HARPACEAS SRL
Data Pubblicazione:

BIM impiantistico elettrico nei data center: dal requisito normativo di progetto alla gestione operativa dell’infrastruttura

Nei data center moderni l’impianto elettrico è un’infrastruttura critica. Il BIM per impianti elettrici (BIM MEP) consente di progettare sistemi affidabili, verificabili e scalabili, traducendo requisiti normativi e prestazionali in modelli informativi utili anche per manutenzione e gestione, a supporto della continuità operativa. Approfondisci nell'articolo.

BIM MEP elettrico nei data center: da modello grafico a sistema informativo

I data center sono oggi infrastrutture essenziali strategiche per il funzionamento dell’economia digitale, supportando servizi cloud, piattaforme di intelligenza artificiale, telecomunicazioni, finanza, sanità e pubblica amministrazione.

La loro progettazione, realizzazione e gestione richiede livelli di affidabilità, continuità di servizio, sicurezza e scalabilità estremamente elevati; in questo contesto l’impiantistica elettrica rappresenta uno degli elementi più critici, poiché garantisce l’alimentazione continua e controllata di sistemi IT ad alta densità energetica che devono funzionare senza interruzioni, essere manutenibile in esercizio e adattarsi a futuri scenari di crescita della struttura stessa.

Le tecnologie BIM applicate agli impianti elettrici non sono quindi solo uno strumento di rappresentazione grafica, ma diventano un vero e proprio metodo di lavoro a supporto delle decisioni di progettazione, costruzione e gestione del data center stesso; integrano dati tecnici, prestazionali e gestionali diventando una parte fondamentale del digital twin che funge da strumento per affrontare la complessità progettuale, coordinare discipline differenti, ridurre i rischi in fase di costruzione e migliorare la gestione operativa dell’infrastruttura lungo tutto il suo ciclo di vita.

Un approccio BIM consente di trasformare requisiti normativi e prestazionali (come quelli definiti dalla EN 50600, dal Tier Standard dell’Uptime Institute e dalla ISO 19650) in scelte progettuali verificabili, soluzioni costruttive coordinabili e informazioni strutturate utili anche nella fase operativa, focalizzandosi sul suo valore nel lungo periodo.

 

Modello di Data Center. (Courtesy: Harpaceas)

 

Il quadro normativo di riferimento per la progettazione di un data center

Il quadro normativo della progettazione degli impianti elettrici nei data center è particolarmente articolato, poiché queste infrastrutture combinano requisiti tipici degli edifici industriali con esigenze di continuità del servizio, affidabilità e sicurezza proprie delle infrastrutture critiche.

 

Norme CEI e sicurezza degli impianti elettrici

A livello generale, il riferimento di base per la progettazione degli impianti elettrici in Italia è rappresentato dal quadro normativo CEI, in particolare dalla norma CEI 64-8, che disciplina gli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione e definisce criteri di sicurezza, protezione e continuità dell’alimentazione, mentre per quanto riguarda gli impianti in media tensione, trovano applicazione le norme CEI 0-16 e CEI 0-21, che regolano rispettivamente la connessione degli utenti attivi e passivi alle reti di distribuzione in media e bassa tensione.

 

EN 50600, TIA-942 e classificazione dei data center

Nel contesto specifico dei data center assumono un ruolo rilevante anche le norme tecniche internazionali e di settore come la normativa EN 50600, dedicata alle infrastrutture dei data center, fornisce indicazioni strutturate su progettazione, realizzazione e gestione, includendo requisiti specifici per l’alimentazione elettrica, i livelli di ridondanza, la disponibilità del servizio e l’efficienza energetica. A livello internazionale, lo standard ANSI/TIA-942 rappresenta un ulteriore riferimento per la classificazione dei data center in base ai livelli di affidabilità, influenzando direttamente le scelte progettuali relative a schemi di alimentazione, ridondanza e separazione dei percorsi elettrici.

 

Prevenzione incendi e sicurezza sul lavoro

Dal punto di vista della sicurezza, la progettazione degli impianti elettrici deve inoltre tenere conto delle normative antincendio, in particolare del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.), che impone requisiti specifici in termini di compartimentazione, resistenza al fuoco, continuità dei servizi di sicurezza e gestione dell’emergenza. A questi si affiancano le prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro, definite dal D.Lgs. 81/2008, che incidono sulla progettazione degli spazi tecnici, sull’accessibilità ai quadri elettrici e sulle condizioni di manutenzione in sicurezza.

