BIM-MEP in Italia: a MCE EXPOCOMFORT 2026 la presentazione del report MCE-INGENIO
Il 25 marzo alle ore 12, presso l’Area Excellence Award del Padiglione 18, un focus su numeri, criticità e prospettive della digitalizzazione impiantistica.
Dal 24 al 27 marzo 2026 torna a Fiera Milano MCE – Mostra Convegno Expocomfort, evento internazionale di riferimento per il settore HVAC+R, energie rinnovabili ed efficienza energetica. In questo contesto, il 25 marzo verrà presentato il report “Lo stato dell’arte del BIM-MEP in Italia”, promosso da MCE ed INGENIO. L’indagine offre una fotografia concreta del livello di digitalizzazione del comparto impiantistico, grazie al contributo di oltre duemila professionisti. I risultati evidenziano un settore in evoluzione, dove il BIM si sta diffondendo ma non è ancora pienamente consolidato. Tra opportunità e criticità, il report rappresenta uno strumento chiave per comprendere le trasformazioni in atto.
Diffusione del BIM-MEP: crescita in atto ma ancora non uniforme
Dal 24 al 27 marzo 2026, a Fiera Milano, torna MCE – Mostra Convegno Expocomfort, appuntamento internazionale di riferimento per il mondo dell’HVAC+R, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, con una 44ª edizione rinnovata nel format, nei contenuti e nel layout espositivo.
In questo scenario di forte evoluzione del mercato, mercoledì 25 marzo alle ore 12, presso l’Area Excellence Award del Padiglione 18, sarà presentato il report “Lo stato dell’arte del BIM-MEP in Italia”, indagine promossa da MCE EXPOCOMFORT e INGENIO. Sarà il comitato scientifico dell’iniziativa - i proff. Giuliano Dall’Ò e Marco Torri e l’ing. Clara Peretti, a riportare i risultati dell’indagine.
La presentazione si inserisce perfettamente nel nuovo posizionamento di MCE 2026: una manifestazione sempre più orientata all’innovazione, alla sostenibilità, all’efficienza degli edifici e alla qualità tecnologica della filiera. In un contesto in cui il settore è chiamato a misurarsi con transizione energetica, integrazione impiantistica, digitalizzazione dei processi e nuove esigenze di competitività, il tema del BIM applicato al MEP assume un valore centrale, perché tocca direttamente il modo in cui si progettano, si coordinano e si gestiscono gli impianti negli edifici contemporanei.
La presentazione del report si terrà mercoledì 25 marzo alle ore 12, presso l’Area Excellence Award del Padiglione 18.
Il report nasce da una partecipazione di eccezionale rilievo. L’indagine ha raccolto 2.020 partecipanti, con 1.888 liberatorie per la registrazione e l’analisi dei dati, restituendo una base conoscitiva molto ampia e rappresentativa del comparto. Il campione è composto in prevalenza da liberi professionisti che operano individualmente (38,3%), ma comprende anche dipendenti di aziende fornitrici, installatori, manutentori, società di ingegneria e architettura, studi associati, pubblica amministrazione e mondo universitario. È dunque una fotografia molto concreta del settore, costruita a partire dalla voce di chi opera ogni giorno nella progettazione, nella fornitura, nell’installazione e nella gestione degli impianti.
Proprio questo è uno degli elementi più forti del report: non si tratta di una riflessione teorica sulla digitalizzazione, ma di una lettura dal basso delle trasformazioni reali in atto. Ed è per questo che la sua presentazione a MCE 2026 acquista un significato particolare. La fiera, infatti, si propone sempre più come piattaforma internazionale in cui aziende, progettisti e operatori si incontrano per leggere le sfide del mercato e sviluppare nuove opportunità di business. Il report MCE-INGENIO aggiunge a questo contesto un contenuto di analisi particolarmente utile: misura il grado di maturazione digitale di un comparto decisivo per la qualità energetica e prestazionale degli edifici.
