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Area verde temporanea al MIND di Milano: come un suolo "in attesa" diventa infrastruttura pubblica reversibile

Area verde temporanea MIND (Milano Innovation District) trasforma circa 7.000 m² dell’ex sito Expo in uno spazio pubblico reversibile, con percorsi drenanti, micro-architetture smontabili, padiglione a spirale e verde a bassa manutenzione, senza compromettere le future trasformazioni del distretto.

L’area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District è un intervento di rigenerazione urbana transitoria su circa 7.000 m² dell’ex sito Expo 2015, lungo il Viale Decumano. Il progetto risolve il problema dei suoli in attesa di trasformazione definitiva, rendendoli fruibili attraverso percorsi accessibili, stratigrafie drenanti, installazioni modulari, verde a bassa manutenzione e un padiglione centrale a spirale. Il valore tecnico è nella completa reversibilità: le preesistenze vengono integrate senza demolizioni invasive e le strutture sono smontabili, ricollocabili e compatibili con le future configurazioni urbane di MIND.


Area verde al MIND (Milano Innovation District): il suolo temporaneo diventa spazio pubblico

Nel processo di rigenerazione dell’ex sito di Expo Milano 2015, oggi strutturato come Milano Innovation District (MIND), la fase intermedia tra l’assetto ereditato dall’evento espositivo e la piena attuazione del Programma Integrato di Intervento assume un valore strategico determinante. Questa fase, spesso considerata residuale o meramente transitoria, si configura oggi come un campo operativo autonomo, capace di incidere concretamente sulla costruzione dell’identità del nuovo distretto. È precisamente in questa condizione di sospensione operativa e progettuale che si colloca la realizzazione dell’area verde temporanea di circa 7.000 m² lungo il Viale Decumano, in prossimità di Cascina Triulza, trasformata da suolo in attesa di destinazione definitiva in un dispositivo spaziale capace di attivare relazioni, sperimentare modelli di uso pubblico e anticipare scenari futuri.

Intervento di rigenerazione urbana transitoria su circa 7.000 m² dell’ex sito Expo 2015, lungo il Viale Decumano.
L’area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District è un intervento di rigenerazione urbana transitoria su circa 7.000 m² dell’ex sito Expo 2015, lungo il Viale Decumano. (Euro Project Engineering Consulting srl)

In altre parole, il progetto non si limita a “riempire” un vuoto urbano, ma interviene in maniera attiva sul territorio, rendendo immediatamente fruibile un’area altrimenti non attiva e configurandosi come dispositivo temporaneo di paesaggio che, pur nella sua provvisorietà, anticipa le configurazioni future del distretto e contribuisce alla costruzione dell’identità di MIND.

Dati tecnici dell’intervento e soggetti coinvolti

Oggetto: Realizzazione di un’area verde temporanea nel contesto di MIND (Milano Innovation District), Principia Spa
Concept architettura: Studio Balich Wonder BWS (Principia Spa, in qualità di soggetto attuatore PII MIND – Milano Innovation District)
Area: Distretto MIND, ex Sito Expo Milano 2015, Viale Decumano/ Cascina Triulza
Dimensioni: 6.998,59 mq (5.600 mq di area verde incolta; 735 mq di aree asfaltate che suddividono lo spazio in tre zone principali; 640 mq occupati da una fondazione in calcestruzzo (poste a quota inferiore al p.d.c.) lascito dei padiglioni di Expo 2015)
Servizi prestati Euro Project: Coordinamento alla sicurezza, Direzione Lavori
Servizi prestati Isinnova Srl: ingegnerizzazione esecutiva, sviluppo costruttivo e realizzazione delle strutture speciali, smontabili e ricollocabili, con coordinamento tecnico finalizzato alla completa reversibilità dell’intervento.
Committente: Principia spa
Stato: Fine lavori dicembre 2025
Impresa esecutrice e partner tecnico per l’ingegnerizzazione: Isinnova Srl con il supporto di Isibrix srl
Figure coinvolte Euro Project srl: Direttore Lavori ing. Antonio Bramante; assistente DL geom. Michele Grumelli; per il Coordinamento della Sicurezza in Giuseppe Garatti, Assistente CSE ing. Roberto Guarneri

