Giuseppe Marco Gioia

Ingegnere edile

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Curriculum

Ingegnere edile, appassionato dell’arte del costruire. Mi occupo di edifici quando qualcosa non funziona come dovrebbe: li osservo come organismi vivi, da curare, proteggere e guarire. Ho maturato esperienza nella diagnostica e nel riconoscimento e cura delle patologie edilizie, nella didattica, nel supporto alla pubblica amministrazione e nella gestione dei processi edilizi. Attraverso la diagnosi edilizia e gli articoli tecnici cerco di fare chiarezza nel labirinto di norme e dettagli costruttivi, spiegando in modo semplice temi complessi come patologie edilizie, conformità urbanistica e riqualificazione energetica. Porto in ogni progetto un mix di rigore scientifico e concretezza di cantiere, con un obiettivo preciso: soluzioni che uniscano estetica, efficienza e stabilità strutturale, così che il nostro lavoro possa funzionare talmente bene da non farsi quasi notare.

Archivio

Rigenerazione Urbana

Rigenerazione urbana: perché buoni progetti non bastano a migliorare la città

La rigenerazione urbana non produce automaticamente una città migliore: anche interventi tecnicamente corretti possono generare criticità se progettati senza considerarne gli effetti sul sistema urbano. Il nodo è coordinare opere, mobilità, servizi, spazi pubblici e microclima in una strategia comune.

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Isolamento Acustico

Isolamento acustico delle facciate scolastiche: perché 6 dB fanno la differenza

L'isolamento acustico di facciata nelle scuole richiede almeno 48 dB di D₂m,nT,w secondo il DPCM 5 dicembre 1997. Un caso reale di facciata leggera a secco, corretta sul piano termico, si ferma a circa 42 dB: 6 dB di deficit che degradano il comfort acustico in aula.

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Comfort e Salubrità

Pareti leggere in legno: energeticamente “a norma”, igrotermicamente insostenibili

Le pareti leggere in legno vengono spesso presentate come soluzione ideale, ma la sola verifica di trasmittanza U e Glaser stazionaria può dichiarare conforme una stratigrafia che si comporta come un serbatoio d'acqua. Il caso esaminato, con doppio OSB e doppia fibra di legno, mostra un accumulo di umidità incompatibile con la durabilità dei materiali ligno-cellulosici.

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Ingegneria Strutturale

Pensiline lignee: quando il nodo semi-rigido diventa il punto debole

Il nodo mensola-trave di una pensilina lignea non si comporta quasi mai come un incastro perfetto: è un vincolo a rigidezza finita, destinato a cedere nel tempo per degrado e umidità. Un caso scolastico reale mostra come questo dettaglio, sottovalutato in progetto, diventi il punto critico dell'intero sistema strutturale.

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Rigenerazione Urbana

Comuni di attraversamento: 5 mosse urbanistiche per recuperare qualità della vita

La rigenerazione urbana dei comuni di attraversamento può partire senza nuove volumetrie: ridisegno delle strade, mobilità lenta, recupero dei centri storici, valorizzazione del verde periurbano e revisione del PGT sono le cinque leve proposte per riportare la qualità della vita al centro della pianificazione.

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Ingegneria Strutturale

SLE soddisfatto, SLU a rischio: perché i solai rigidi non bastano a dire 'edificio sicuro'

Le prove di carico sui solai verificano lo Stato Limite di Esercizio (SLE) verticale, non lo Stato Limite Ultimo (SLU) globale. Un caso reale su scuola primaria mostra come solai rigidi con esito positivo possano coesistere con nodi vulnerabili e rigidezza laterale compromessa.

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Facciate Edifici

Quando la facciata “aiuta” la struttura: il rischio di trattare il tamponamento come solo involucro

I tamponamenti possono contribuire alla rigidezza laterale degli edifici a telaio e non sempre sono semplici elementi di involucro. In una scuola primaria, la sostituzione di facciate rigide con facciate leggere e pensiline mostra perché serve una verifica globale ante/post intervento.

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Progettazione

I cortocircuiti del costruito: il rischio di edifici “a norma” senza integrazione tra involucro, strutture e impianti

Partendo dal caso reale di una scuola esistente, introduciamo la rubrica “I cortocircuiti del costruito” per raccontare cosa succede quando le diverse specializzazioni – strutture, involucro, impianti, verifiche amministrative – inseguono obiettivi corretti, ma non si parlano tra loro. La somma di componenti “a norma” può così generare un edificio vulnerabile, in cui gli intenti progettuali non convergono sul comportamento reale dell’opera.

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