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Analisi e interventi di miglioramento sismico sulle strutture in muratura di un padiglione dell'Ospedale Niguarda con MasterSap

Progetto di miglioramento sismico del Padiglione 11 del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano). Analisi con MasterSap e definizione degli interventi (endoscheletro in c.a. e rinforzi locali) per ottenere un comportamento strutturale più coerente e sicuro.

Il progetto di miglioramento sismico del Padiglione 11 del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, contestuale all’adeguamento antincendio, ha coinvolto un edificio storico risalente al 1933, composto da differenti corpi di fabbrica con caratteristiche strutturali miste.

 

Vista aerea di un grande complesso ospedaliero moderno; un edificio centrale allungato è evidenziato da un riquadro rosso, con torri agli estremi e strutture circostanti visibili sullo sfondo
Padiglione 11 del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano (Crediti: earth.google.com)

 

In particolare, i blocchi 1, 3 e 5 presentano strutture portanti in muratura, mentre i blocchi 2 e 4 sono in cemento armato. La parte in muratura ha rappresentato l’ambito più critico per la valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi di miglioramento sismico.

 

Planimetria architettonica orizzontale dell’edificio con suddivisione in più blocchi strutturali; sono evidenziati in blu vari giunti di dilatazione disposti lungo la lunghezza del fabbricato
Vista in pianta con divisione dei blocchi (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

Caratteristiche dell’edificio in muratura

I corpi in muratura del Padiglione 11 sono realizzati con pareti portanti di spessore variabile, rastremate in elevazione, e con solai in laterocemento. Le murature, originariamente progettate per carichi statici verticali, presentano scarsa capacità di resistenza a sollecitazioni orizzontali e un comportamento fragile sotto azione sismica.

 

Elaborato tecnico storico su carta ingiallita che mostra la pianta strutturale di un edificio con pilastri, travi e misure annotate; sono presenti dettagli costruttivi nella parte inferiore.
Foto tavola del progetto originario - 1933 (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

Tavola tecnica d’epoca raffigurante la disposizione dei solai e delle travi di un piano dell’edificio, con schemi strutturali e tabelle di dati costruttivi
Foto tavola del progetto originario - 1933 (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

L’analisi storico-critica ha confermato la presenza di interventi parziali negli anni ’90, volti principalmente al risanamento e al consolidamento dei piani inferiori, senza tuttavia affrontare in modo organico la vulnerabilità sismica delle pareti portanti. I rilievi e le prove sui materiali hanno evidenziato un degrado diffuso delle malte e la discontinuità dei giunti murari, con resistenze meccaniche non compatibili con le prestazioni richieste dalle NTC 2018.

Analisi della vulnerabilità sismica e iter di progetto

Il progetto di miglioramento sismico è stato avviato con la modellazione dello stato di fatto della struttura, sviluppata mediante analisi agli elementi finiti con il software MasterSap.

  

Modello tridimensionale a elementi finiti del fabbricato, composto da una fitta griglia di elementi colorati che rappresentano differenti materiali o proprietà strutturali.
Modello 3D della struttura esistente (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

Il modello ha riprodotto in modo realistico i setti murari, i collegamenti con i solai e le connessioni con gli elementi in calcestruzzo armato adiacenti, includendo le armature esistenti secondo quanto riportato nei progetti originali e considerando tutti i carichi previsti dalla normativa vigente.

 

Valutazione dello stato di fatto

Le analisi hanno evidenziato importanti criticità strutturali, tra cui:

  • Tensioni verticali eccessive in numerosi maschi murari, con indici di resistenza superiori all’unità (elementi non verificati);
  • Scarsa capacità a pressoflessione fuori piano, con potenziale attivazione di meccanismi locali di ribaltamento;
  • Irregolarità geometriche in pianta e in elevazione, responsabili di amplificazioni delle sollecitazioni sismiche e di concentrazioni di danno nei blocchi di testata e nel corpo centrale.

 

Risultati dell’analisi pre-intervento (stato di fatto)

Le rappresentazioni grafiche delle verifiche, riportate nelle immagini qui di seguito, mostrano estese aree critiche nelle pareti longitudinali e trasversali, in particolare ai livelli inferiori, dove gli indici di resistenza risultano maggiori di 1.

Modello strutturale trasparente con mappatura cromatica delle tensioni verticali; una scala colori a sinistra indica i livelli di sollecitazione, con aree in rosso che mostrano valori più elevati
Stato di fatto: Indici di resistenza alle tensioni verticali (>1 non verificato) (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

“Modello tridimensionale a elementi finiti dell’edificio con mappatura cromatica dell’indice di pressioni sugli elementi verticali; la scala a sinistra mostra valori da blu (bassi) a rosso (alti). Gran parte della struttura è colorata in blu e rosso, con distribuzione delle pressioni visibile sui vari piani e setti
Stato di fatto: Indici di resistenza alla presso-flessione fuori piano (>1 non verificato) (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

Modello strutturale tridimensionale con visualizzazione delle tensioni verticali; la scala cromatica a sinistra indica valori da compressione elevata in rosso a trazione o bassi valori in blu. La struttura mostra aree rosse e arancioni concentrate ai livelli inferiori e nei setti più sollecitati
Stato di fatto: Rappresentazione delle tensioni verticali da cui si evidenzia la presenza di tensioni di trazione (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

Tali evidenze hanno confermato la necessità di interventi strutturali sostanziali per migliorare il comportamento globale dell’edificio che era stata prevista nel progetto esecutivo.