Reversibilità costruttiva: il criterio guida del progetto

Si osserva in particolare come l’area, di proprietà di Principia S.p.A. e destinata in prospettiva alla realizzazione di una scuola pubblica, si configura come un laboratorio attivo in grado di prefigurare scenari futuri e trasformare la transitorietà del suolo in un’opportunità progettuale e sociale. Già in questa fase intermedia l’area in oggetto assume la funzione di vera e propria infrastruttura pubblica transitoria, in grado di accompagnare il processo di trasformazione del distretto senza interferire con le future configurazioni definitive e contribuendo, fin da subito, a costruire una relazione attiva tra comunità, spazio aperto e natura.

Sviluppato a partire dal progetto di Studio Balich Wonder BWS e grazie all’ingegnerizzazione e creatività di Isinnova, l’intervento assume la forma di un sistema paesaggistico integrato, in cui arte, agronomia, installazioni e micro-architetture operano in sinergia per costruire un’esperienza spaziale complessa e multilivello. In questa prospettiva, il verde non si limita a svolgere una funzione decorativa o residuale, ma si trasforma in un medium attivo, capace di costruire narrazioni, orientare i comportamenti e promuovere nuove forme di socialità, rafforzando al contempo la dimensione sperimentale e relazionale dell’intervento attraverso percorsi continui, accessibili e non gerarchici che attraversano l’area adattandosi con naturalezza alle preesistenze infrastrutturali e alle tracce materiali lasciate dall’esperienza Expo, dove pavimentazioni asfaltate, fondazioni in calcestruzzo dei padiglioni, sottoservizi e impianti di illuminazione esistenti non vengono rimossi, ma reinterpretati mediante soluzioni sovrapposte, drenanti e completamente reversibili, capaci di garantire continuità spaziale senza pregiudicare le future trasformazioni dell’area.

A partire da questo principio, il fulcro dell’intervento si concretizza nel padiglione centrale a spirale, elemento iconico e narrativo che sintetizza il senso complessivo dell’operazione configurandosi non solo come spazio di sosta, osservazione e aggregazione, ma anche come dispositivo ordinatore dell’intero sistema dei percorsi e delle installazioni, modulari e smontabili, progettate per essere ricollocate in altri ambiti pubblici di MIND e concepite come “isole sensoriali” capaci di attivare differenti modalità di esperienza, dal gioco alla contemplazione, dal relax alla socializzazione.

Le diverse aree all'interno dello spazio urbano realizzato al MIND Milano Innovation District.
Le diverse aree all'interno dello spazio urbano realizzato al MIND Milano Innovation District. (Euro Project Engineering Consulting srl)

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Alla luce di quanto detto si comprende che la scelta di un allestimento temporaneo non riduce la complessità o la qualità dell’intervento, ma al contrario apre spazi di sperimentazione formale e funzionale, supportata dall’impiego di materiali sostenibili, riciclabili e facilmente riutilizzabili, in linea con la logica reversibile che caratterizza l’intero progetto. In questo quadro, la complessità dell’intervento, inserito in un contesto urbano in trasformazione e caratterizzato da una forte interazione tra preesistenze infrastrutturali e nuove configurazioni paesaggistiche, ha richiesto un presidio esecutivo continuo e strutturato, nel quale il ruolo di Euro Project Srl, in qualità di Direzione Lavori e Coordinamento della Sicurezza in fase esecutiva, si è configurato come elemento determinante per garantire la coerenza tra progetto e realizzazione. Tale attività di controllo ha operato non solo come verifica formale delle opere, ma come strumento di mediazione tra le diverse componenti del sistema, assicurando l’integrazione tra soluzioni tecniche, scelte costruttive e condizioni specifiche del sito e consentendo di governare la complessità del cantiere attraverso una pianificazione attenta delle fasi operative, costantemente aggiornata in relazione alle condizioni ambientali e alle esigenze di messa a dimora del verde, garantendo al contempo il rispetto del Piano di Sicurezza e Coordinamento attraverso il coordinamento delle imprese coinvolte, guidate dalla capofila Isinnova srl, la corretta gestione delle interferenze con le infrastrutture esistenti e l’applicazione delle misure di prevenzione e protezione in un contesto operativo dinamico e non convenzionale. In questo quadro, la Direzione Lavori ha operato come dispositivo di sintesi tra dimensione progettuale ed esecutiva, traducendo le scelte di progetto in soluzioni costruttive coerenti e verificabili, mentre il Coordinamento della Sicurezza ha garantito il controllo sistematico delle lavorazioni in un ambiente complesso e stratificato. Ne deriva un processo esecutivo in cui rigore tecnico, controllo operativo e capacità di adattamento si integrano, assicurando la realizzazione di un sistema paesaggistico coerente, sicuro e pienamente rispondente alla visione progettuale.