 

Come il BIM supporta i requisiti normativi nella progettazione dei data center

In un quadro normativo così complesso, l’utilizzo del BIM nella progettazione degli impianti elettrici dei data center consente di gestire in modo coerente e integrato i diversi requisiti normativi, supportando la verifica della conformità, la tracciabilità delle scelte progettuali e la coordinazione tra le diverse discipline coinvolte.

 

Dal requisito normativo al modello informativo verificabile

Il modello informativo diventa così uno strumento di supporto non solo alla progettazione tecnica, ma anche alla gestione documentale e alla dimostrazione del rispetto degli standard richiesti.

La progettazione BIM degli impianti elettrici nei data center si colloca quindi all’interno di un quadro normativo e di standard tecnici ben definito, che influenza in modo diretto le scelte progettuali dove livelli di affidabilità richiesti e modalità di gestione delle informazioni, in particolare, risultano centrali.

Nel dettaglio:

  • EN 50600 - Data centre facilities and infrastructures: standard europeo che definisce requisiti funzionali e prestazionali per infrastrutture fisiche, inclusi gli impianti elettrici;
  • ANSI/TIA-942: è una norma formale con un processo di certificazione che può essere rilasciato da enti terzi, offrendo una garanzia normativa e tecnica.
  • Uptime Institute - Tier Standard: riferimento internazionale per la classificazione dei data center in base ai livelli di affidabilità e resilienza;
  • ISO 19650: norma internazionale per la gestione informativa dei processi BIM lungo il ciclo di vita dell’opera.

Una puntualizzazione riguardo a queste normative implica che la TIA-942 è una norma formale con un processo di certificazione che può essere rilasciato da enti terzi, offrendo una garanzia normativa e tecnica, mentre i "Tier" sono spesso usati in modo più generico per riferirsi ai livelli di affidabilità dei data center, inclusi quelli definiti dalla TIA-942. Entrambi sono fondamentali per dimostrare l'affidabilità di un data center, con la TIA-942 che è anche uno standard di riferimento per la Pubblica Amministrazione italiana (AgID).

Queste normative pongono il BIM impiantistico elettrico come punto di convergenza operativo tra i vari standard, consentendo di tradurre requisiti normativi e prestazionali in modelli informativi verificabili e gestibili.

 

Impianti elettrici nei Data Center: caratteristiche e criticità gestite in ambiente BIM

 

Continuità operativa, ridondanza e resilienza elettrica

Un data center è progettato per garantire la continuità operativa 24/7, la norma EN 50600-2-2 e il Tier Standard dell’Uptime Institute definiscono in modo chiaro i requisiti di disponibilità dell’alimentazione elettrica, introducendo concetti fondamentali come separazione fisica dei percorsi e manutenibilità che unitamente agli standard internazionali (come la classificazione Tier I–IV) definiscono i requisiti stringenti in termini di ridondanza e resilienza degli impianti elettrici, comportando la presenza di più linee di alimentazione indipendenti, sistemi UPS ridondati, gruppi elettrogeni di emergenza, quadri elettrici con configurazioni N+1, 2N o 2(N+1).

 

(Courtesy: Harpaceas)

 

Densità di potenza, distribuzione e gestione degli spazi

La progettazione elettrica deve quindi gestire una complessità elevata, che rende il BIM uno strumento essenziale per garantire coerenza e controllo considerando che i moderni data center presentano densità di potenza sempre più elevate, con rack che possono superare i 20–30 kW, con una progettazione accurata delle dorsali elettriche, dei sistemi di distribuzione a bassa tensione e dei percorsi dei cavi.

 

Scalabilità e crescita controllata dell’infrastruttura

Di primaria importanza è anche la gestione della scalabilità, un requisito fondamentale in quanto il data center deve poter crescere nel tempo senza interrompere il servizio; in questo contesto la tecnologia BIM tramite software specifici di impiantistica, consente di simulare scenari di crescita, verificare capacità residue e pianificare espansioni in modo controllato e documentato.

