Architettura e sostenibilità: il concorso di progettazione che ridisegna la ricerca medica dello Spallanzani di Roma
Ecco i vincitori del concorso di progettazione a procedura aperta in unico grado per progettare e realizzare il nuovo Polo dei Laboratori di Rita Levi Montalcini dell’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma.
Il concorso di progettazione per il Nuovo Polo dei Laboratori Rita Levi Montalcini, ecco i vincitori
Premiato il progetto firmato da Giacomo Tomidei e Alessandro Garzanti
All’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani è stato svelato il progetto vincitore del concorso di progettazione per il nuovo Polo dei Laboratori “Rita Levi Montalcini”: a firmarlo sono gli architetti Giacomo Tomidei (Tanaka | Tomidei, capogruppo) e Alessandro Garzanti, che con la loro proposta hanno convinto la giuria grazie a un equilibrio efficace tra innovazione scientifica, linguaggio architettonico contemporaneo e sostenibilità ambientale.
Il concorso – bandito e gestito interamente tramite la piattaforma CAN – Competition Architecture Network, realizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia – rappresenta un passaggio cruciale nella trasformazione dello Spallanzani in un campus della ricerca biomedica di nuova generazione. L’obiettivo è dare forma a un’infrastruttura capace di ospitare laboratori e centri di sperimentazione d’avanguardia, spazi per la formazione e per la collaborazione interdisciplinare, all’interno di un organismo architettonico unitario, efficiente e connesso al contesto urbano.
Il nuovo polo riunirà funzioni oggi distribuite in diversi edifici – tra cui i Padiglioni Baglivi, Del Vecchio e l’Alto Isolamento – per creare un sistema integrato, tecnologico e sicuro, capace di accompagnare la ricerca verso le sfide del futuro. Il costo complessivo dell’opera, comprensivo degli oneri di sicurezza, è stimato in 9,6 milioni di euro, mentre l’avvio dei lavori è previsto entro il 2026.

Architettura, scienza e città: una visione integrata
Il progetto di Tomidei e Garzanti propone un nuovo paesaggio della ricerca: due volumi sfalsati che si aprono su una piazza pubblica pensata come luogo di incontro tra scienza e cittadinanza. Il verde, elemento cardine della composizione, penetra e connette i diversi spazi, trasformandosi in strumento di benessere, pausa e socialità per chi lavora ogni giorno nei laboratori.
La giuria ha premiato la chiarezza compositiva e l’equilibrio tra funzionalità e rappresentazione: un’architettura capace di raccontare la tecnologia senza rinunciare alla dimensione umana. I collegamenti ipogei e le passerelle sopraelevate verso l’edificio dell’Alto Isolamento completano un sistema coerente, aperto e in dialogo con il contesto.

Un concorso come strumento di innovazione pubblica
Alla gara hanno preso parte 73 gruppi di progettazione, valutati da una commissione di alto profilo presieduta dall’architetto Giancarlo Mazzanti – affiancato da Maurizio Simmaco, Fabrizio Maggi, Mauro Lauretti e Silvia Sergio – che ha evidenziato come «il progetto vincitore rappresenti una sintesi tra visione architettonica e funzionalità scientifica, proponendo un modello innovativo nel panorama italiano».
Per Mattia Darò, direttore dell’Area Concorsi OAR e coordinatore della procedura, la partecipazione ha superato ogni aspettativa: «Abbiamo ricevuto proposte di altissimo livello, e questo conferma quanto il concorso di progettazione sia oggi lo strumento più efficace per garantire qualità e trasparenza nella realizzazione di opere pubbliche».
Il vicepresidente OAR Lorenzo Busnengo, con delega ai concorsi, ha sottolineato il valore culturale e simbolico dell’iniziativa: «Il nuovo edificio dello Spallanzani è un segnale concreto di trasformazione, non solo scientifica ma anche architettonica. È un passo avanti nella costruzione di una città più consapevole, in cui la ricerca diventa parte viva dello spazio urbano».
Dello stesso avviso Michele Colletta, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, che ha ribadito l’importanza della competizione come motore di qualità: «Quando il confronto è aperto e trasparente, emergono idee fresche, sostenibili, in grado di coniugare efficienza e responsabilità ambientale. Costruire oggi non significa solo progettare edifici sostenibili, ma generare contesti sostenibili».
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Il futuro dello Spallanzani
Per Cristina Matranga, direttore generale dell’Istituto, la giornata segna un momento di svolta: «Con questo progetto prende forma la casa della ricerca dello Spallanzani. Il nuovo polo “Rita Levi Montalcini” non sarà solo un edificio, ma un luogo di conoscenza, un simbolo di come la medicina contemporanea richieda spazi flessibili, integrati e capaci di favorire la collaborazione scientifica».
Il concorso, condotto interamente in digitale grazie alla piattaforma CAN, conferma l’impegno dell’OAR nel promuovere processi trasparenti e meritocratici, in cui la qualità progettuale e il valore pubblico delle opere tornano a essere centrali.
La classifica
- Primo premio
Giacomo Tomidei (Tanaka | Tomidei, capogruppo) – progettista
Alessandro Garzanti – progettista
- Secondo posto
Sossio De Vita (Sdv Srl, capogruppo); Edoardo Capuzzo Dolcetta (Aut Aut Architettura); Giuseppe Chiariello
- Terzo posto
Alberto Muffato (Sinergo Spa, capogruppo); Tobia Davanzo; Paolo Migliori
- Menzione d’onore
Alberto Pietroforte (capogruppo); Sergio Giuseppini (Stimp Srl); Fabio Magliocchetti; Norberto Mincarone; Maurizio Moscato (Msm Ingegneri Associati); Valentina Spogli
Al primo classificato spetta un premio di 240.657,01 euro (oltre IVA e contributi previdenziali), mentre ai secondi e terzi classificati sono riconosciuti rimborsi spese di 30.000 e 15.000 euro rispettivamente.
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