I dati mostrano con chiarezza che il settore MEP è entrato in una fase di transizione avanzata, ma non ancora compiuta. Tra le 1.882 risposte valide sulla diffusione del BIM, il 63,9% dichiara di non utilizzarlo ancora nella progettazione MEP, mentre il 36,1% lo adotta almeno in parte: 17,3% in alcuni progetti, 11,3% da poco tempo e 7,5% in modo sistematico. È un quadro che racconta bene la situazione attuale: il BIM non è ancora uno standard pienamente diffuso, ma non è più nemmeno una nicchia. Il mercato si sta muovendo, e si muove in modo tutt’altro che marginale.
Il report evidenzia inoltre che la diffusione del BIM non è omogenea. Nelle società di ingegneria e architettura il livello di adozione è nettamente più alto: il 73,5% dichiara almeno una qualche forma di utilizzo e il 21,4% afferma di usarlo sempre. Tra i liberi professionisti individuali, invece, il 71,3% non lo utilizza ancora. Anche sul piano generazionale il divario è marcato: tra gli under 35 l’adozione arriva al 52,3%, mentre tra gli over 55 si ferma al 26,5%. Questo significa che la questione BIM-MEP non riguarda solo la disponibilità di strumenti digitali, ma anche i modelli organizzativi, gli investimenti, il ricambio generazionale e la capacità di strutturare processi interni adeguati.
Benefici, criticità e sfide future della digitalizzazione impiantistica
Molto significativo è anche il quadro dei benefici percepiti da chi il BIM lo utilizza già. Il vantaggio più citato è la qualità del progetto (51,7%), seguito dalla gestione delle interferenze in fase progettuale e di cantiere (49,5%) e dalla riduzione degli errori di progettazione (48,0%). In altre parole, il BIM-MEP viene riconosciuto prima di tutto come uno strumento tecnico, capace di migliorare il controllo del progetto e di ridurre il rischio di problemi, incongruenze e costi successivi. Un altro dato interessante è che il 29,2% collega l’adozione del BIM anche all’accesso alle gare di progettazione, segno che la digitalizzazione non è soltanto un tema di efficienza interna, ma anche di competitività sul mercato.
Accanto alle opportunità emergono però con forza anche le criticità. Il principale ostacolo segnalato da chi usa già il BIM è il costo dei software (43,9%), seguito dalla difficoltà nel reperire figure professionali competenti (39,2%), dai problemi di scambio dati tra software diversi (32,8%) e dal reperimento di oggetti BIM (31,1%). Sono dati che descrivono un comparto consapevole del valore del BIM, ma ancora impegnato a superare ostacoli economici, organizzativi e di interoperabilità. Non a caso, il report mette in evidenza come la crescita del BIM nel MEP non dipenda soltanto dall’adozione di nuovi strumenti, ma dalla capacità di costruire competenze, processi e assetti organizzativi coerenti con la complessità della progettazione digitale.
L’interesse del report va oltre il BIM in senso stretto e tocca il tema più ampio dell’evoluzione tecnologica del settore. Il documento segnala infatti che il comparto si sta interrogando anche sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale come possibile prossimo acceleratore della progettazione impiantistica, all’interno di una trasformazione che riguarda non soltanto il disegno, ma la gestione dei dati, il coordinamento interdisciplinare e il ciclo di vita dell’edificio. È un passaggio coerente con il profilo di MCE 2026, che si presenta come una manifestazione sempre più centrata sulle soluzioni innovative per l’edificio efficiente, intelligente e sostenibile.
La presentazione del report del 25 marzo alle ore 12 nell’Area Excellence Awards del Padiglione 18 rappresenterà dunque un momento di particolare interesse per progettisti, impiantisti, società di ingegneria, produttori, operatori della filiera e stakeholder del mondo HVAC+R. In una MCE profondamente rinnovata, che punta a rafforzare il proprio ruolo di hub internazionale per l’innovazione e il confronto professionale, il report MCE-INGENIO offrirà una base concreta per comprendere a che punto è davvero il BIM-MEP in Italia, quali sono i suoi ritardi, quali opportunità sta già aprendo e quali condizioni saranno necessarie per accompagnarne la diffusione nei prossimi anni.
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