Ventilazione meccanica controllata (VMC) | Condizionamento Aria | Comfort e Salubrità | Efficienza Energetica | Progettazione | Software Impiantistica - MEP
Data Pubblicazione:

Aerazione e VMC nei software di calcolo in un edificio scolastico: come inputare correttamente i dati

La VMC nelle scuole richiede dati coerenti su affollamento, portate, recupero di calore e potenza dei ventilatori. Il caso di un edificio di 28 locali mostra come gli input del software modifichino l’EPgl,nren e possano ribaltare il confronto energetico con l’aerazione.

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Questo articolo ha trovato ispirazione dai precedenti due ad esso collegati che riguardano l’inserimento dei dati di calcolo sulla ventilazione residenziale nei software di calcolo certificati CTI. Nell’edilizia terziaria le cose sono più complesse a causa del maggior numero e tipologia dei locali da analizzare. Inoltre, mentre nell’edilizia residenziale si deve fare riferimento alla metodologia dei “ricambi orari”, in quella terziaria la UNI TS 11300-1 chiama ancora in gioco la UNI 10339. Benché quest’ultima sia stata ritirata, rimane comunque di riferimento, in questo contesto, solo per il calcolo energetico in assenza di VMC.

Vediamo quindi come può essere affrontato il caso di una scuola.


VMC nelle scuole: dall’affollamento alle portate nel modello energetico

L’inserimento dei dati sulla ventilazione nei software di calcolo

In due precedenti articoli pubblicati nel luglio 2026 era stato precisato come l’inserimento dei dati dell’impianto di ventilazione meccanica (unidirezionale e bidirezionale con recupero di calore statico) non è al momento particolarmente complesso e proprio per questo rischia di essere compiuto in maniera frettolosa.

Dati VMC nei software di calcolo energetico: 4 errori che falsano l'EPgl,nren

VMC ed EPgl,nren: quanto pesano gli errori in 6 zone climatiche

Per chiarire maggiormente la tematica si prendono nuovamente in rassegna i passaggi di calcolo utilizzando uno dei software presenti sul mercato. Questa volta, però, si fa riferimento ad una piccola scuola esistente, non dotata di VMC, che si trova in zona climatica E con 2406 GG.

Caratteristiche generali dell’edificio analizzato

L’edificio scolastico risalente agli anni ’70 è a due piani nei quali sono dislocate aule e servizi attorno ad un ampio atrio centrale a doppio volume. Le planimetrie del piano terra e primo sono riportate in Figura 1.

planimetrie della scuola da tavola tecnica (a sinistra) e da schermata del software per l’analisi energetica (a destra).
Figura 1: planimetrie della scuola da tavola tecnica (a sinistra) e da schermata del software per l’analisi energetica (a destra). (Raisa)

L’edificio non è isolato e i serramenti non sono moderni. Le trasmittanze di tutti i componenti opachi sono superiori a 1,2 W/m2K e quelle medie dei serramenti sono attorno ai 4 W/m2K. Il sistema di generazione è composto da due caldaie a condensazione in cascata (di recente installazione in sostituzione al precedente generatore di calore tradizionale a gas metano).

L’edificio non è a basso consumo energetico.

La zona riscaldata (superficie utile 1356,58 m2 e volume netto 5231,06 m3) comprende 28 ambienti, le cui caratteristiche dimensionali sono riportate in Tabella 1. Si può notare come ai locali 14 e 15 corrispondano atrio e ballatoio, caratterizzati da superfici e volumi molto superiori rispetto agli altri ambienti: essi sono stati considerati come zone di transito, poiché non destinati alla permanenza delle persone.

Tabella 1: caratteristiche dimensionali degli ambienti della scuola.
Tabella 1: caratteristiche dimensionali degli ambienti della scuola. (Raisa)

Il calcolo delle prestazioni energetiche del sistema edificio impianto avviene secondo la metodologia descritta nella serie delle UNI TS 11300 completamente implementata dal software.

Aerazione (No VMC) (Primo Caso)

Step 1 – Nella fase di definizione dell’involucro edilizio il progettista deve definire se in ogni locale è presente un sistema di ventilazione meccanica oppure se il rinnovo dell’aria avviene in maniera naturale, come indicato in Figura 2.

