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Appalti UE: qualità minima al 30%, gli architetti contestano la nuova disciplina

La nuova proposta UE sugli appalti pubblici preoccupa gli architetti italiani: per il CNAPPC ridurrebbe le tutele oggi previste per qualità del progetto, equo compenso e concorsi di progettazione. Il testo COM(2026) 590 è però ancora una proposta e dovrà essere approvato da Parlamento e Consiglio UE.

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La Commissione europea ha presentato il 9 settembre 2026 la proposta di Public Procurement Act COM(2026) 590, destinata a sostituire, tra le altre, la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici. Il CNAPPC contesta in particolare l’applicazione ai servizi di architettura e ingegneria di regole comuni agli altri servizi e il peso minimo del 30% attribuito alla qualità, confrontandolo con il sistema italiano che limita al 30% il punteggio economico per tali affidamenti. Al centro del confronto anche equo compenso e concorsi di progettazione. INGENIO ricostruisce contenuti e conseguenze della proposta, distinguendo il testo europeo dalle valutazioni della rappresentanza professionale.  


Appalti, Architetti: nuovo regolamento europeo penalizza qualità interventi e vanifica obiettivi già raggiunti in Italia

Non piace agli architetti il testo del nuovo regolamento europeo sugli appalti varato lo scorso 9 settembre dalla Commissione Europea, che sarà in vigore direttamente in tutti gli stati membri, senza alcun provvedimento legislativo di recepimento, venti giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta europea, anche se sarà applicabile due anni dopo.

“Il nuovo regolamento - dichiara il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori (CNAPPC), Alessandro Panci - segna una pericolosa inversione di tendenza rispetto al percorso, tracciato dalla precedente direttiva appalti (2014/24/UE), per rilanciare la centralità del progetto nel processo di costruzione delle opere pubbliche in Europa. Il regolamento varato dalla Commissione Europea, infatti, disciplina l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria con le stesse regole da adottare per altri servizi ordinari, penalizzando fortemente il carattere intellettuale di prestazioni professionali come la progettazione”.

“Il Testo redatto dalla Commissione Europea - aggiunge Rino La Mendola, vicepresidente del CNAPPC con delega ai Lavori Pubblici- rivendica la promozione della qualità delle prestazioni, stabilendo che, di regola, l'appalto debba essere aggiudicato sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, riservando all’elemento qualità un peso non inferiore al 30%. Di fatto, tale dispositivo segna un notevole passo indietro per la valorizzazione della qualità delle prestazioni, visto che il nostro codice dei contratti vigente (Decreto Legislativo 36/2023), negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, inverte tali percentuali imponendo un tetto del 30% alla valutazione dell’offerta economica e lasciando il rimanente 70% alla qualità dell’offerta tecnica (art.41 comma 15 bis). Il passo indietro si trasforma in un salto nel vuoto, nel momento in cui il nuovo Regolamento vanifica gli obiettivi raggiunti in Italia, sul tema dell’equo compenso, con la legge 49/2023 e con l’art. 41 (commi 15 bis, ter e quater) del Decreto Legislativo 36/2023 ed ignora del tutto procedure fondamentali per esaltare la qualità del progetto come i concorsi di progettazione; viene infatti annullata la disciplina speciale introdotta sul tema dalla direttiva 24 (Capo II del Titolo III). Insomma, applicando alla lettera il nuovo regolamento, almeno per servizi di importo stimato pari o superiore alla soglia comunitaria, salterebbero i concorsi di progettazione e principi fondamentali della normativa attualmente vigente come l’equo compenso e la qualità dell’offerta”.

“Siamo già al lavoro per superare

di approvazione del Parlamento Europeo le tante criticità del testo varato dalla Commissione. In particolare, nei prossimi giorni, attiveremo le nostre commissioni tematiche interne al fine di stilare un documento con i nostri emendamenti, da proporre ai parlamentari europei, previa condivisione con altre categorie professionali interessate”. Conclude il presidente Panci


Proposta di Public Procurement Act COM(2026)

