Applicazione a regola d’arte di una membrana liquida impermeabilizzante
Membrane liquide: L'impermeabilizzazione a regola d’arte in conformità alla norma UNI 11928-1. Dalla preparazione dei supporti alla gestione dei dettagli tecnici mediante i sistemi impermeabilizzanti liquidi Icobit.
Le membrane liquide impermeabilizzanti sono sistemi applicati in opera per realizzare manti continui su coperture, terrazzi, supporti cementizi, piastrellati, bituminosi, metallici o lignei. Risolvono il problema delle discontinuità tipiche dei sormonti, ma richiedono progettazione accurata dei dettagli: giunti, risvolti, scarichi, fissaggi, pendenze e punti soggetti a stress. Il vantaggio per il tecnico è la possibilità di intervenire anche su supporti esistenti, riducendo demolizioni e adattando il sistema al contesto. La durabilità dipende però da preparazione del sottofondo, consumi corretti, condizioni meteo, accessori compatibili e manutenzione programmata.
Membrane liquide per coperture piane: errori da evitare e dettagli da progettare
L’importanza della progettazione e della gestione dei dettagli tecnici nei sistemi impermeabilizzanti applicati allo stato liquido
La gestione dell’impermeabilizzazione di un immobile è una fase fondamentale nella costruzione di un manufatto edilizio in quanto, dalla sua corretta esecuzione, dipende la durata nel tempo dell’opera stessa e la vivibilità e salubrità degli ambienti interni che l’involucro edilizio racchiude.
La sua realizzazione diventa quindi fondamentale, seppur abbia un impatto economico relativamente basso rispetto all’importo totale delle lavorazioni per la realizzazione di un manufatto edilizio. Il suo valore, infatti, viene stimato intorno ad una cifra che varia dal 2% al 5% dell’intero costo di costruzione dell’opera, variabile in funzione della destinazione d’uso del manufatto realizzato. A fronte di un importo in percentuale basso rispetto al totale dei lavori, riscontriamo una percentuale molto alta (intorno al 50% del totale inerenti al mondo delle costruzioni (fonte Assimp)) di contenziosi e vertenze legali riconducibili a danni da difetti d’impermeabilizzazione; analizzando tali dati si evidenzia come tali problematiche siano suddivise tra:
- Errate scelte progettuali
- Difetti di realizzazione
- Interventi postumi di terzi
- Difetti di produzione (<1%)

I sistemi impermeabilizzanti oggi più diffusi sul nostro mercato sono rappresentati da:
- Membrane bitume polimero preformate
- Fogli sintetici
- Teli e giunti bentonitici (impermeabilizzazione sotto quota)
- Sistemi impermeabilizzanti realizzati con prodotti liquidi (mono e bi-componenti)
In tutti questi sistemi la realizzazione dell’intervento deve essere effettuata secondo la regola dell’arte, ponendo un’accurata attenzione a tutti quelli che sono i dettagli tecnici ed i particolari costruttivi, ai quali molto frequentemente non viene data la giusta attenzione, seppur parliamo di zone puntuali che spesso devono garantire una tenuta ottimale in quanto subiscono una maggior aggressione da parte dei carichi di acqua.
Icobit: produttori di sistemi impermeabilizzanti liquidi da sempre
Con oltre cinquant'anni di esperienza, Icobit è specializzata nella protezione degli edifici attraverso la progettazione e sviluppo di sistemi impermeabilizzanti liquidi all'avanguardia sviluppati nei laboratori IcoLab.
Le principali linee impermeabilizzanti ICOPER, KEEP DRY ed ICOPAS consistono in membrane liquide monocomponenti e pronte all’uso che coniugano alte prestazioni, sostenibilità e versatilità applicativa. Soluzioni ad elevata resistenza meccanica, resistenti ai raggi UV ed a fenomeni meteorologici anche estremi, come la grandine. Sistemi con Dichiarazioni Ambientali EPD e soluzioni Cool Roof che contribuiscono attivamente al risparmio energetico e al rispetto dei criteri ambientali più rigorosi.
UNI 11928-1: Prodotti applicati liquidi per impermeabilizzazione
L’utilizzo di sistemi impermeabilizzanti liquidi, come quelli prodotti da Icobit, permette la realizzazione di manti impermeabili continui, senza sormonti o punti di discontinuità, garantendo una tenuta ottimale al passaggio dei liquidi; Parlando di sistema, sarà facile intuire come lo stesso si componga di più accessori e materiali che combinati tra loro ne permettono una realizzazione ottimale. Facciamo quindi riferimento sia ai prodotti liquidi di varia natura sia a tutti gli accessori che supportano il sistema nella sua esecuzione, quali armature, bandelle, sigillanti e primer che entrano in gioco sia nella fase di preparazione dei supporti che nella realizzazione dell’impermeabilizzazione stessa.
La qualità dei singoli componenti viene fattivamente certificata dalle norme di settore che ne regolano la messa in commercio e che quindi ne determinano requisiti e prestazioni da esplicitare secondo documentazioni prodotte da laboratori certificati; nel caso dei prodotti impermeabilizzanti liquidi è la norma UNI 11928-1 a definire parametri prestazionali certi, test di durabilità e classificazioni legate alla destinazione d’uso della copertura.