Step 2 –Se la modalità scelta è quella “naturale” (che corrisponde al rinnovo dell’aria mediante apertura dei serramenti e quindi più correttamente andrebbe definita “aerazione”), la UNI TS 11300-1 definisce che per il settore terziario i ricambi d’aria di riferimento convenzionali si ricavano dalla UNI 10339:1995. Quest’ultima, per gli edifici adibiti ad attività scolastiche e assimilabili, indica i valori delle potate di rinnovo riportati nella successiva Tabella 2, tratta dal Prospetto III della norma stessa.

CATEGORIA:
Edifici adibiti ad attività scolastiche e assimilabili
Potata di aria esterna o di estrazione
Note
Qop
(10-3 m3/s per persona)
Qos
(10-3 m3/s per m2)
SOTTOCATEGORIE
Asili nido e scuole materne
4
-
-
Aule scuole elementari
5
-
-
Aule scuole medie inferiori
6
-
-
Aule scuole medie superiori
7
-
-
Aule universitarie
7
-
-
Transiti, corridoi
-
-
-
servizi
estrazioni
A
Biblioteche, sale lettura
6
-
-
Aula musiche e lingue
7
-
-
Laboratori
7
-
-
Sale insegnanti
6
-
-
A: nel terziario le estrazioni sono fissate pari a 8 vol/h. Il volume è solo quello del bagno, esclusi gli antibagni.

Tabella 2: portate di ventilazione per gli edifici scolastici secondo UNI 10339:1995, Prospetto III.

NOTA: nel Prospetto III della UNI 10339 non sono caratterizzati da una precisa “sottocategoria” tutti gli ambienti di un istituto scolastico, come ad esempio i ripostigli, gli archivi, gli uffici, le segreterie, ecc. Questo causa delle difficoltà nell’inserimento dei dati. Pertanto, il progettista ed il committente devono accordarsi su come procedere. Una possibilità può essere quella di prendere spunto da locali presenti in altre categorie di edifici. Ad esempio: le segreterie sono di fatto degli uffici. Questi sono caratterizzati nella categoria “edifici per uffici ed assimilabili” nel Prospetto III della UNI 10339.

Pertanto, per ogni locale definito nel modello energetico si dovrà dettagliare, nell’apposita maschera di compilazione dati, quanto indicato in Figura 2, ossia che:

  • la ventilazione è di tipo “naturale”;
  • la metodologia di calcolo è quella “secondo UNI 10339”;
  • la categoria di edificio è “edifici adibiti ad attività scolastiche”.
  • la sottocategoria va scelta dal menu a tendina che ricalca i contenuti di Tabella 2.

Nell’esempio di Figura 2 il locale appartiene alla sottocategoria “laboratori”.

Esempio di inserimento dei dati sulla ventilazione per il locale n.1 nella schermata del software dedicata.
Figura 2: esempio di inserimento dei dati sulla ventilazione per il locale n.1 nella schermata del software dedicata. (Raisa)

Step 3 - Ai fini del calcolo delle portate di ventilazione la UNI 10339 chiede che sia definito il numero delle persone in ogni ambiente: generalmente si stabilisce sulla base degli indici di affollamento contenuti nel Prospetto VIII dell’Appendice A e riportati di seguito in Tabella 3. Questi sono fissati unicamente per i locali in cui è previsto lo stazionamento di persone, quindi non sono definiti per transiti, corridoi, servizi, ecc. Essi sono puramente convenzionali, da adottarsi solo in assenza di riferimenti certi.

Edifici adibiti ad attività scolastiche e assimilabili
Indici di affollamento
(da adottarsi solo in assenza di riferimenti certi)
SOTTOCATEGORIE
Asili nido e scuole materne
0,4
Aule scuole elementari
0,45
Aule scuole medie inferiori
0,45
Aule scuole medie superiori
0,45
Aule universitarie
0,6
Transiti, corridoi
-
Servizi
-
Biblioteche, sale lettura
0,3
Aula musiche e lingue
0,5
Laboratori
0,3
Sale insegnanti
0,3

Tabella 3: indici di affollamento secondo il Prospetto VIII di UNI 10339 per gli edifici scolastici.