In tale processo, il contributo di Isinnova Srl è stato determinante nella fase di ingegnerizzazione e realizzazione: la società ha tradotto il concept preliminare in soluzioni costruttive eseguibili, smontabili e ricollocabili, curando in particolare la compatibilità tra strutture speciali, sistema del verde, preesistenze del sito e futura riconfigurazione dell’area. La competenza di Isinnova nell’ambito delle strutture speciali e dei sistemi innovativi in legno ha permesso di trasformare la reversibilità da semplice requisito progettuale a criterio operativo concreto, verificato nei dettagli costruttivi, nelle connessioni meccaniche, nelle modalità di posa e nella logistica di cantiere.

Area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District. Vista notturna.
Area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District. Vista notturna. (Euro Project Engineering Consulting srl)

La redazione di Ingenio ha intervistato i tecnici per approfondire alcuni aspetti fondamentali del progetto.

Micro-architetture modulari e verde ricollocabile per l’area temporanea di MIND (Milano Innovation District)

Temporaneità e reversibilità come criteri di progetto

l progetto nasce come intervento temporaneo, ma con una forte ambizione urbana e paesaggistica: quali criteri tecnici hanno guidato la scelta di soluzioni reversibili, smontabili e ricollocabili, senza ridurre la qualità spaziale dell’intervento?

Euro Project Engineering Consulting srl

Il progetto dell’area verde temporanea interpreta la fase intermedia come un’occasione concreta di costruzione dell’identità del nuovo distretto e, all’interno di questo spazio sospeso, dà forma a un paesaggio attivo in cui la temporaneità si traduce in risorsa progettuale e il verde assume il ruolo di dispositivo narrativo, mentre la tecnica costruttiva, lungi dall’essere un supporto meramente esecutivo, diventa struttura concettuale dell’intervento, definendo il rapporto tra suolo, infrastrutture esistenti e orientando l’intero sistema verso criteri di massima reversibilità. Su tale impianto si articola una grammatica costruttiva fondata su stratigrafie leggere e non permanenti, nelle quali il suolo esistente non viene rimosso ma reinterpretato attraverso sovrapposizioni controllate. Le superfici sono costruite mediante pacchetti drenanti costituiti da geotessili separatori, strati di pietrisco a granulometria calibrata e finiture in calcestre stabilizzato, soluzioni che garantiscono permeabilità, continuità ecologica e facilità di rimozione senza alterare la matrice originaria del terreno. La scelta di evitare conglomerati cementizi o sistemi di fissaggio irreversibili consente di preservare integralmente la possibilità di una futura riconfigurazione del sito.

