BIM in Italia: il 71% degli ingegneri ha competenze limitate o assenti, secondo il rapporto CNI
Il rapporto del CNI sulla digitalizzazione evidenzia che gli ingegneri riconoscono il valore del BIM, ma la sua diffusione è ancora limitata da carenze organizzative e di competenze. La formazione emerge come la leva decisiva per completare la transizione digitale delle opere pubbliche.
Il Building Information Modeling (BIM) è destinato a diventare uno degli strumenti chiave per la progettazione e la gestione delle opere pubbliche, soprattutto dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici e delle Linee Guida del MIT sulla gestione informativa digitale. Ma qual è il reale livello di preparazione dei professionisti italiani? Il primo rapporto nazionale promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri offre una fotografia dettagliata della maturità digitale della categoria, mettendo in luce progressi, ritardi e le principali sfide da affrontare per accelerare la trasformazione del settore.
BIM e digitalizzazione: a che punto è l'ingegneria italiana?
La digitalizzazione del settore delle costruzioni è ormai un passaggio obbligato, anche alla luce delle disposizioni introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici e delle recenti Linee Guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla gestione informativa digitale. In questo scenario il Building Information Modeling (BIM) assume un ruolo sempre più centrale, non solo come tecnologia, ma come nuovo modello organizzativo per la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere pubbliche.
Su questi temi il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha organizzato il convegno "BIM e Gestione informativa delle Opere Pubbliche", un momento di confronto che ha riunito professionisti, istituzioni ed esperti per fare il punto sul livello di maturità digitale della professione e sulle prospettive di sviluppo del settore.
Presentato il primo rapporto nazionale sulla maturità digitale degli ingegneri
L'evento, realizzato con il supporto della Fondazione CNI, dell'Agenzia Certing e dei Dipartimenti Centro Studi e Innovazione della Fondazione, si è aperto con gli interventi istituzionali del presidente del CNI Angelo Domenico Perrini, del presidente del Dipartimento Innovazione della Fondazione CNI Carlo Raucci, del presidente del Centro Studi della Fondazione Marco Ghionna e del presidente di AssoRUP Daniele Ricciardi.
Cuore della giornata è stata la presentazione del primo rapporto nazionale "La digitalizzazione e gestione informativa delle Opere Pubbliche e private in Italia", promosso dal Gruppo di Lavoro BIM del Consiglio Nazionale degli Ingegneri con il contributo del Gruppo di Lavoro Lavori Pubblici, del Dipartimento Innovazione e del Centro Studi CNI.
Nel presentare il lavoro, il consigliere segretario del CNI Giuseppe Maria Margiotta ha ricordato il metodo seguito dal Centro Studi, richiamando una celebre frase di Luigi Einaudi: "Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare". Un principio che, ha spiegato, guida l'attività del Consiglio nella raccolta e nell'analisi dei dati prima di assumere decisioni strategiche.

Quasi 3.800 ingegneri coinvolti nell'indagine
Il rapporto nasce da un'ampia indagine nazionale che ha coinvolto 3.793 ingegneri italiani, dei quali 2.278 hanno completato integralmente il questionario dedicato alla digitalizzazione e alla gestione informativa delle opere pubbliche e private.
L'obiettivo era fotografare il livello di diffusione delle competenze BIM, della conoscenza degli standard tecnici, delle certificazioni professionali e degli strumenti digitali utilizzati nella progettazione e nella gestione delle opere.
L'analisi evidenzia un forte interesse verso il tema: circa l'85% degli ingegneri dichiara infatti di essere molto o abbastanza interessato alla digitalizzazione e alla gestione informativa. Tuttavia, questo interesse non si traduce ancora in un utilizzo diffuso della metodologia BIM.
Interesse elevato, ma il BIM è ancora poco utilizzato
A presentare i risultati dell'indagine è stato Sandro Catta, consigliere del CNI con delega ai Lavori Pubblici e al BIM.
I dati mostrano un quadro ancora caratterizzato da un significativo ritardo applicativo:
- il 43,3% degli ingegneri non ha mai lavorato, negli ultimi cinque anni, su commesse BIM;
- solo il 16,7% dichiara di essere coinvolto frequentemente in progetti sviluppati con metodologia BIM;
- oltre la metà del campione (51,6%) non ha mai partecipato a una commessa BIM.
Anche sul piano delle competenze emergono criticità importanti. Solo il 7,1% degli intervistati dichiara di possedere competenze BIM avanzate, mentre oltre il 71% presenta conoscenze limitate o del tutto assenti.