Nel caso in questione, ipotizzando di non conoscere l’occupazione reale, è stato utilizzato prevalentemente l’indice di affollamento. In Figura 3 viene riportato il caso del locale N.1, corrispondente all’aula di informatica dove, a partire dalla scelta della sottocategoria, il software carica automaticamente:

  • il dato della portata per persona (7 L/s) da UNI 10339;
  • il dato dell’indice di affollamento (0,30 persone/m2) da UNI 10339;
  • il fattore di correzione per la ventilazione in condizioni di riferimento, fve,t (0,43), dalla UNI TS 11300-1, Prospetto E.2.
Scelta della sottocategoria in base alla quale il software carica i dati di portata per persona, dell’indice di affollamento e di fve,t dalle norme UNI 10339 e UNI TS 11300-1.
Figura 3: scelta della sottocategoria in base alla quale il software carica i dati di portata per persona, dell’indice di affollamento e di fve,t dalle norme UNI 10339 e UNI TS 11300-1. (Raisa)

Nella parte bassa della schermata di Figura 3, si vede il valore della portata di ventilazione utilizzato per il calcolo della potenza invernale: 364,77 m3/h. Ai fini dei calcoli energetici, tuttavia, il software usa il valore della portata delle due righe inferiori, 156,65 m3/h, che si ottiene moltiplicando 364,77 m3/h per 0,43, ossia per fve,t.

In Tabella 4 è riportato l’elenco di tutti gli ambienti con i rispettivi dati definiti con lo step 3. La tabella è stata arricchita con dei colori che indicano rispettivamente:

  • il lilla: un indice di affollamento della segreteria ipoteticamente definito con la committenza sulla base del numero di scrivanie dell’ufficio e del numero di possibili visitatori (massimo 5 persone);
  • il grigio: i locali di transito, dove non viene definita alcuna portata di ventilazione;
  • il rosa: i servizi igienici, dove avvengono le estrazioni, secondo i ricambi orari fissati dal Prospetto III di UNI 10339 e riportati in Tabella 2.
Informazioni riguardanti ogni singolo locale definite durante lo Step 3.
Tabella 4: informazioni riguardanti ogni singolo locale definite durante lo Step 3. (Raisa)

Come anticipato, non tutti i locali trovano una ben precisa definizione nelle sottocategorie definite dalla UNI 10339, come ad esempio la segreteria (locale N.2), che è stato scelto di assimilare ad una sala insegnanti (Figura 4, a sinistra). Pertanto, in questo caso, a partire dal numero massimo delle persone presenti, definito precedentemente in 5 (tre impiegati stabili e due visitatori per brevi periodi), è stato possibile, a partire dalla superficie della stanza, individuare il nuovo indice di affollamento ed inserirlo nel software nella schermata dedicata (Figura 4, a destra).

Esempio di scelta che il progettista può compiere con la committenza quando un ambiente di un edificio non è caratterizzato da una specifica sottocategoria della destinazione d’uso nella UNI 10339.
Figura 4: esempio di scelta che il progettista può compiere con la committenza quando un ambiente di un edificio non è caratterizzato da una specifica sottocategoria della destinazione d’uso nella UNI 10339. (Raisa)

Un altro modus operandi potrebbe essere quello utilizzato per il locale N. 26, un ufficio, al quale è stata applicata la sottocategoria “uffici open space”. Questa appartiene alla categoria “edifici per uffici e assimilabili” i cui dati relativi a portate per persona ed indici di affollamento sono riportati per maggiore completezza nella Tabella 5.

Edifici per uffici e assimilabili
Indici di affollamento
(da adottarsi solo in assenza di riferimenti certi)
Qop
(10-3 m3/s per persona)
SOTTOCATEGORIE
Uffici singoli
0,06
11
Uffici open space
0,12
11
Locali riunione
0,60
10
Centri elaborazione dati
0,08
7

Tabella 5: indici di affollamento secondo il Prospetto VIII di UNI 10339 per gli edifici per uffici.