In continuità con questo approccio, anche il sistema vegetale viene pensato come infrastruttura reversibile: tappeti erbosi a bassa manutenzione e specie arbustive inserite in contenitori mobili, garantendo adattabilità stagionale e ricollocabilità. Parallelamente, le strutture architettoniche e le micro-architetture assumono la forma di dispositivi modulari in carpenteria metallica leggera e legno tecnico, assemblati mediante giunzioni meccaniche a secco e connessioni bullonate, che ne permettono lo smontaggio integrale e il successivo riutilizzo in altri contesti del distretto.
A partire dal concept preliminare sviluppato da Studio Balich Wonder BWS, Isinnova Srl ha curato l’ingegnerizzazione esecutiva dell’intervento, traducendo l’idea progettuale in un sistema concretamente realizzabile, montabile a secco e smontabile senza compromettere il futuro assetto dell’area. Il lavoro ha riguardato l’integrazione tra forma architettonica, vincoli di cantiere, durabilità temporanea e reversibilità finale, valorizzando l’esperienza maturata dalla società nell’ambito delle strutture speciali e dei sistemi costruttivi innovativi in legno.

Ne deriva un sistema paesaggistico in cui ogni elemento — dal suolo alle strutture, fino alla componente vegetale — è pensato come parte di una matrice reversibile e stratificata, capace di coniugare qualità spaziale e adattabilità tecnica. In questa coerenza tra costruzione e trasformazione risiede la natura propriamente architettonica del progetto, che assume la temporaneità non come limite operativo ma come forma evolutiva dello spazio urbano contemporaneo.

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Preesistenze Expo integrate senza demolizioni invasive

L’area presentava preesistenze molto eterogenee — fondazioni in calcestruzzo, superfici asfaltate, sottoservizi e impianti ereditati da Expo 2015. Come sono state integrate nel progetto senza procedere a demolizioni invasive e quali vincoli hanno maggiormente orientato le scelte progettuali?

Euro Project Engineering Consulting srl

Le preesistenze del sito — fondazioni in calcestruzzo, superfici asfaltate, sottoservizi e impianti ereditati da Expo Milano 2015 — sono state assunte come matrice operativa del progetto, evitando qualsiasi approccio demolitorio e privilegiando invece una strategia di integrazione per sovrapposizione e adattamento. In questa logica, il disegno non si impone sul suolo ma lo rilegge, trasformando le infrastrutture esistenti da vincolo a struttura portante del nuovo sistema paesaggistico.

Le fondazioni in calcestruzzo, anziché essere rimosse, sono state riempite e stabilizzate con materiali certificati e riutilizzabili, garantendo continuità prestazionale e possibilità di future riconfigurazioni, mentre le superfici asfaltate sono state mantenute e reinterpretate attraverso stratigrafie drenanti composte da geotessili, inerti a granulometria controllata e finiture in calcestre stabilizzato, capaci di assicurare permeabilità, riduzione del deflusso superficiale delle acque meteoriche e reversibilità dell’intervento. Parallelamente i sottoservizi e gli impianti esistenti sono stati mantenuti attivi e integrati nel nuovo assetto attraverso tracciati ispezionabili e punti di connessione flessibili, evitando interferenze con le nuove opere e garantendo accessibilità per future manutenzioni o riconfigurazioni.

Questa logica di integrazione per sovrapposizione ha consentito di trasformare l’infrastruttura esistente in matrice operativa del progetto, riducendo al minimo le opere di scavo e movimentazione terra, in coerenza con due ordini di vincoli strettamente interconnessi: da un lato la complessità fisica del sito, caratterizzato da forte eterogeneità stratigrafica e scarsa drenabilità dei suoli; dall’altro la necessità di garantire la completa reversibilità del sistema in coerenza con il futuro sviluppo del Milano Innovation District, evitando qualsiasi pregiudizio alle successive trasformazioni urbane. Ne deriva un approccio in cui il progetto si misura con l’esistente non per rimuoverlo, ma per trasformarlo in infrastruttura attiva del paesaggio, facendo della continuità tra preesistenza e nuova configurazione il principio stesso della costruzione architettonica.

La gestione di queste interferenze ha richiesto un lavoro di ingegnerizzazione di dettaglio, finalizzato a calibrare appoggi, stratigrafie, quote e modalità di posa in funzione delle preesistenze reali del sito. In questo ambito, il contributo tecnico di Isinnova Srl ha riguardato la traduzione delle condizioni rilevate in soluzioni costruttive controllabili, ispezionabili e rimuovibili. L’obiettivo non era semplicemente evitare demolizioni, ma costruire sopra e intorno all’esistente, mantenendo l’area libera da vincoli permanenti.

