BIM come linguaggio del progetto: gestione della complessità, dati e processi nell’architettura contemporanea
Il progetto del Nuovo Ospedale di Cremona di Mario Cucinella Architects rappresenta un caso paradigmatico di architettura ad alta complessità, in cui il BIM assume il ruolo di linguaggio del progetto e infrastruttura di governo dei dati. Un contesto reale che consente di leggere il BIM non come strumento, ma come sistema capace di integrare forma, processi e decisioni lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
Nel contesto della progettazione contemporanea sempre più sofisticata, la visione sul Building Information Modeling, BIM, deve superare quella di una semplice metodologia a supporto della rappresentazione. Il BIM, infatti, è un vero e proprio linguaggio del progetto, capace di strutturare, rendere leggibile e governare la complessità crescente nell’architettura e nell’ingegneria, in particolare nei grandi interventi pubblici e nei sistemi edilizi ad alta intensità funzionale.
Il progetto ha vinto il premio BIM&Digital Award 2025 nella categoria Progettazione e costruzione di edifici.
La complessità del progetto contemporaneo non è solo geometrica. È una complessità organizzativa, informativa, temporale, normativa e culturale. Coinvolge un numero crescente di attori, competenze e responsabilità, distribuite lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. In questo scenario, il BIM diventa efficace solo quando supera la dimensione strumentale e si afferma come infrastruttura di coordinamento, in grado di mettere in relazione persone, processi, dati e decisioni.
Un approccio maturo al BIM richiede quindi di superare sia una visione tecnocentrica, che riduce il metodo al software, sia una visione meramente normativa, che lo appiattisce a un adempimento procedurale. Il valore emerge invece dall’equilibrio tra quattro aspetti fondamentali: strumenti, norme, processi e persone. Gli strumenti consentono la produzione e la gestione dei dati; le norme definiscono il quadro di riferimento; i processi traducono gli obiettivi in flussi operativi; le persone, infine, rendono il sistema vivo, assumendosi la responsabilità delle scelte e della qualità informativa.
In questo quadro, il BIM non assume una forma unica e standardizzata, ma si declina in modo differente a seconda del contesto progettuale. Progetti pubblici e privati, edifici direzionali, residenziali o sanitari, interventi di scala urbana o architetture puntuali presentano esigenze informative profondamente diverse. Ne consegue che il BIM non può essere applicato in modo uniforme, ma deve essere costruito come sistema su misura, coerente con gli obiettivi del progetto, con il livello di maturità della committenza e con le capacità del team.
La pluralità degli approcci emerge con chiarezza osservando progetti di diversa natura e scala: le torri o il padiglione della Montagnola. In interventi caratterizzati da elevata complessità geometrica, il BIM assume un ruolo centrale nel controllo della forma e della sua traducibilità costruttiva. L’integrazione tra modellazione parametrica e ambienti BIM consente di mantenere continuità tra concept architettonico, sviluppo tecnico e ingegnerizzazione, evitando la frammentazione tra fase ideativa e fase esecutiva. In altri contesti, il BIM si configura invece come strumento di verifica e simulazione. Analisi ambientali, valutazioni di illuminazione naturale, ombreggiamento, comfort e prestazioni diventano parte integrante del processo progettuale quando sono direttamente collegate a un modello informativo coerente. Il progetto evolve attraverso un ciclo continuo di simulazioni, confronti e ottimizzazioni, basato su metriche condivise e verificabili.
Questa duplice natura del BIM — come strumento di controllo geometrico e come piattaforma prestazionale — trova una sintesi particolarmente significativa nell’architettura sanitaria, che rappresenta uno dei campi più complessi e sfidanti per la progettazione contemporanea. L’ospedale è un sistema ad alta intensità funzionale, in cui spazio, flussi, tecnologia, sicurezza, benessere e sostenibilità devono convivere in modo integrato. La qualità architettonica non può essere disgiunta dall’efficienza organizzativa, e ogni scelta progettuale ha ricadute dirette sulla funzionalità, sui costi e sulla gestione nel tempo.
Architettura sanitaria nel verde: il Nuovo Ospedale semicircolare di Cremona a firma di Mario Cucinella Architects
Il Nuovo Ospedale di Cremona rappresenta una vera e propria infrastruttura per la città ospitando non solo servizi di diagnosi e cura, ma anche spazi di interazione sociale, per lo svago, per accrescere il valore del benessere e della cura della persona. L'infrastruttura si sviluppa, inoltre, in continuità con il paesaggio del Parco della Salute, seguendo un andamento semicircolare che garantisce la permeabilità sia fisica sia visuale tra i due elementi.

