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BIM e Intelligenza Artificiale: dai dati alla conoscenza per trasformare i processi delle costruzioni

L’Intelligenza Artificiale può ampliare le potenzialità del BIM, facilitando l’analisi dei dati e supportando le decisioni lungo il ciclo di vita delle opere. Il presidente ASSOBIM Adriano Castagnone spiega opportunità, applicazioni concrete e condizioni necessarie per un utilizzo affidabile dell’AI nelle costruzioni.

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L’integrazione tra BIM e Intelligenza Artificiale apre una nuova fase della digitalizzazione del settore delle costruzioni, nella quale il valore non risiede soltanto nella disponibilità dei dati, ma nella capacità di interpretarli e trasformarli in conoscenza. L’AI può già supportare ricerca documentale, analisi, verifica delle informazioni e attività integrate nei software specialistici, senza sostituire il ruolo del professionista. Nell’intervista, il presidente di ASSOBIM Adriano Castagnone approfondisce il concetto di “BIM Intelligente”, soffermandosi su interoperabilità, qualità dei dati, competenze e cultura digitale. Temi che saranno al centro del convegno in programma al SAIE Bologna l’8 ottobre 2026.


Dal BIM tradizionale al “BIM Intelligente”: il ruolo dell’AI

Presidente Castagnone, avete scelto per il convegno un titolo molto preciso: "BIM Intelligente". Che cosa significa concretamente? In che modo l'Intelligenza Artificiale può cambiare il BIM che conosciamo oggi?

Adriano Castagnone:

Per “BIM Intelligente” intendiamo un’evoluzione del BIM che parte da un patrimonio informativo già strutturato e ne amplia le possibilità di utilizzo attraverso l’AI. Il BIM ci ha insegnato a organizzare dati, oggetti e relazioni; l’Intelligenza Artificiale può aiutarci a interrogare queste informazioni, metterle in relazione e supportare le decisioni. Non sostituisce il BIM, ma può valorizzarlo, favorendo il passaggio dai dati alla conoscenza.

Dai dati alla conoscenza: le applicazioni dell’AI già disponibili

Il BIM ha consentito al settore delle costruzioni di strutturare e condividere una quantità crescente di dati. Con l'AI possiamo compiere un passaggio ulteriore, dai dati alla conoscenza? E quali applicazioni sono già realisticamente utilizzabili?

Adriano Castagnone:

Avere molti dati non significa automaticamente avere conoscenza. L’AI può aiutarci a interpretarli e renderli più facilmente accessibili, anche attraverso il linguaggio naturale. Esistono già applicazioni concrete per ricerca e analisi documentale, sintesi, traduzioni, verifica di testi tecnici, organizzazione delle informazioni e assistenza integrata nei software specialistici. L’AI va però considerata come un supporto al professionista, che mantiene il compito di verificare i risultati.

Convegno al SAIE – BIM Intelligente: come l’AI sta trasformando il settore delle costruzioni
L’Intelligenza Artificiale sta aprendo una nuova fase nel percorso di digitalizzazione del settore delle costruzioni, ampliando le potenzialità del BIM e trasformando progressivamente il modo in cui dati e informazioni vengono utilizzati lungo l’intero ciclo di vita delle opere. Ma quali sono oggi le reali opportunità offerte dall’AI e, soprattutto, quali esigenze e aspettative emergono dai diversi attori della filiera?
Il convegno propone un confronto tra committenza, progettazione, imprese e gestione del patrimonio per comprendere come il BIM possa evolvere verso un approccio sempre più intelligente, integrato e orientato alla conoscenza.

ASSOBIM organizza il convegno “BIM Intelligente: come l’AI sta trasformando il settore delle costruzioni” al SAIE di Bologna per il giorno giovedì 8 ottobre dalle 11:00 alle 13:00. L’evento si terrà presso l’Arena SAIE Lab AI, BIM e Digital – Pad. 26 – A27.