Percorsi accessibili, drenanti e sicuri in un’area stratificata

Il sistema dei percorsi e delle installazioni è pensato come una sequenza continua e accessibile di esperienze. Quali accorgimenti progettuali e costruttivi sono stati adottati per garantire accessibilità, drenaggio, sicurezza d’uso e continuità spaziale in un’area temporanea e stratificata?

Euro Project Engineering Consulting srl

Il sistema dei percorsi e delle installazioni è stato sviluppato come una sequenza continua, accessibile e non gerarchica, che attraversa l’area configurandosi come una “rete viva” capace di garantire continuità spaziale anche in presenza della forte stratificazione fisica del sito.

Blocchi in cemento come base per gli arredi urbani nei diversi percorsi.
Blocchi in cemento come base per gli arredi urbani nei diversi percorsi. (Euro Project Engineering Consulting srl)

In questa logica, la prima scelta progettuale ha riguardato la modellazione di un tracciato privo di discontinuità altimetriche rilevanti, con pendenze contenute e superfici coese e antisdrucciolevoli, ottenute mediante stratigrafie drenanti a secco composte da geotessile, inerti a granulometria controllata e finitura in calcestre stabilizzato, così da assicurare stabilità, permeabilità e sicurezza d’uso.

Area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District. Vista diurna.
Area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District. Vista diurna. (Euro Project Engineering Consulting srl)

Gestione delle acque meteoriche e superfici antisdrucciolevoli

A questa struttura di base si affianca una strategia di gestione del drenaggio fondata sull’invarianza idraulica, evitando nuove superfici impermeabili e mantenendo le pavimentazioni esistenti come supporto reinterpretato attraverso strati filtranti e drenanti, capaci di ridurre il deflusso superficiale delle acque piovane e favorire l’infiltrazione progressiva nel sistema stratigrafico del suolo. Il sistema dei percorsi si integra così con la morfologia esistente senza alterarla, ma piuttosto adattandovisi, trasformando le preesistenze infrastrutturali in parte attiva del dispositivo paesaggistico.

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In parallelo, la sicurezza d’uso è stata garantita attraverso l’impiego di materiali ad alta stabilità e modularità, la riduzione dei sistemi di fissaggio permanente e l’introduzione di micro-architetture sviluppate come dispositivi autoportanti e ricollocabili, realizzati in carpenteria leggera e legno tecnico e assemblati mediante connessioni meccaniche reversibili, capaci di assicurare al tempo stesso resistenza strutturale in esercizio e flessibilità di riconfigurazione nel tempo. Anche gli elementi vegetali e le stesse micro-architetture contribuiscono alla definizione dello spazio, modulando percorsi e soste senza costituire barriere, ma anzi rafforzando la leggibilità e la continuità dell’esperienza.

Dal punto di vista esecutivo, le installazioni sono state tradotte in componenti producibili, trasportabili e assemblabili in cantiere con lavorazioni ridotte al minimo. Il contributo tecnico di Isinnova Srl si è inserito in questa fase, supportando una logica costruttiva orientata al contenimento delle interferenze tra opere a verde, percorsi e strutture, al controllo della sicurezza d’uso e alla manutenzione, smontaggio e possibile riutilizzo dei singoli elementi.
Ne deriva un sistema spaziale in cui accessibilità, drenaggio, sicurezza e continuità non sono aspetti separati ma parti di un unico dispositivo progettuale, nel quale la tecnica costruttiva diventa strumento di integrazione tra suolo, infrastruttura e uso pubblico, rendendo possibile una fruizione fluida e coerente all’interno di un contesto temporaneo e profondamente stratificato.

I percorsi nel progetto dell'area verde all'interno del MIND.
I percorsi nel progetto dell'area verde all'interno del MIND. (Euro Project Engineering Consulting srl)

Il padiglione a spirale: micro-architettura modulare e riutilizzabile

Il padiglione centrale a spirale rappresenta l’elemento ordinatore e iconico dell’intervento. Dal punto di vista tecnico, come è stata progettata questa micro-architettura in termini di modularità, stabilità, montaggio/smontaggio e possibile riuso in altri ambiti del distretto MIND?