Il divario generazionale è particolarmente evidente: la percentuale di professionisti con competenze avanzate passa dall'11,9% degli under 40 al 3,9% nella fascia 41-55 anni, fino ad appena il 3% tra gli over 55.
Differenze significative emergono anche tra pubblico e privato: nel settore privato e nel non profit la quota di professionisti con competenze avanzate raggiunge il 12,9%, contro appena il 3% registrato nella pubblica amministrazione.
Norme tecniche e standard internazionali ancora poco conosciuti
L'indagine mette in luce anche una conoscenza ancora limitata della normativa tecnica.
Solo il 14,3% degli ingegneri afferma di conoscere in modo approfondito la norma UNI 11337, mentre gli standard internazionali più evoluti, come BCF, bSDD e IDS, risultano ancora scarsamente utilizzati, con percentuali inferiori al 5%.
Il quadro conferma che la difficoltà principale non riguarda la disponibilità della tecnologia, bensì la capacità di utilizzarla in modo sistematico e integrato nei processi di progettazione e gestione.
Il vero ostacolo è organizzativo, non tecnologico
Uno degli aspetti più interessanti del rapporto riguarda il divario tra la consapevolezza dei benefici del BIM e la sua reale applicazione.
Gli ingegneri riconoscono chiaramente i vantaggi della metodologia:
- il 57,9% indica come principale beneficio l'anticipazione delle decisioni progettuali;
- il 38,1% evidenzia il miglioramento della gestione del cantiere;
- il 34,3% sottolinea i benefici nella gestione dell'opera costruita.
Eppure il processo di digitalizzazione incontra ancora numerosi ostacoli.
La criticità ritenuta più rilevante è rappresentata dalla carenza di competenze nelle stazioni appaltanti, indicata dal 56,7% degli intervistati. A ciò si aggiunge il fatto che quasi la metà del campione (46,8%) non dispone ancora di software per la modellazione BIM, mentre il 60,4% non utilizza strumenti dedicati al controllo dei modelli informativi.
Secondo il rapporto, il ritardo italiano appare quindi prevalentemente organizzativo e culturale, più che tecnologico.
Formazione e cultura digitale restano le priorità
Alla domanda su quali siano le azioni necessarie per accelerare la trasformazione digitale del settore, gli ingegneri indicano con chiarezza la formazione come leva principale.
L'82,2% considera infatti prioritario investire nello sviluppo delle competenze, davanti alla definizione di nuove procedure organizzative (58,1%) e alla crescita della consapevolezza del management (52,1%). Solo successivamente viene indicato l'investimento in hardware e software (45,3%), segno che il problema non è tanto l'acquisto di tecnologie quanto la capacità di integrarle efficacemente nei processi di lavoro.
Il 57,9% degli intervistati ritiene inoltre che gli sforzi messi in campo dalle proprie organizzazioni siano ancora insufficienti per raggiungere una piena maturità digitale, mentre il 22,6% stima che saranno necessari oltre cinque anni per completare questa trasformazione.
Commentando i risultati dell'indagine, Sandro Catta ha evidenziato come emerga una conoscenza ancora limitata degli strumenti digitali, soprattutto tra i professionisti più anziani. Per questo motivo, ha sottolineato, è necessario perseguire un duplice obiettivo: rafforzare la formazione specialistica per chi opera nel BIM e promuovere un'ampia attività di alfabetizzazione digitale rivolta all'intera categoria.
Dal quadro normativo alle applicazioni operative del BIM
La seconda parte del convegno ha approfondito gli strumenti che rendono possibile una corretta gestione informativa delle opere pubbliche.
Livio Izzo ha illustrato il ruolo della norma UNI 11337 e il quadro tecnico nazionale della gestione informativa, mentre Alberto Castori, direttore dell'Agenzia Certing, ha presentato il sistema di certificazione delle competenze degli Esperti BIM.
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove Linee Guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, illustrate da Pietro Baratono, coordinatore della Commissione BIM del MIT, che definiscono gli indirizzi operativi per la gestione informativa digitale delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti.
La sessione conclusiva ha infine mostrato come il BIM possa accompagnare l'intero ciclo di vita dell'opera pubblica, dalla programmazione alla progettazione fino alla fase esecutiva. Gli interventi di Andrea Aiello, Dinora Quadretti e Claudio Casalino hanno evidenziato il contributo della gestione informativa al miglioramento della qualità progettuale, dell'efficienza amministrativa, della trasparenza e del perseguimento del principio del risultato introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici.
IL REPORT INTEGRALE CNI È SCARICABILE IN ALLEGATO.
Fonte: Comunicato Stampa CNI.
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