Tutto questo però non basta, in quanto la combinazione di materiali e degli accessori del sistema dovrà essere fatta in maniera corretta, in modo da non invalidare l’eccellente qualità dei singoli componenti.
Sarà quindi necessario realizzare l’impermeabilizzazione dando la giusta importanza a tutte le fasi lavorative di realizzazione e che vedono nella “preparazione del supporto” uno dei momenti di maggior importanza per porre le basi alla corretta riuscita del sistema. Tale fase e le sue conseguenti lavorazioni, varieranno in funzione del tipo di supporto sul quale si ha la necessità di intervenire; teniamo presente che con i sistemi liquidi si ha la possibilità di operare su supporti di differente natura quali supporti cementizi, supporti piastrellati (evitando la rimozione delle piastrelle), supporti in membrana bitume polimero (sia lisce che ardesiate, evitando la rimozione e smaltimento della stessa), supporti metallici, supporti lignei, supporti in policarbonato, teli sintetici ecc. ecc. Per ognuno di questi sarà necessario valutare alcuni aspetti fondamentali che permetto all’applicatore di intervenire rendendo la superficie idonea alla ricezione del sistema da apporvi.
Come impermeabilizzare una copertura piana con i sistemi liquidi Icobit
In ambito di coperture piane, dove le problematiche risultano essere maggiori, sarà importante valutare aspetti quali:
- Massetto delle pendenze: questo strato ha il compito di “rifinire” il getto di un solaio, favorendo inoltre, il deflusso e lo smaltimento delle acque. La sua corretta esecuzione permette di evitare ristagni, e riduce il tempo a disposizione dell’acqua per trovare vie di ingresso
- Corretto dimensionamento e valutazione dello stato dei sistemi di deflusso delle acque meteoriche: spesso tale sistema risulta essere sottodimensionato poiché, se è pur vero che il quantitativo totale di precipitazioni nel corso dell’anno si mantiene pressoché stabile, è anche vero che si è ridotto di gran lunga il tempo in cui tali quantitativi vengono riversati sulle nostre coperture, motivo per il quale i sistemi di smaltimento si trovano spesso in affanno e sottodimensionati
- Verifica della coesione superficiale del piano di posa: sia che si tratti di un supporto cementizio, sia che si tratti di un supporto piastrellato o in MBP, sarà necessario verificarne la coesione (nel caso di una superficie cementizio) o la perfetta aderenza (come nel caso di una pavimentazione piastrellata o di una guaina bituminosa). In caso contrario l’applicatore dovrà provvedere ad eliminare le parti in distacco ed effettuare delle riparazioni idonee a preparare la superficie in modo da renderla ottimale e stabile
- Verifica della stagionatura e dell’umidità presente nel sottofondo: la presenza di umidità nel piano di posa, sia che si tratti di un’impermeabilizzazione da effettuare su fondo cementizio, sia che si tratti di fondo piastrellato o in guaina, dovrà guidare l’applicatore nella gestione dei tempi di asciugatura o nell’utilizzo di accessori e sistemi per permettere la fuoriuscita della stessa dal sottofondo. In tal caso spesso risultano essere di aiuto gli esalatori di vapore EXIT AIR, i quali permettono di applicare l’impermeabilizzazione senza che questa presenti distacchi da pressione di vapore, in quanto viene convogliata all’interno di questi “camini” che ne permettono l’uscita.

- Trattamento dei giunti di controllo, dilatazione ed isolamento: I giunti di contrazione (a volte detti giunti di controllo) sono il metodo più largamente diffuso per controllare gli stati fessurativi di una pavimentazione industriale. Quando il calcestruzzo indurisce infatti, c’è sempre una riduzione di volume che provoca spessissimo la fessurazione del pavimento. Tagliando il pavimento ad intervalli regolari, se ne indebolisce la struttura su punti precisi in modo che le fessurazioni “preferiscano” i percorsi prescelti. Tali giunti però, per quanto riguarda il sistema impermeabilizzante da realizzare risulta essere un dettaglio sul quale porre particolare attenzione; sarà infatti necessario chiuderlo, mantenendo però un’elasticità tale che ne permetta la movimentazione, dando modo all’impermeabilizzazione di mantenere la sua continuità senza interruzioni.