Euro Project Engineering Consulting srl

Il padiglione centrale a spirale rappresenta il dispositivo ordinatore e iconico dell’intervento e, sotto il profilo tecnico, è stato sviluppato come micro-architettura interamente modulare, articolata su elementi prefabbricati in carpenteria leggera e legno tecnico, dimensionati per garantire stabilità strutturale e al contempo un’elevata maneggevolezza in fase di montaggio e smontaggio. Proprio da questa impostazione deriva un sistema costruttivo interamente affidato a giunzioni meccaniche a secco e piastre metalliche standardizzate, che eliminano saldature in opera e consentono un assemblaggio rapido, privo di lavorazioni invasive sul suolo, e soprattutto una completa disassemblabilità dei componenti, così da rendere possibile la ricollocazione dell’intera struttura o delle sue parti in altri ambiti del distretto MIND.

Il padiglione a spirale, micro-architettura modulare e riutilizzabile nell'area verde a MIND Milano Innovation District.
Il padiglione a spirale, micro-architettura modulare e riutilizzabile nell'area verde a MIND Milano Innovation District. (Euro Project Engineering Consulting srl)

Il passaggio dal disegno alla costruzione ha richiesto la scomposizione della spirale in elementi modulari, verificabili e numerabili, con particolare attenzione alla sequenza di montaggio, alla maneggevolezza dei componenti e alla riduzione delle lavorazioni irreversibili in opera. In questa fase si è inserito il contributo tecnico di Isinnova Srl, orientato a rendere la reversibilità una condizione concreta del sistema costruttivo: non un principio dichiarato a posteriori, ma un criterio presente fin dall’inizio nel dimensionamento, nel dettaglio dei nodi, nella scelta dei materiali e nella logistica di cantiere. In questa stessa logica, le superfici calpestabili sono realizzate con tavolati in legno ingegnerizzato trattato per uso esterno e posati su orditure secondarie intercambiabili, concepite come elementi indipendenti e sostituibili singolarmente, così da garantire manutenzione selettiva senza interferire con l’ossatura portante; mentre il sistema di appoggio a terra è risolto mediante fondazioni puntuali superficiali — plinti prefabbricati e basamenti a gravità distribuita — che riducono al minimo le opere di scavo, preservano la continuità della stratigrafia esistente e assicurano la completa reversibilità dell’intervento.

All’interno di questo equilibrio tra leggerezza costruttiva e controllo tecnico, la stabilità globale è affidata a un sistema integrato di controventi metallici nascosti nella maglia strutturale e a dispositivi di ancoraggio reversibili, calibrati per assorbire le azioni orizzontali senza ricorrere a soluzioni invasive, mantenendo al contempo la coerenza statica dell’insieme e la sua capacità di adattamento alle condizioni del suolo temporaneo. In tale assetto, la forma a spirale non si limita a definire un esito figurativo, ma diventa matrice organizzativa del sistema, semplificando la logistica di montaggio progressivo e garantendo una continuità spaziale costruita per successione modulare autoportante, capace di adattarsi alle irregolarità del terreno senza ricorrere a fondazioni permanenti invasive. Su questa struttura si innesta un involucro volutamente leggero e permeabile, realizzato mediante elementi in rete metallica e pannelli lignei microforati che, oltre a contribuire alla riduzione delle sollecitazioni da vento, migliorano le condizioni microclimatiche dello spazio, favorendo ventilazione naturale e una percezione continua tra interno ed esterno.

Il padiglione centrale a spirale. Vista notturna illuminazione. MIND.
Il padiglione centrale a spirale. Vista notturna illuminazione. Area verde temporanea realizzata a MIND Milano Innovation District. (Euro Project Engineering Consulting srl)

La scelta del legno tecnico e di connessioni meccaniche leggibili consente di mantenere una filiera costruttiva chiara e controllabile: pochi materiali, elementi riconoscibili, montaggio ordinato e manutenzione puntuale. Il sistema si fonda sulla chiarezza del dettaglio costruttivo e sulla verificabilità delle soluzioni adottate, applicando criteri propri della buona costruzione a un intervento temporaneo, smontabile e potenzialmente riutilizzabile.

