradale intelligente della Grecia. Il sistema si attenua automaticamente con l'arrivo della luce del giorno e in base all'utilizzo, consentendo un risparmio di circa 6,5 milioni di kWh all'anno, pari a circa l'80% del consumo energetico registrato prima dell’entrata in funzione del nuovo sistema. I costi energetici così risparmiati rifinanziano il progetto e lo rendono un modello da seguire per altre città.

L’utilizzo dell'energia solare

Per Kalamata, il forte irraggiamento solare rappresenta al contempo una sfida e una risorsa. Da anni l'ospedale si affida a un impianto solare termico e la città sta progressivamente ampliando l'utilizzo dell'energia solare. Gli impianti ad alta intensità energetica gestite dall'azienda idrica Dayak, come quelli per il trattamento delle acque reflue e le stazioni di pompaggio, sono ora parzialmente alimentate da impianti fotovoltaici. Ciò ha ridotto le emissioni comunali di CO₂ di circa 700 tonnellate all'anno.

Kalamata. Un impianto fotovoltaico a servizio della comunità locale.
Kalamata. Un impianto fotovoltaico a servizio della comunità locale. (credits, Deutsches Architekturmuseum)

FAQ TECNICHE: Adattamento climatico urbano: i casi di Barcellona e Kalamata

Che cosa distingue adattamento e mitigazione climatica in città?
L’adattamento affronta gli effetti del cambiamento climatico su persone, spazi e servizi. Nel testo comprende rifugi climatici, ombreggiamento e interventi sullo spazio urbano. La mitigazione riguarda invece la riduzione delle emissioni: a Kalamata è rappresentata da efficienza dell’illuminazione e impiego dell’energia solare.

In quali contesti sono pertinenti gli interventi descritti?
Il caso di Barcellona riguarda soprattutto quartieri densi, strade trafficate e carenza di spazi di sollievo dal caldo. Kalamata porta nel confronto il rapporto tra centro urbano, costa, turismo e servizi municipali.

Quali norme supportano la pianificazione dell’adattamento climatico?
La UNI EN ISO 14090:2019 fornisce principi e requisiti per organizzare l’adattamento. La UNI EN ISO 14091:2021 approfondisce vulnerabilità, impatti e valutazione dei rischi presenti e futuri. Sono riferimenti metodologici pertinenti; il testo non documenta la loro applicazione ai progetti descritti.

Quali vantaggi dei due casi risultano quantificati?
Il testo riporta estensione delle reti, accessibilità dei rifugi, risparmi energetici e riduzioni delle emissioni. Per l’illuminazione di Kalamata, la scheda comunale indica un risparmio annuo garantito dell’81,3%.

Come viene affrontata la progettazione dell’ombra nel caso Mar d’ombres?
L’articolo descrive una copertura temporanea composta da moduli per serre, canne naturali e fondazioni in materiale riciclato. Il valore applicativo risiede nella modularità e nella possibilità di montaggio e smontaggio.

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