A tal proposito sarà possibile inserire nella fessura creata un cordoncino in polietilene comprimibili come terza parete (ICOCORD) e sigillare fino a complanarità col massetto mediante il sigillante con silani modificati ICOJOINT MS.


- Risvolto orizzontale-verticale: il risvolto orizzontale verticale rappresenta la linea di intersezione tra la parte piana pendenzata (solaio-massetto delle pendenze) e la muratura verticale perimetrale o interna (laddove presente). Tale dettaglio merita una particolare attenzione, in quanto spesso risulta essere un punto sottoposto a particolari stress che riguardano sia lo stato tensionale e sollecitativi sia l’insistenza dell’acqua battente che spesso è pendenzata verso di essa. Di fatto, in base al prodotto utilizzato per realizzare il sistema di impermeabilizzazione, sarà necessario realizzare una sguscia elastica con l’apposito sigillante ICOJOINT MS in caso di membrana fibrorinforzata o sarà necessario inserire un’armatura di rinforzo (ICOARM TNT ROLL oppure ICOARM TNT BAND) nel caso di membrana non contenente fibre di armatura. Allo stesso tempo il layer di impermeabilizzazione dovrà risalire in verticale per un’altezza idonea ed essere protetto nel suo attacco, evitando di lasciarlo a vista come punto di battuta dell’acqua. Sarà quindi necessario dare copertura a questo tramite una copertura con intonaco o con apposita scossalina sigillata alla testa e sui punti di fissaggio.


- Gestione delle aree a maggior stress tensionale: sarà importante scegliere il sistema idoneo a gestire tutte quelle aree dove il sistema potrà essere sottoposto a maggiori tensioni, per cui si potrà optare per l’utilizzo di armature in tessuto non tessuto (ICOARM TNT ROLL, oppure ICOARM TNT BAND) che permettano di conferire al sistema una maggiore resistenza.