Il 9 settembre 2026 la Commissione europea ha presentato la proposta di Public Procurement Act COM(2026) 590, destinata a riorganizzare in un unico regolamento la disciplina europea su appalti pubblici e concessioni oggi fondata sulle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE. Il testo non è ancora definitivo: dovrà essere esaminato e approvato da Parlamento europeo e Consiglio. L’obiettivo dichiarato è semplificare le procedure, ridurre la frammentazione normativa tra gli Stati membri e rafforzare il ruolo strategico degli appalti pubblici, che valgono circa il 15% del PIL europeo. La proposta introduce maggiore attenzione a qualità, sostenibilità, resilienza e criteri di preferenza europea. Le criticità riguardano soprattutto i servizi di architettura e ingegneria: organizzazioni professionali europee e italiane temono che la nuova disciplina possa ridurre il peso della qualità progettuale, indebolire i concorsi di progettazione e interferire con normative nazionali più avanzate su compensi e selezione dell’offerta.

Parere negativo anche dall'Europa

Anche l’Architects’ Council of Europe (ACE) ha espresso forti perplessità sulla proposta di Public Procurement Act COM(2026) 590 presentata dalla Commissione europea. Secondo l’organizzazione, che rappresenta la professione di architetto a livello europeo, il nuovo quadro rischia di comprimere la qualità dell’ambiente costruito e di rendere più difficile l’accesso agli appalti per studi professionali e PMI.

Il presidente ACE, Daniel Fügenschuh, ha sintetizzato la posizione affermando che il quadro europeo dovrebbe essere “a floor for quality, never a ceiling”, cioè una soglia minima di qualità, non un limite massimo.

ACE chiede in particolare una disciplina specifica per i servizi intellettuali, una tutela esplicita dei concorsi di progettazione e criteri di aggiudicazione capaci di valorizzare realmente qualità architettonica, sostenibilità e competenza professionale. L’associazione richiama inoltre il rischio che regole troppo uniformi penalizzino normative nazionali più avanzate.


FAQ TECNICHE: Appalti UE e servizi di architettura e ingegneria

Il nuovo Public Procurement Act europeo è già stato approvato?

No. Al 12 settembre 2026 si tratta della proposta COM(2026) 590 final, presentata dalla Commissione europea il 9 settembre.
Il procedimento è identificato come 2026/0265(COD).
Dovrà essere esaminato e approvato da Parlamento europeo e Consiglio secondo la procedura legislativa europea.
Non è quindi corretto descriverlo oggi come regolamento già definitivamente adottato.

Che cosa cambierebbe per i servizi di architettura e ingegneria?

Secondo la valutazione del CNAPPC, il problema principale è il venir meno di una disciplina sufficientemente specifica per prestazioni professionali caratterizzate da elevato contenuto intellettuale.
La proposta europea tende infatti a ricondurre le procedure entro un quadro unitario degli appalti.
Gli effetti definitivi dipenderanno tuttavia dal testo che uscirà dall’iter legislativo europeo.

Perché il limite minimo del 30% attribuito alla qualità è contestato?

La proposta europea pone la qualità come elemento della valutazione dell’offerta e stabilisce una ponderazione minima del 30% nelle fattispecie previste. 
Il CNAPPC evidenzia che il sistema italiano, nei servizi di architettura e ingegneria interessati dall’art. 41, comma 15-bis, opera in senso diverso: il punteggio attribuito alla componente economica deve restare entro il 30%. 
Il confronto 30% qualità/30% prezzo costituisce quindi uno dei nodi politici e professionali della discussione.

Che cosa prevede oggi il Codice italiano per il compenso dei progettisti?

L’art. 41, comma 15-bis, del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che il 65% dell’importo determinato secondo l’Allegato I.13 assuma la forma di prezzo fisso.
Il restante 35% può essere sottoposto a ribasso.
Il punteggio attribuito all’offerta economica deve comunque rispettare un tetto massimo del 30%. 
È questo assetto che il CNAPPC teme possa essere messo in discussione dalla futura disciplina europea.

Che cosa succede ai concorsi di progettazione?

Il CNAPPC segnala come particolarmente critica l’assenza della specifica disciplina che la direttiva 2014/24/UE dedica oggi ai concorsi di progettazione.
Da qui la preoccupazione che uno strumento finalizzato alla selezione della qualità progettuale venga depotenziato nel nuovo impianto.
La conseguenza concreta dovrà essere valutata sul testo europeo definitivamente approvato.

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