PUNTI IMPORTANTI

La trattazione che confluisce in Tabella 4 e Figura 4 è molto utile perché:

  • evidenzia che l’uso incondizionato degli indici di affollamento può portare a stime errate sul numero di persone negli ambienti. Si ricorda che l’uso degli indici di affollamento secondo il Prospetto VIII nell’Appendice A della UNI 10339 non è obbligatorio; infatti, a pagina 23 della norma, si legge: “I valori del prospetto VIII sono da adottarsi solo in assenza di riferimenti certi”. Si è anche visto, con riferimento al locale N.2, che la UNI 10339 non ha tenuto conto di tutte le tipologie di ambienti presenti negli istituti scolastici, come ad esempio le segreterie. Pertanto, si sono viste due opzioni per utilizzare indici di affollamento realistici: la prima consiste nella conoscenza dei dati effettivi delle presenze (forniti dalla committenza e/o accertati durante il sopralluogo), la seconda prevede la scelta di una sottocategoria dalla tipologia di edificio più pertinente all’ambiente analizzato.
  • porta l’attenzione al fatto che i locali di transito e i corridoi, secondo la UNI 10339, essendo ambienti nei quali non è previsto stazionamento di persone, non sono associati ad alcun indice di affollamento. Pertanto, per questi spazi, non sono previste portate di ventilazione. Per l’edificio in questione, il medesimo approccio è stato utilizzato anche per archivi e ripostigli, ipotizzando un accesso saltuario e rapido;
  • evidenzia che la quantità di aria da estrarre dai servizi igienici, pari a 8 vol/h negli edifici per il terziario, riguarda solamente i “bagni” ed esclude gli antibagni, come espressamente scritto al termine del Prospetto III della UNI 10339, alla nota A, a pagina 15.

Con l’impostazione delle portate di ventilazione secondo Tabella 4, il dettaglio delle dispersioni del fabbricato è il seguente:

  • dispersioni per trasmissione: 95,069 kW;
  • dispersioni per ventilazione: 56,949 kW.

In Tabella 6 è presentato il riassunto del calcolo delle potenze disperse per trasmissione e ventilazione locale per locale, così come risulta dal software. Le righe campite in grigio corrispondono a zone dove non si prevede la presenza continuativa di persone: le relative dispersioni per ventilazione sono nulle.

Locale
Descrizione
θi
[°C]
V
[m³]
S
[m²]
Φtr
[W]
Φve
[W]
Φhl
[W]
Φhl,sp
[W/m²]
1
Aula Informatica
20,0
173,7
48,25
4814
3040
7854
163
2
Segreteria
20,0
180,0
49,99
3682
900
4582
92
3
Aula 1
20,0
179,1
49,76
4607
4031
8638
174
4
Alua 2
20,0
173,8
48,29
3655
3911
7567
157
5
Aula 3
20,0
161,4
44,83
4235
3631
7866
175
6
Aula 4
20,0
163,0
45,27
3170
3667
6837
151
7
Locale bidelli
20,0
69,9
19,41
1378
1048
2426
125
8
Ripostiglio
20,0
83,1
23,09
2695
0
2695
117
9
Archivio
20,0
61,5
17,07
2129
0
2129
125
10
Corridoio Bagni PT
20,0
139,1
38,65
1148
0
1148
30
11
Antibagno PT
20,0
75,6
21,01
633
0
633
30
12
WC PT
20,0
72,8
20,22
4160
4853
9013
446
13
Gruppo Vano Scala
20,0
154,3
20,97
4028
0
4028
192
14
Ballatoio
20,0
632,0
180,56
6028
0
6028
33
15
Gruppo Atrio Doppio Volume
20,0
1365,6
287,47
12308
0
12308
43
16
Aula 5
20,0
132,2
37,77
2571
3059
5630
149
17
Sala Insegnanti P1
20,0
67,9
19,41
1363
1048
2412
124
18
Aula 6
20,0
158,4
45,27
3159
3667
6826
151
19
Sala Polivalente
20,0
156,9
44,83
4168
4707
8875
198
20
Alua 7
20,0
169,0
48,29
3630
3911
7541
156
21
Auletta 8
20,0
92,6
26,45
3236
2142
5379
203
22
Corridoio Bagni P1
20,0
135,3
38,65
1065
0
1065
28
23
Antibagno P1
20,0
55,8
15,94
285
0
285
18
24
WC P1
20,0
89,3
25,52
4225
5955
10180
399
25
Aula 9
20,0
175,0
49,99
3662
4049
7712
154
26
Ufficio
20,0
64,0
18,28
1673
987
2660
146
27
Ripostiglio P1
20,0
80,8
23,09
2630
5388
8018
347
28
Biblioteca
20,0
168,9
48,25
4731
2606
7337
152