- Gestione dei punti di discontinuità e dei punti di fissaggio: spesso ci troviamo ad intervenire su superfici modulari composte da più elementi in sormonto fissati su una struttura portante quali per esempio coperture metalliche o in pannelli sandwich; anche in questo caso, l’utilizzo di bandelle butiliche BUTIL TAPE ICOBIT e di sigillanti ad elevata elasticità quali ICOJOINT MS permettono la gestione dell’elasticità dovuta alla natura di supporti nelle sormonte e nei punti di connessioni, senza tralasciare l’impermeabilità del sistema.
Scegliere correttamente il sistema impermeabilizzante da impiegare
In sintesi, ogni tipologia di supporto merita una analisi approfondita, che non può prescindere da un’accurata ispezione visiva dello stato di fatto qualora si intervenga su una situazione da ripristinare; tale analisi permette di scegliere la soluzione idonea che vede la presenza di tutti quegli accessori che diventano indispensabili affinché il sistema risulti essere realizzato in maniera corretta e duratura nel tempo.
Anche l’aspetto “tempo” merita una particolare attenzione in quanto può diventare determinante in fase di scelta della soluzione più corretta. I prodotti infatti differiscono tra loro anche in funzione dei componenti che fanno parte del prodotto stesso; troviamo prodotti base solvente come il KEEP DRY, che, a differenza di altri prodotti basati su polimeri igroinnescati, non reagisce con l’umidita atmosferica e lo si può applicare anche a tassi di umidita molto alti, addirittura superiori all’85%, con una velocita di essiccazione appropriata, che lo rende ideale da applicare anche durante i periodi a maggior rischio pioggia. Troviamo prodotti base acqua, rispondenti ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) come la linea ICOPER, che vedono lo sviluppo di formulazioni fibrorinforzate come ICOPER-HP e formulazioni da armare all’occorrenza come ICOPER MULTIUSO, utilizzato anche come incapsulante del cemento amianto. L’applicazione dei prodotti dovrà sempre tener conto delle condizioni metereologiche al contorno, le quali incidono sia per condizioni di estremo caldo, sia per condizioni di estremo freddo o ipotetiche precipitazioni. Temperature superficiali estremamente basse o estremamente alte possono di fatto compromettere la corretta stagionatura dell’impermeabilizzante.
L’utilizzo di prodotti sempre più semplici da applicare, visto lo sviluppo dei sistemi monocomponenti, non può però prescindere da una professionalità applicativa in grado di rispettare tutte quelle che sono le accortezze per una riuscita fattiva del sistema, che includa anche il giusto consumo dei prodotti, così come indicato all’interno delle schede tecniche dei prodotti. Quest’ultime, riportano una serie di dati e valori tecnici attraverso prove effettuate presso laboratori certificati; l’ottenimento di tali valori prevedono test realizzati su campioni reali di materiale testato secondo gli stessi consumi applicativi previsti nella scheda. Ai discostamenti nei consumi di prodotto corrisponderanno di fatto variazioni anche nelle prestazioni del sistema.
A tutto ciò va aggiunta la necessità di una scadenzata attività manutentiva della copertura, che permetta, attraverso un’accurata pulizia della superficie, di mantenere liberi i sistemi di smaltimento acque e di individuare per tempo eventuale presenza di zone in sofferenza che potrebbero aver bisogno di piccoli interventi manutentivi e riparatori.
In merito a tutto ciò Icobit propone sistemi di impermeabilizzazione a vista direttamente resistenti al ristagno d’acqua e resistenti ai raggi UV, senza la necessità di sovrapporre pitture protettive, riducendo di fatto i costi di manutenzione nel tempo. Sarà inoltre possibile dirottare la scelta su sistemi a vista con alti indici di riflessione solare, abbattendo di fatto la temperatura superficiale della copertura, con l’immediato vantaggio della riduzione di spesa per il raffrescamento estivo ed un minor stress per il pacchetto copertura (ICOPER STAR e KEEP DRY BIANCO OSTUNI).
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Membrane liquide impermeabilizzanti: perché la posa dipende da supporto, dettagli e UNI 11928-1 | Ingenio
Che cos’è una membrana liquida impermeabilizzante?
È un prodotto applicato in opera allo stato liquido che, dopo essiccazione o reticolazione, forma un manto continuo con funzione di tenuta all’acqua. A differenza delle membrane preformate, non richiede sormonti tra teli, ma deve essere integrato con primer, armature, bandelle e sigillanti quando il supporto o il dettaglio lo richiedono. La prestazione finale dipende dal sistema completo, non dal solo prodotto liquido.
Dove si utilizzano le membrane liquide impermeabilizzanti?
Sono impiegate su coperture piane, terrazzi, balconi, superfici cementizie, piastrellate, bituminose, metalliche, lignee o sintetiche. Nei ripristini consentono spesso di intervenire senza demolire integralmente il pacchetto esistente, purché il supporto sia stabile, coeso e compatibile. La scelta del sistema deve derivare da sopralluogo, destinazione d’uso e condizioni ambientali.
Quale norma riguarda i prodotti liquidi per impermeabilizzazione?
Il riferimento specifico per i prodotti applicati liquidi in copertura è la UNI 11928-1:2023, che definisce caratteristiche, requisiti prestazionali, durabilità e metodi di prova per prodotti utilizzati come elemento di tenuta in sistemi di copertura continua. Per applicazioni sotto piastrellature ceramiche è rilevante anche la UNI EN 14891:2017, riferita ai prodotti impermeabilizzanti liquidi impiegati sotto rivestimenti ceramici incollati. La norma di prodotto non sostituisce la corretta progettazione del dettaglio e il rispetto delle schede tecniche.
Quali vantaggi offre un sistema impermeabilizzante liquido?
Il principale vantaggio è la continuità del manto, utile per ridurre i punti di discontinuità e adattarsi a geometrie complesse. I sistemi liquidi possono essere applicati su supporti diversi e permettono di gestire dettagli come risvolti, scarichi, giunti, fissaggi e sormonti. Il beneficio reale dipende però dalla preparazione del supporto, dagli accessori impiegati e dal consumo minimo previsto dal produttore.
Quali controlli servono prima della posa?
Prima dell’applicazione vanno verificati pendenze, coesione superficiale, adesione di eventuali pavimentazioni o membrane esistenti, umidità del sottofondo e stato degli scarichi. Su coperture piane è decisiva la gestione dei ristagni: l’acqua deve defluire correttamente e non permanere in modo critico sul manto. In presenza di umidità residua possono essere necessari sistemi di sfogo del vapore o soluzioni specifiche indicate dal produttore.
Come si trattano giunti, risvolti e punti critici?
I giunti devono mantenere la capacità di movimento senza interrompere la continuità dell’impermeabilizzazione. Possono richiedere cordoncini comprimibili, sigillanti elastici, armature o bandelle in funzione del sistema e del supporto. Nei risvolti orizzontale-verticale il manto deve salire in quota adeguata ed essere protetto in testa con intonaco, profilo o scossalina sigillata.
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