Gli impianti elettrici dei data center devono inoltre rispettare normative nazionali e internazionali in materia di sicurezza elettrica, prevenzione incendi, efficienza energetica e continuità del servizio. Tra i riferimenti più comuni si trovano:

  • Norme IEC e CEI
  • Standard EN 50600
  • Linee guida Uptime Institute
  • Normative locali per la sicurezza sul lavoro e la prevenzione incendi

Tramite l’ausilio di tecnologie BIM e software dedicati, è possibile integrare tali requisiti direttamente nel modello informativo, riducendo il rischio di non conformità.

 

Cablaggio Data Center. (Courtesy: Harpaceas)

 

Livelli di dettaglio progettuale e informativo del modello BIM impiantistico elettrico

Per il passaggio dal disegno CAD tradizionale al BIM rappresenta un cambiamento di paradigma, nel BIM impiantistico elettrico, gli elementi non sono semplici simboli grafici, ma oggetti intelligenti, ogni componente (quadri, cavi, canalizzazioni, UPS) è associato a dati tecnici, le relazioni tra gli elementi sono esplicite e verificabili.

 

ISO 19650: EIR, AIR, PIM e AIM applicati agli impianti elettrici

Questo approccio è particolarmente adatto ai data center, dove la quantità di informazioni da gestire è elevata e in continua evoluzione ed è fondamentale definire correttamente i LOD (Level of Development) e i LOI (Level of Information) degli impianti elettrici, in coerenza con la ISO 19650, che distingue tra requisiti informativi (EIR), informazioni richieste (AIR) e informazioni consegnate (PIM e AIM).

 

Glossario di riferimento alla ISO 19650
Riassumendo i concetti chiave sopra citati possiamo asserire che:
ISO 19650: è costituita da un insieme di norme internazionali per la gestione delle informazioni durante l'intero ciclo di vita di un bene costruito (progettazione, costruzione, gestione), basato sui principi BIM.
EIR (Exchange Information Requirements - Requisiti Informativi di Scambio): Documento che definisce i requisiti informativi specifici richiesti dal committente (Appointing Party) per un dato progetto, guidando la produzione delle informazioni.
AIR (Asset Information Requirements - Requisiti Informativi dell'Asset): Requisiti definiti per la fase di gestione e funzionamento dell'asset, che influenzano anche i requisiti EIR nella fase di progetto.
PIM (Project Information Model): Il modello digitale federato che raccoglie tutte le informazioni necessarie per la progettazione, costruzione e messa in opera dell'immobile, come dati geometrici, quantitativi e specifiche.
AIM (Asset Information Model): Il modello digitale contenente le informazioni necessarie per la gestione, manutenzione e funzionamento dell'immobile una volta costruito (es. manutenzioni, attrezzature).
PIR (Project Information Requirements - Requisiti Informativi di Progetto): Requisiti informativi a livello organizzativo, che definiscono il fabbisogno informativo per le attività di una specifica azienda, utili per la gestione delle commesse.

 

La normativa ISO 19650 organizza quindi questi concetti in una scala gerarchica in cui:

  1. Il committente definisce i propri requisiti a livello organizzativo (PIR) e poi i requisiti specifici per il progetto (EIR) e l'asset (AIR).
  2. L'EIR guida la creazione del PIM (il modello per la progettazione/costruzione).
  3. Il PIM evolve in AIM (il modello per la gestione/manutenzione).

La norma crea così un framework standardizzato per gestire i flussi informativi (EIR, AIR) tra le varie fasi (PIM, AIM) e attori, migliorando la collaborazione e la qualità dei dati.

La corretta definizione di LOD e LOI consente di garantire che il modello contenga le informazioni necessarie, nel momento giusto e per lo scopo corretto in funzione delle fasi del progetto:

  • Fase di fattibilità: schemi funzionali e carichi di massima
  • Progettazione definitiva: layout, percorsi principali, quadri
  • Progettazione esecutiva: dettaglio dei componenti, cablaggi, staffaggi
  • As-built: informazioni aggiornate per la gestione e manutenzione

Una corretta pianificazione dei livelli di dettaglio evita sovra-modellazioni inutili e garantisce l’efficienza del processo.