Tabella 6: risultati delle dispersioni per trasmissione e ventilazione per ogni ambiente dell’edificio considerato.

Se lo Step 3 viene condotto con un approccio più “veloce”, senza tenere conto delle valutazioni sopra espresse, si ottengono risultati completamente diversi, un cui esempio è riportato in Tabella 7. Generalmente molti progettisti procedono in questa maniera: ai locali ripostiglio, archivio, corridoio dei bagni e antibagno associano la categoria “servizi”, al locale segreteria assegnano la categoria “sale insegnanti”, mentre vano scala, ballatoio e atrio spesso sono definiti come “Aule scuole medie inferiori”.

nuove informazioni riguardanti ogni singolo locale definite durante lo Step 3, con compilazione frettolosa dei dati, senza compiere analisi in merito ad indici di affollamento, locali di transito e di estrazione.
Tabella 7: nuove informazioni riguardanti ogni singolo locale definite durante lo Step 3, con compilazione frettolosa dei dati, senza compiere analisi in merito ad indici di affollamento, locali di transito e di estrazione. (Raisa)

Con l’impostazione delle portate di ventilazione secondo Tabella 7, il dettaglio delle dispersioni del fabbricato è il seguente:

  • dispersioni per trasmissione: 95,069 kW (come nel primo caso);
  • dispersioni per ventilazione: 140,703 kW.

In Tabella 8 è presentato il nuovo riassunto del calcolo, così come risulta dal software, dove non appaiono locali con dispersioni di ventilazione nulle.

Locale
Descrizione
V
[m³]
S
[m²]
Φtr
[W]
Φve
[W]
Φhl
[W]
Φhl,sp
[W/m²]
1
Aula Informatica
173,7
48,25
4814
3040
7854
163
2
Segreteria
180,0
49,99
3682
2699
6382
128
3
Aula 1
179,1
49,76
4607
4031
8638
174
4
Alua 2
173,8
48,29
3655
3911
7567
157
5
Aula 3
161,4
44,83
4235
3631
7866
175
6
Aula 4
163,0
45,27
3170
3667
6837
151
7
Locale bidelli
69,9
19,41
1378
1048
2426
125
8
Ripostiglio
83,1
23,09
2695
5542
8236
357
9
Archivio
61,5
17,07
2129
4097
6226
365
10
Corridoio Bagni PT
139,1
38,65
1148
9276
10424
270
11
Antibagno PT
75,6
21,01
633
5042
5675
270
12
WC PT
72,8
20,22
4160
4853
9013
446
13
Gruppo Vano Scala
154,3
20,97
4028
1699
5727
273
14
Ballatoio
632,0
180,56
6028
14625
20653
114
15
Gruppo Atrio Doppio Volume
1365,6
287,47
12308
23285
35593
124
16
Aula 5
132,2
37,77
2571
3059
5630
149
17
Sala Insegnanti P1
67,9
19,41
1363
1048
2412
124
18
Aula 6
158,4
45,27
3159
3667
6826
151
19
Sala Polivalente
156,9
44,83
4168
4707
8875
198
20
Alua 7
169,0
48,29
3630
3911
7541
156
21
Auletta 8
92,6
26,45
3236
2142
5379
203
22
Corridoio Bagni P1
135,3
38,65
1065
9018
10083
261
23
Antibagno P1
55,8
15,94
285
3719
4004
251
24
WC P1
89,3
25,52
4225
5955
10180
399
25
Aula 9
175,0
49,99
3662
4049
7712
154
26
Ufficio
64,0
18,28
1673
987
2660
146
27
Ripostiglio P1
80,8
23,09
2630
5388
8018
347
28
Biblioteca
168,9
48,25
4731
2606
7337
152

Tabella 8: nuovi risultati delle dispersioni per trasmissione e ventilazione nei singoli ambienti da confrontarsi con quelli di Tabella 6.