L’innovazione digitale come processo di filiera, non solo tecnologico

Il programma mette a confronto committenza, progettazione, imprese e gestione del patrimonio. Perché avete scelto di osservare l'impatto dell'AI attraverso le esigenze dei diversi protagonisti della filiera, anziché concentrarvi esclusivamente sulle tecnologie?

Adriano Castagnone:

Perché la trasformazione digitale non è mai soltanto tecnologica, è un processo sulturale. Che va affrontato di filiera, appunto: l’unione fa la forza. Lo abbiamo già visto con il BIM: gli strumenti non bastano se non evolvono anche processi, competenze e organizzazione. Stazioni appaltanti, progettisti, imprese e gestori del patrimonio hanno esigenze differenti. Vogliamo quindi partire dai problemi concreti della filiera e capire dove l’AI può realmente generare valore, anziché limitarci a descriverne le potenzialità.

Adriano Castagnone - Presidente ASSOBIM (Crediti: ASSOBIM)

BIM, AI, Digital Twin e IoT lungo il ciclo di vita dell’opera

L'AI può accompagnare l'informazione lungo l'intero ciclo di vita dell'opera, dalla progettazione alla costruzione fino alla gestione. Quanto siamo realmente vicini a questo scenario e quali sono oggi gli ostacoli principali: qualità dei dati, interoperabilità, competenze, organizzazione o cultura digitale?

Adriano Castagnone:

La prospettiva è quella di accompagnare l’informazione lungo l’intero ciclo di vita dell’opera, facendo dialogare progressivamente BIM, AI, Digital Twin e IoT. Ma la tecnologia da sola non basta. Servono dati strutturati, affidabili e interoperabili, insieme a competenze e processi organizzativi adeguati. La sfida è quindi soprattutto integrare queste tecnologie nei processi, evitando che rimangano strumenti isolati.

Come riconoscere un’AI realmente utile per il professionista

C'è molta attenzione sull'Intelligenza Artificiale, ma anche il rischio che il termine "AI" venga utilizzato in modo generico. Dal punto di vista di ASSOBIM, come possiamo distinguere l'innovazione concreta dalle promesse? E quali segnali dovrebbe osservare un professionista per capire se uno strumento AI può davvero migliorare il proprio lavoro?

Adriano Castagnone:

Uno strumento AI va valutato per la capacità di rispondere a esigenze concrete: riduce i tempi? Facilita l’accesso alle informazioni? Aiuta a organizzare o verificare dati e documenti? È altrettanto importante conoscere l’affidabilità delle fonti e poter controllare le risposte. I modelli linguistici possono produrre informazioni plausibili ma errate: per questo competenza e pensiero critico del professionista restano centrali.

SAIE Bologna: un confronto concreto sull’AI nelle costruzioni

Il convegno si terrà al SAIE Bologna giovedì 8 ottobre, dalle 11 alle 13, e riunirà rappresentanti del mondo accademico, delle stazioni appaltanti, della progettazione, delle imprese e della gestione immobiliare. Perché un professionista dovrebbe partecipare? Quale messaggio o quali strumenti vorreste che portasse con sé al termine delle due ore di confronto?

Adriano Castagnone:

Abbiamo voluto riunire punti di vista diversi per offrire una lettura concreta dell’AI nelle costruzioni: università, stazioni appaltanti, progettazione, imprese e gestione del patrimonio. Parleremo del passaggio dai dati alla conoscenza, del ruolo dell’AI lungo il ciclo di vita dell’opera e soprattutto delle esigenze e delle aspettative che emergono oggi dai diversi protagonisti della filiera.

Vorremmo che chi parteciperà uscisse dal convegno con più strumenti per distinguere ciò che è già concretamente utilizzabile da ciò che è ancora prospettiva, ma anche con alcune domande nuove sul proprio modo di lavorare. L’AI non è qualcosa che riguarda un futuro lontano: sta già entrando nelle attività professionali. Il punto è capire come utilizzarla in maniera consapevole, affidabile e realmente utile.

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