Soluzioni progettuali

In una prima fase è stata analizzata la possibilità di applicare intonaci armati sulle murature portanti. Questa soluzione, tuttavia, non ha fornito incrementi di resistenza significativi e si è rivelata economicamente e tecnicamente poco conveniente, poiché avrebbe richiesto la posa su entrambe le facce dei muri, con rimozione e successivo ripristino delle pietre di facciata.

Inoltre, tale intervento è risultato inefficace in presenza di trazione, condizione nella quale la resistenza a taglio rimane nulla anche dopo l’applicazione di qualsiasi tipo di rinforzo locale. Alla luce delle criticità riscontrate e dei limiti delle soluzioni tradizionali, si è scelto di adottare una strategia di intervento basata sulla modifica complessiva dell’assetto sismo-resistente dell’edificio, piuttosto che sulla semplice mitigazione di fenomeni locali.

Il progetto ha quindi previsto:

  • Inserimento di nuovi setti in calcestruzzo armato interni (endoscheletro), collegati alle murature esistenti e destinati ad assorbire le azioni orizzontali e verticali;
  • Connessioni strutturali tra i nuovi setti e le murature mediante ancoraggi e irrigidimento dei solai, per assicurare un comportamento scatolare d’insieme;
  • Mantenimento delle murature storiche come elementi di tamponamento, preservando così l’aspetto architettonico originario delle facciate.

Questa soluzione ha consentito di evitare interventi invasivi o distruttivi sulle pareti esterne in pietra e, contemporaneamente, di migliorare la risposta globale della struttura riducendo le luci dei solai e aumentando la rigidezza complessiva.

Valutazione dello stato di progetto

Sul modello di progetto, aggiornato con i nuovi setti e le connessioni strutturali, sono state condotte le verifiche di:

  • maschi murari esistenti;
  • nuovi setti in c.a.;
  • travi e pilastri esistenti in c.a.

Le prime verifiche hanno evidenziato la necessità di incamiciare alcuni elementi in c.a. (travi e pilastri) per adeguarli alle nuove sollecitazioni indotte dall’assetto modificato.

Successivamente, sul modello aggiornato con le nuove inerzie derivanti dagli interventi di rinforzo, è stato effettuato il controllo finale che ha confermato l’esito positivo di tutte le verifiche strutturali

 

Modello tridimensionale dell’edificio con elementi colorati per distinguere materiali e interventi di rinforzo; le parti evidenziate in colori differenti (giallo, verde, rosso, viola) rappresentano diverse tipologie di incamiciatura e componenti strutturali esistenti
Stato di progetto: Modello con incamiciatura in c.a. di travi e pilastri (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

Risultati dell’analisi post-intervento (stato di progetto)

Le analisi dinamiche modali condotte sul modello dello stato di progetto hanno mostrato un netto miglioramento del comportamento globale della struttura:

  • significativa riduzione delle tensioni verticali e fuori piano nei maschi murari;
  • incremento della rigidezza laterale dell’edificio;
  • eliminazione dei principali meccanismi locali di collasso, grazie all’azione combinata dei nuovi setti e delle connessioni orizzontali.

Per una struttura classificata in classe d’uso IV, gli interventi di progetto hanno consentito di raggiungere un indicatore di rischio sismico globale ζE ≥ 0,6, corrispondente a una capacità sismica pari al 60% di quella richiesta per una nuova costruzione della stessa categoria.

 

Modello tridimensionale della struttura con analisi di verifica del calcestruzzo armato; gli elementi sono rappresentati in grigio con evidenziazione in verde dei componenti verificati favorevolmente e in rosso delle parti critiche.
Stato di progetto: Verifiche con esisto positivo delle strutture esistenti in c.a. nel modello con incamiciatura in c.a. di travi e pilastri (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

Modello strutturale tridimensionale con elementi murari evidenziati in verde e ciano, indicanti l’esito della verifica dei maschi murari; le parti non critiche o conformi sono maggiormente visibili in verde, mentre in rosso emergono gli elementi più sollecitati.
Stato di progetto: Verifiche con esisto positivo dei maschi murari esistenti nel modello con incamiciatura in c.a. di travi e pilastri (Crediti: Ing. Carlo Maria Zaretti SD PARTNERS)

 

L’intervento sul Padiglione 11 del Niguarda costituisce un esempio emblematico di approccio integrato alla riqualificazione sismica di edifici esistenti, nel quale la modellazione numerica avanzata ha guidato la definizione di soluzioni tecniche coerenti con il valore storico e funzionale dell’opera.

L’utilizzo di MasterSap ha permesso una gestione completa e coerente del processo di verifica e progettazione — dalla definizione del livello di conoscenza, alla simulazione dei meccanismi resistenti, fino alla validazione delle prestazioni migliorate — dimostrando come la tecnologia digitale possa supportare interventi strutturali complessi garantendo al tempo stesso sicurezza, sostenibilità e conservazione del patrimonio edilizio esistente.

  

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Crediti e autorizzazioni alla pubblicazione

Il progetto delle opere strutturali è a cura dell’Ing. Carlo Maria Zaretti di SD PARTNERS Architettura e Ingegneria, che ha gentilmente messo a disposizione il materiale tecnico e documentale (relazioni ed elaborati) utilizzato per la redazione del presente dossier tematico.

La pubblicazione di questo articolo è stata autorizzata dal progettista e dalla Azienda Socio-Sanitaria Territoriale Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, committente dell’intervento.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
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