L’intero sistema, infine, è stato sviluppato secondo criteri di prefabbricazione, con componenti standardizzati, trasportabili e numerati, organizzati in una sequenza di montaggio controllata che ottimizza le fasi di cantiere e ne riduce complessità e tempi esecutivi, consolidando così la natura temporanea e ricollocabile del dispositivo architettonico. In questa prospettiva, la strategia costruttiva non si esaurisce nella sola logica di montabilità e smontabilità, ma definisce un vero e proprio ciclo di vita circolare del manufatto, in cui ogni elemento è progettato per essere riutilizzato, ricollocato o riconfigurato all’interno di differenti dispositivi del sistema MIND, trasformando il padiglione da oggetto puntuale a infrastruttura architettonica mobile, capace di evolvere nel tempo senza perdita di coerenza strutturale, qualità espressiva e identità spaziale.

Verde, microclima e isole sensoriali

Nel progetto il verde non ha solo una funzione ornamentale, ma diventa dispositivo narrativo, ambientale e sociale. Quali criteri agronomici, manutentivi e microclimatici hanno orientato la selezione delle specie vegetali e la costruzione delle diverse “isole sensoriali”?

Euro Project Engineering Consulting srl

Nel progetto il verde non assume un ruolo accessorio, ma diventa una componente strutturale del sistema paesaggistico, e la selezione delle specie è stata guidata da criteri agronomici, manutentivi e microclimatici strettamente intrecciati tra loro. Le condizioni del sito, caratterizzate da suoli di riporto poco drenanti e da fenomeni di ristagno idrico anche in presenza di precipitazioni modeste, hanno orientato verso specie robuste, a bassa esigenza idrica e ad elevata adattabilità, capaci di garantire continuità vegetativa con interventi gestionali ridotti e compatibili con la natura temporanea dell’intervento.

Su questa base, il prato fiorito ottenuto da semine polivalenti a bassa manutenzione costruisce una matrice ecologica flessibile, in cui le fioriture scalari introducono variazioni stagionali controllate, rafforzando la biodiversità e al tempo stesso riducendo la necessità di manutenzione intensiva. In parallelo, le filiere di bambù (Phyllostachys bissetii), collocate in contenitori fuori terra o interrati, svolgono una funzione sia microclimatica sia spaziale, contribuendo alla regolazione del comfort termico attraverso ombreggiamento e schermatura dal vento, e al contempo articolando lo spazio in quinte vegetali e micro-labirinti che modulano la percezione lungo i percorsi.

In questa organizzazione, il verde si struttura in “isole sensoriali” che combinano densità vegetale, permeabilità visiva e condizioni microclimatiche differenziate, integrandosi con le installazioni e con il sistema dei percorsi per costruire una sequenza di ambienti eterogenei ma continui. Ne deriva un dispositivo vegetale che agisce simultaneamente come infrastruttura ecologica e strumento esperienziale, capace di migliorare le condizioni ambientali del sito e, insieme, di costruire un paesaggio relazionale in cui natura, uso sociale e percezione spaziale si sovrappongono in modo coerente e controllato.

Anche per il verde, la reversibilità è stata affrontata come tema tecnico e non solo paesaggistico: contenitori, stratigrafie drenanti, quote e accessibilità agli impianti sono stati definiti in modo da consentire la permanenza temporanea dell’allestimento e, al termine del ciclo d’uso, la rimozione o ricollocazione degli elementi senza lasciare opere incongrue rispetto alle future trasformazioni del distretto. In questo quadro, il contributo tecnico di Isinnova Srl ha riguardato l’integrazione tra componenti vegetali, supporti costruttivi e condizioni reali del sito.

Fonte: Euro Project Engineering Consulting srl

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