In questo contesto, il progetto del Nuovo Ospedale di Cremona si configura come un paradigma avanzato di applicazione consapevole del BIM. L’intervento si fonda su una visione olistica della salute, in cui l’edificio sanitario non è concepito come infrastruttura isolata, ma come parte di un sistema urbano e paesaggistico più ampio.
L’integrazione con il territorio, il rapporto con il paesaggio e la presenza di un “Parco della Salute” contribuiscono a dissolvere i confini tradizionali tra interno ed esterno, ridefinendo il ruolo dell’ospedale come spazio civico e ambientale.
Dal punto di vista architettonico, questa impostazione genera un impianto articolato, caratterizzato da una geometria complessa che risponde a esigenze funzionali, ambientali e simboliche. La complessità formale non è un obiettivo in sé, ma il risultato di una strategia progettuale che integra flussi sanitari, orientamento, qualità spaziale e prestazioni ambientali. Governare questa complessità richiede un metodo capace di rendere esplicite le relazioni tra forma, funzione e dati, evitando che l’innovazione architettonica si traduca in fragilità operativa.

Un elemento centrale del processo è rappresentato dalla multidisciplinarietà. Progetti di questa natura coinvolgono una pluralità di attori: progettisti architettonici, strutturali e impiantistici, consulenti specialistici, validatori, committenza pubblica e soggetti deputati alla gestione futura dell’opera. Ognuno di questi attori porta con sé una specifica visione del progetto e una particolare esigenza strumentale e informativa. Il BIM consente di rendere queste visioni leggibili e confrontabili, creando un terreno comune di dialogo fondato su dati strutturati e verificabili.
In questo scenario, il Piano di Gestione Informativa (PGI) assume un ruolo strategico, rappresentando uno strumento di convergenza metodologica, capace di tradurre le esigenze della committenza e del team in obiettivi e usi informativi chiari. Attraverso la definizione di ruoli, responsabilità, flussi, formati dati e procedure di verifica, il PGI costruisce un patto operativo che rende il processo BIM misurabile e controllabile.
Particolarmente rilevante, sorgente di tutto, è il ruolo di una committenza consapevole, in grado di assumere una posizione attiva nella gestione informativa. Quando la stazione appaltante è supportata da competenze adeguate, il BIM smette di essere una richiesta astratta e diventa uno strumento di governo del progetto. La contrattualistica informativa, in questo senso, non è un vincolo aggiuntivo, ma un dispositivo che riduce ambiguità, migliora la qualità delle consegne e rende più efficace il processo di validazione.
Dal punto di vista operativo, il BIM trova applicazione concreta attraverso diversi usi del modello basati sui dati. La gestione geometrica avanzata consente di mantenere coerenza tra ambienti di modellazione differenti, favorendo l’integrazione tra strumenti di progettazione parametrica e piattaforme BIM. Questo approccio evita la separazione tra fase concettuale e fase informativa, garantendo continuità e tracciabilità delle scelte.
Le verifiche prestazionali, per esempio quelle legate alla luce naturale e ai rapporti aero-illuminanti, diventano automatizzazioni implicite nel progetto quando sono direttamente collegate al modello informativo. Allo stesso modo, la gestione delle superfici e degli spazi come oggetti informativi consente di supportare decisioni su finiture, prestazioni, costi e manutenzione, rafforzando il legame tra qualità architettonica e sostenibilità economica.

Un tema cruciale è quello della qualità dell’informazione. Nei progetti complessi, la coerenza geometrica non è sufficiente a garantire affidabilità. È necessario definire criteri chiari di classificazione, codifica e compilazione dei dati, in modo che le informazioni siano confrontabili, verificabili e riutilizzabili.
In questo senso, l’adozione di una struttura di classificazione basata su WBS spaziali e tecnologiche consente di associare in modo univoco gli elementi del modello alle loro funzioni e ai sistemi di appartenenza, rendendo tracciabili le quantità e supportando il controllo dei costi.
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