Tramite i grafici di Figura 5 è possibile osservare che le dispersioni per ventilazione sono inferiori a quelle per trasmissione nel caso 1 (dati di Tabella 6 in cui ai locali di transito non sono state attribuite portate di ricambio d’aria), mentre sono superiori nel caso 2 (dati di Tabella 8). Il secondo caso, tuttavia, è tipico degli edifici molto isolati, dove le dispersioni per ventilazione prevalgono perché quelle per trasmissione sono molto ridotte.

Confronto delle dispersioni nei due casi analizzati. A sinistra: caso 1 dove i locali di transito o senza permanenza di persone non sono soggetti a portate di ventilazione. A destra: caso 2 dove anche ai locali di transito o senza permanenza di persone sono state attribuite portate di ventilazione.
Figura 5: confronto delle dispersioni nei due casi analizzati. A sinistra: caso 1 dove i locali di transito o senza permanenza di persone non sono soggetti a portate di ventilazione. A destra: caso 2 dove anche ai locali di transito o senza permanenza di persone sono state attribuite portate di ventilazione. (Raisa)

Il fatto di non attribuire portate di ventilazione ai locali di transito o senza permanenza di persone rende coerente il confronto delle prestazioni energetiche del medesimo edificio con e senza VMC.

VMC progettata secondo UNI EN 16798-1, Appendice Nazionale (Secondo Caso)

Step 1– Nella fase di definizione dell’involucro edilizio il progettista deve scegliere l’opzione “meccanica” come indicato in Figura 6.

Scelta della Ventilazione Meccanica e della corretta norma di riferimento.
Figura 6: Scelta della Ventilazione Meccanica e della corretta norma di riferimento. (Raisa)

Step 2

Se la modalità scelta è quella meccanica, il calcolo delle portate di ventilazione di progetto deve avvenire secondo l’Appendice Nazionale della UNI EN 16798-1, come è stato spiegato in un precedente articolo.

Nel software, pertanto, occorre fare riferimento al metodo di "calcolo secondo UNI EN 16798-1 (Allegato A Nazionale”), selezionare la categoria di edificio ed il tipo di locale.

Step 3

A questo punto il software propone il ricorso all’indice di affollamento, come si vede in Figura 7, dove sono calcolate 25,09 persone per un’aula tipo.

Informazioni sull’indice di affollamento ed al conseguente calcolo delle persone negli ambienti.
Figura 7: informazioni sull’indice di affollamento ed al conseguente calcolo delle persone negli ambienti. (Raisa)

Si evidenzia che – in questo contesto scolastico – i medesimi locali sono associati a indici di affollamento diversi nel caso della ventilazione naturale (con riferimento al prospetto VIII di UNI 10339) e di quella meccanica (con riferimento alla tabella NA.19 di UNI EN 16798-1/NA), come riassunto in Tabella 9.

Categorie di edifici
Indici di affollamento da prospetto VIII di UNI 10339
Indici di affollamento da tabella NA.19 di Allegato Nazionale UNI EN 16798-1
da adottarsi solo in assenza di riferimenti certi
Edifici adibiti ad attività scolastiche e assimilabili
SOTTOCATEGORIE
Asili nido e scuole materne
0,4
0,42
Aule scuole elementari
0,45
0,52
Aule scuole medie inferiori
0,45
0,52
Aule scuole medie superiori
0,45
0,51
Aule universitarie
0,6
0,50
Transiti, corridoi
-
Non sono menzionati
Servizi
-
Non sono menzionati
Biblioteche, sale lettura
0,3
0,3
Aula musiche e lingue
0,5
0,2
Laboratori
0,3
0,5
Sale insegnanti
0,3
0,7

Tabella 9: indici di affollamento a confronto rispettivamente dal prospetto VIII di UNI 10339 e dalla tabella NA.19 dell’Allegato Nazionale della UNI EN 16798-1.