 

Il ruolo del CDE nella governance informativa del progetto

Di notevole importanza è anche l’impiego di un Common Data Environment (CDE), come definito dalla ISO 19650, ovvero un ambiente digitale strutturato per la gestione, condivisione e validazione delle informazioni lungo l’intero ciclo di vita dell’opera; ovvero un ambiente condiviso per la gestione dei modelli e dei dati. Il CDE consente la tracciabilità delle revisioni, il coordinamento tra discipline, il controllo degli accessi e la condivisione strutturata delle informazioni ponendosi come elemento chiave per la governance del progetto.

 

Modellazione BIM degli impianti elettrici nei data center

All’interno del modello BIM vengono rappresentate tutte le sorgenti di alimentazione che garantiscono la continuità energetica del data center, in particolare, sono inclusi i collegamenti alla rete pubblica, le cabine di trasformazione MT/BT, i gruppi elettrogeni, nonché i sistemi di continuità UPS con le relative batterie.

Ciascun elemento è caratterizzato da parametri informativi fondamentali, come la potenza nominale, il rendimento, l’autonomia in caso di blackout e i livelli di ridondanza previsti, questa strutturazione consente di valutare in modo chiaro le strategie di affidabilità energetica e di simulare diversi scenari di esercizio.

La modellazione della distribuzione elettrica riguarda l’intero sistema di trasporto dell’energia all’interno del data center, compresi i quadri elettrici principali e secondari, le PDU (Power Distribution Unit), le busbar, le canalizzazioni e le linee di alimentazione che raggiungono i rack IT.

Grazie al BIM è possibile verificare in modo puntuale le interferenze con altri impianti, il rispetto dei raggi di curvatura dei cavi e la disponibilità degli spazi necessari per le attività di manutenzione, aspetti che risultano particolarmente critici nei data center ad alta densità, dove la gestione degli spazi e l’accessibilità agli impianti incidono direttamente sulla sicurezza e sull’operatività. (Figura 3)

L’analisi dei carichi elettrici rappresenta un altro ambito in cui il BIM esprime al meglio il proprio valore aggiunto nei data center, associando ai componenti elettrici del modello dati relativi ai carichi e ai consumi, è possibile eseguire bilanci di potenza accurati, verificare in modo sistematico le ridondanze previste e analizzare diversi scenari di guasto, consentendo di simulare il comportamento dell’infrastruttura in condizioni operative e di emergenza, supportando scelte progettuali più consapevoli e robuste, in grado di garantire continuità di servizio e affidabilità nel tempo.

Parallelamente, il tema dell’efficienza energetica assume un ruolo sempre più centrale nella progettazione e gestione dei data center, anche alla luce degli obiettivi di sostenibilità in cui il BIM impiantistico elettrico contribuisce in modo significativo a questo processo, permettendo di valutare le perdite lungo la distribuzione, di supportare strategie orientate alla riduzione del PUE (Power Usage Effectiveness) e di integrare in modo strutturato fonti rinnovabili e sistemi di accumulo.

In questo contesto, il modello informativo non si limita a rappresentare l’impianto, ma diventa uno strumento decisionale a supporto delle strategie ESG, facilitando il monitoraggio delle prestazioni energetiche e l’evoluzione sostenibile dell’infrastruttura nel tempo.

 

Installazione impianto elettrico in un Data Center. (Courtesy: Harpaceas)

 

Integrazione con i sistemi IT

Nei data center, il coordinamento tra impianti elettrici e infrastruttura IT è un fattore chiave, il modello BIM può includere i rack IT con i carichi elettrici associati, la distribuzione delle prese e la relazione tra i carichi informatici e le linee di alimentazione che li servono.

Questa integrazione permette una gestione più consapevole e dinamica dei carichi, supportando attività di capacity planning, analisi delle ridondanze e valutazioni sull’evoluzione futura dell’infrastruttura portando la progettazione BIM a divenire uno strumento strategico non solo per la progettazione, ma anche per il controllo e l’ottimizzazione delle prestazioni energetiche del data center nel tempo.