Nel caso del locale 1, che è un laboratorio di informatica, il numero delle persone calcolate utilizzando l’indice di affollamento da UNI 10339 è 14,48, mentre, facendo riferimento all’allegato nazionale della UNI EN 16798-1, è 25,09.

Come orientarsi in questo caso? Bisogna valutare almeno due aspetti:

  • secondo le più comuni prassi dell’edilizia scolastica, nei laboratori di informatica sono necessari almeno 2 m2 per occupante;
  • per l’edilizia terziaria, le regole progettuali si trovano nella UNI EN 16798-3 secondo cui deve essere definita l’effettiva “zona occupata”.

Nel caso del laboratorio di informatica, quindi, applicando l’indice di affollamento (0,5 p/m2) dell’Appendice Nazionale della UNI EN 16798-1 alla sola zona occupata (29,15 m2), si ottiene: 0,5 x 29,15 = 14,57 persone. Il valore è in linea con il caso dei “ricambi naturali” (Tabella 4) e con la richiesta di 2 m2 per occupante.

informazioni in merito alla zona occupata dell’aula informatica, la cui area è stata calcolata secondo le indicazioni della UNI EN 16798-3.
Figura 8: informazioni in merito alla zona occupata dell’aula informatica, la cui area è stata calcolata secondo le indicazioni della UNI EN 16798-3. (Raisa)

Risulta fondamentale, nell’edilizia terziaria, definire la zona occupata secondo UNI EN 16798-3.

Osservando i dati di Tabella 10 dedicata ai soli locali con presenza permanente di persone, si comprende come mai UNI 10339 e Appendice nazionale della UNI EN 16798-1 affermano che gli indici di affollamento vanno utilizzati solo in mancanza di dati certi: non c’è mai una piena coerenza tra il numero di persone calcolate nei vari metodi sottoelencati:

  • Metodo 1: indice di affollamento da UNI 10339 applicato all’intera superficie “S” - 249 persone;
  • Metodo 2: indice di affollamento da Appendice Nazionale applicato “S Zona Occupata” - 176 persone;
  • Metodo 3: indice di affollamento da Appendice Nazionale applicato a “S” - 288 persone.
Calcolo del numero delle persone negli ambienti con riferimento ai diversi indici di affollamento e alle superfici effettiva (“S”) e della zona occupata (“S Zona Occupata).
Tabella 10: calcolo del numero delle persone negli ambienti con riferimento ai diversi indici di affollamento e alle superfici effettiva (“S”) e della zona occupata (“S Zona Occupata). (Raisa)

ERRORE n.1: Utilizzare gli indici di affollamento per velocizzare le attività progettuali ogni qual volta sia possibile reperire dei dati certi.

POSSIBILE RISOLUZIONE: Acquisire i dati di occupazione reale (che per gli istituti scolastici dovrebbero essere sempre disponibili, ad esempio nelle pratiche di prevenzione incendi) e inserirli manualmente nel software con il procedimento indicato in Figura 9.

Figura 9: inserimento manuale del numero di persone calcolate sulla base della superficie della zona occupata.
Figura 9: inserimento manuale del numero di persone calcolate sulla base della superficie della zona occupata. (Raisa)

Step 4

Successivamente devono essere calcolate le portate nei vari ambienti, definendo - di concerto con la committenza – una categoria e un livello di inquinamento, come si vede in Figura 10.

Esempio del calcolo della portata di ventilazione, da software, secondo Appendice Nazionale di UNI EN 16798-1.
Figura 10: Esempio del calcolo della portata di ventilazione, da software, secondo Appendice Nazionale di UNI EN 16798-1. (Raisa)

Si ottengono dunque i risultati esposti in Tabella 11 dove sono disponibili le portate singole e totali per ogni categoria e livello di inquinamento. Le estrazioni dai bagni (non presenti in tabella), pari a 8 vol/h ammontano ad 1296,91 m3/h.