Nel contesto dei data center, il BIM impiantistico elettrico non opera mai come disciplina autonoma, ma si inserisce all’interno di un ecosistema progettuale fortemente integrato, il modello elettrico dialoga costantemente con le strutture, con l’architettura e con gli impianti meccanici dedicati al raffreddamento, oltre che con i sistemi antincendio e di sicurezza.

Considerando l’elevata congestione degli spazi tecnici tipica di queste infrastrutture, il coordinamento interdisciplinare assume un ruolo cruciale per garantire la fattibilità delle soluzioni progettuali e l’efficienza complessiva del sistema. In questo scenario, il BIM consente di centralizzare le informazioni, facilitare il confronto tra le diverse discipline e prevenire criticità che, se intercettate solo in fase di cantiere, comporterebbero impatti significativi su tempi e costi; un aspetto particolarmente rilevante è rappresentato dalla clash detection avanzata, che permette di individuare e analizzare le interferenze tra i diversi componenti impiantistici e strutturali già nelle fasi preliminari del progetto.

Per gli impianti elettrici, ciò si traduce in una sensibile riduzione delle rilavorazioni, nella prevenzione di ritardi esecutivi e in un miglioramento delle condizioni di sicurezza durante l’installazione. Il BIM consente inoltre di classificare le interferenze in base al loro livello di criticità e di gestirle in modo strutturato e tracciabile, trasformando la risoluzione dei clash in un processo governato e verificabile, a supporto della qualità progettuale e costruttiva del data center.

 

PUE e impatti energetici dei sistemi di raffreddamento

Il PUE (Power Usage Effectiveness) è un indicatore strategico per valutare l’efficienza energetica di un data center e riveste un ruolo centrale sia nella fase di progettazione sia nella gestione operativa delle infrastrutture digitali; dal punto di vista operativo, consente di analizzare in modo oggettivo i consumi energetici non direttamente legati all’IT (server, storage, networking), come quelli associati ai sistemi di raffreddamento e alle infrastrutture di supporto, aiutando a individuare inefficienze e margini di miglioramento.

Un valore PUE più basso indica maggiore efficienza, con 1.0 che sarebbe l'ideale (tutta l'energia va all'IT), e i data center moderni puntano a valori inferiori a 1.4, mentre la media globale si aggira intorno a 1.6-1.8, includendo costi per raffreddamento, illuminazione e altri sistemi di supporto.

Un valore di PUE contenuto si traduce inoltre in benefici concreti in termini di sostenibilità, ridurre i consumi energetici significa abbassare i costi operativi e limitare l’impatto ambientale del data center, un aspetto sempre più rilevante nel contesto delle politiche ESG e della responsabilità sociale d’impresa. L’efficienza energetica diventa così non solo una scelta tecnica, ma anche una leva strategica per la competitività e la reputazione aziendale.

In ambito progettuale, il PUE rappresenta un riferimento misurabile e condiviso: definisce un obiettivo chiaro per la realizzazione di nuovi data center e costituisce un benchmark utile per monitorare nel tempo l’efficacia delle strategie di ottimizzazione e di ammodernamento delle infrastrutture esistenti.

Il valore del PUE è influenzato da diversi fattori. Il clima locale, ad esempio, incide in modo significativo sui fabbisogni di raffreddamento: contesti climatici più freddi permettono di ridurre i consumi energetici, come dimostrano alcuni data center collocati strategicamente in aree a basse temperature.

Anche le tecnologie di raffreddamento adottate giocano un ruolo chiave: soluzioni avanzate ed efficienti, come il free cooling, contribuiscono a migliorare sensibilmente le prestazioni energetiche complessive; infine, la densità dei carichi IT influisce sul risultato finale dove infrastrutture ad alta densità possono favorire un PUE più basso, a condizione che siano supportate da sistemi di raffreddamento adeguati e progettati in modo coerente.

I sistemi di cooling sono direttamente responsabili del controllo delle condizioni termo-igrometriche degli ambienti che ospitano le apparecchiature ed i carichi elettrici associati agli impianti di raffreddamento comprendono chiller, unità CRAH e CRAC, pompe, ventilatori, torri evaporative e sistemi di controllo, tutti caratterizzati da assorbimenti elevati e spesso variabili in funzione delle condizioni operative.