Calcolo delle portate di ventilazione singole e complessive secondo le categorie e i livelli di inquinamento dell’Appendice Nazionale della UNI EN 16798-1.
Tabella 11: calcolo delle portate di ventilazione singole e complessive secondo le categorie e i livelli di inquinamento dell’Appendice Nazionale della UNI EN 16798-1. (Raisa)

A partire da questi dati è stato possibile calcolare tramite il software le dispersioni energetiche “del fabbricato” dovute a trasmissione e ventilazione. In Figura 11, a sinistra, è riportato il dettaglio per il solo caso della Categoria I e Livello di inquinamento non basso (per 176 persone, Metodo 2 di Tabella 10) corrispondente alla maggiore portata di rinnovo dell’aria (Tabella 11, terza colonna dei risultati). In Figura 11 a destra, invece, si vedono le maggiori dispersioni per ventilazione quando il calcolo delle portate viene effettuato secondo il Metodo 3 (288 persone) di Tabella 10.

dispersioni a confronto. A sinistra: Categoria I e Livello di inquinamento non basso per 176 persone. A destra: Categoria I e Livello di inquinamento non basso per 288 persone.
Figura 11: dispersioni a confronto. A sinistra: Categoria I e Livello di inquinamento non basso per 176 persone. A destra: Categoria I e Livello di inquinamento non basso per 288 persone. (Raisa)

NOTA: L’inserimento dei dati di portata di ventilazione in questa sezione del software serve per sbloccare l’accesso alla parte dedicata agli impianti (STEP 5) dove si possono dettagliare i dati di progetto del sistema di ventilazione.

Step 5 – La successiva definizione di altri dati di progetto avviene nella sezione del software dedicata agli impianti (Figura 12).

Schermata generale di impostazione delle caratteristiche impiantistiche dell’edificio.
Figura 12: Schermata generale di impostazione delle caratteristiche impiantistiche dell’edificio. (Raisa)

Di seguito si analizza solo il caso della Categoria I e Livello di qualità dell’ambiente non basso.

Step 6 – Si inseriscono i dati del sistema di ventilazione a partire dalla maschera “Dati generali”. Per motivi di brevità si rimanda ad un precedente articolo dove sono descritti gli errori frequenti che si possono compiere in questa fase di definizione dell’impianto legati a:

  • portate addizionali di infiltrazione;
  • regolazione dell’impianto;
  • efficienza del recupero di calore.

LEGGI ANCHE: Dati VMC nei software di calcolo energetico: 4 errori che falsano l'EPgl,nren

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FAQ TECNICHE: Come una compilazione dei dati sulla VMC falsa l'indice di prestazione energetica

Qual è il principale errore nella compilazione dei dati sulla VMC terziaria nei software di calcolo? Si tratta dell’applicazione dell’indice di affollamento a tutti gli ambienti che compongono l’edificio, compresi quelli dove non c’è permanenza stabile di persone.

È consigliabile utilizzare gli indici di affollamento per stimare il numero di persone negli ambienti? No, perché questo porta sempre ad una sovrastima del numero di persone rispetto a quello reale. Poiché nell’edilizia terziaria il calcolo fabbisogni per il rinnovo dell’aria avviene sulla base del numero delle persone sia nel caso dei “ricambi naturali” che in quello della VMC, è importante non sovrastimare il numero degli occupanti per non ricavare degli indici di prestazione energetica per ventilazione errati.

Dove si individuano le portate di ventilazione per l’edilizia terziaria? I progettisti possono individuare i valori delle portate di ventilazione per l’edilizia terziaria nell’Appendice Nazionale della UNI EN 16798-1.

Come è possibile individuare le prestazioni delle centrali di ventilazione? Ogni centrale è corredata da una scheda tecnica che specifica, a diverse portate, tutte le prestazioni, come i consumi elettrici dei ventilatori e l’efficienza di recupero di calore invernale ed estiva. Molte aziende hanno specifici software di configurazione e selezione delle centrali che mettono a disposizione dei professionisti che ne fanno richiesta. Tramite questi ausili è possibile individuare i dati necessari da utilizzare nei software certificati CTI per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici.

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