Per questo motivo, la progettazione dell’alimentazione elettrica deve prevedere adeguati livelli di ridondanza, generalmente secondo schemi N+1 o 2N, e una chiara separazione delle linee di alimentazione, in modo da garantire il funzionamento dei sistemi di raffreddamento anche in caso di guasto o manutenzione di una parte dell’impianto. Particolare attenzione è dedicata all’integrazione con i sistemi di continuità e con i gruppi elettrogeni, poiché la perdita di alimentazione ai sistemi di cooling, anche per tempi limitati, può avere impatti immediati sulle apparecchiature IT.

L’alimentazione elettrica degli impianti di raffreddamento è inoltre strettamente connessa alle strategie di efficienza energetica del data center: l’adozione di inverter, sistemi di regolazione della velocità, soluzioni di free cooling e logiche di controllo avanzate consente di modulare i consumi in base al carico reale, riducendo l’assorbimento complessivo e contribuendo al miglioramento del PUE.

In questo contesto, un approccio BIM consente di modellare in modo integrato i carichi elettrici dei sistemi di raffreddamento, di analizzarne l’impatto sulla distribuzione elettrica e di supportare scelte progettuali orientate all’affidabilità, alla sostenibilità e all’ottimizzazione delle prestazioni del data center.

 

Il digital twin nel modello BIM impiantistico elettrico

Il passaggio al digital twin del data center rappresenta quindi un’evoluzione naturale del modello informativo, che da strumento di progettazione diventa un asset operativo a supporto dell’intero ciclo di vita dell’infrastruttura, il modello BIM as-built degli impianti elettrici costituisce infatti una base digitale affidabile per la gestione quotidiana del data center, consentendo di pianificare in modo strutturato le attività di manutenzione programmata, di supportare la gestione dei guasti e di mantenere aggiornate nel tempo le configurazioni dell’impianto in funzione delle modifiche e degli ampliamenti.

I sistemi di monitoraggio in tempo reale, come il BMS (Building Management System) e il DCIM (Data Center Infrastructure Management), svolgono un ruolo centrale nel controllo e nell’ottimizzazione delle prestazioni dell’infrastruttura; il BMS è principalmente orientato alla gestione degli impianti dell’edificio, inclusi i sistemi elettrici, di raffreddamento, antincendio e sicurezza, consentendo il monitoraggio continuo dei parametri ambientali ed energetici e l’attivazione di logiche di controllo automatico, mentre Il DCIM è specificamente progettato per il contesto dei data center e si concentra sull’integrazione tra infrastruttura fisica e sistemi IT, fornendo una visione unificata di carichi elettrici, consumi energetici, occupazione dei rack, capacità residua e stato operativo delle apparecchiature. L’utilizzo congiunto di BMS e DCIM permette di correlare dati ambientali, elettrici e informatici, migliorando la capacità di individuare anomalie, prevenire guasti e supportare decisioni operative informate.

In un’ottica evoluta, l’integrazione di questi sistemi con modelli BIM consente di associare i dati di monitoraggio in tempo reale agli oggetti digitali del data center, ponendo le basi per la realizzazione di un digital twin capace di supportare analisi predittive, ottimizzazione dei consumi e una gestione più resiliente ed efficiente dell’infrastruttura nel suo complesso.

 

Perché la progettazione BIM degli impianti elettrici è strategica nei Data Center

La progettazione di impianti elettrici tramite software BIM specialistici in ambito MEP si pone come elemento strategico nella progettazione dei data center perché consente di governare in modo strutturato la complessità di infrastrutture in cui l’affidabilità dell’alimentazione elettrica è un requisito critico e non negoziabile.

Rappresenta oggi un elemento imprescindibile per la progettazione e gestione dei data center moderni, grazie alla sua capacità di integrare geometria, dati e processi, il BIM consente di affrontare la complessità degli impianti elettrici con un approccio strutturato, riducendo rischi, costi e inefficienze in un settore in continua evoluzione, caratterizzato da requisiti sempre più stringenti in termini di affidabilità, sicurezza ed efficienza energetica, si configura non solo come uno strumento progettuale, ma come una piattaforma strategica per l’intero ciclo di vita dell’opera diventando un fattore chiave per la competitività e la sostenibilità delle infrastrutture digitali del futuro.

Leggi anche