BIM nei musei: dalla modellazione parametrica alla gestione delle opere e del patrimonio culturale
Il BIM non serve più soltanto a modellare edifici: può diventare uno strumento per organizzare, leggere e gestire il patrimonio culturale nel tempo. Il caso della Galleria Borghese mostra come BIM e HBIM stiano entrando nel restauro e nella conservazione delle opere d’arte, trasformando il modello informativo in una piattaforma condivisa di conoscenza e supporto alle decisioni.
Negli ultimi anni il BIM ha consolidato il proprio ruolo come metodologia di riferimento per progettazione, costruzione e gestione nel settore delle costruzioni. Ma il potenziale della modellazione parametrica può estendersi oltre architettura, strutture e impianti? Secondo l’esperienza sviluppata alla Galleria Borghese, la risposta è sì: gli strumenti BIM e HBIM stanno iniziando a dimostrare nuove applicazioni anche nel campo del restauro, della conservazione e della gestione delle opere d’arte.
Nell’intervista a Fabiana Raco (Università di Ferrara – DIAPReM/TekneHub) emerge una visione che amplia il significato della modellazione informativa: da tecnologia progettuale a infrastruttura capace di aggregare dati, documentazione e competenze a supporto della tutela e della gestione del patrimonio nel tempo.
BIM e patrimonio culturale: quando il modello supera la scala dell’edificio
Tradizionalmente il BIM nasce e si sviluppa all’interno delle discipline dell’architettura e dell’ingegneria, trovando applicazione nella progettazione edilizia, strutturale e impiantistica, spiega Fabiana Raco.
L’esperienza maturata nel contesto della Galleria Borghese mostra però come il paradigma informativo possa essere esteso anche ad ambiti che fino a oggi hanno operato con strumenti e linguaggi differenti.
Secondo Fabiana Raco, il valore del BIM non risiede esclusivamente nella rappresentazione geometrica degli oggetti, ma nella capacità di costruire relazioni tra dati, conoscenze e soggetti coinvolti nella gestione del patrimonio.
Applicato ai contesti museali, il modello informativo può quindi diventare un supporto operativo per discipline come:
- restauro;
- conservazione programmata;
- gestione delle opere d’arte;
- documentazione e aggiornamento dello stato conservativo;
- organizzazione delle informazioni lungo il ciclo di vita del patrimonio.
BIM Arte: un modello informativo per la gestione museale
Da questa visione prende forma il concetto di BIM Arte, sviluppato come strumento di supporto alla gestione di contesti complessi come quelli museali.
L’obiettivo non è trasferire semplicemente metodologie nate nel mondo delle costruzioni al settore culturale, ma creare un ambiente in grado di integrare e rendere utilizzabili conoscenze provenienti da discipline differenti.
Nel patrimonio culturale convivono infatti molteplici livelli informativi: dati storici, rilievi, documentazione conservativa, informazioni materiche, attività di manutenzione e contenuti prodotti da specialisti con competenze diverse.
In questo scenario gli strumenti parametrici, grazie alla loro struttura informativa, diventano un punto di aggregazione tra database esistenti e nuove sorgenti documentali.
Galleria Borghese, dentro il grande cantiere di restauro che ha valorizzato il museo
Dal restauro di coperture e facciate al rinnovo di infissi, illuminazione e tappezzerie, fino alla costruzione di un modello HBIM e alla gestione integrata di cantiere e attività museali, senza interrompere l’accessibilità al pubblico: i risultati di questo ambizioso progetto sono stati presentati al Salone Internazionale del Restauro di Ferrara 2026 e propongono un approccio integrato al restauro di musei in cui conservazione, cantiere e fruizione diventano parti dello stesso processo.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
Dal database alla visualizzazione: rendere accessibile la conoscenza
Uno degli aspetti più interessanti evidenziati da Fabiana Raco riguarda la capacità dei modelli informativi di costruire nuovi ambienti di visualizzazione dei dati.
L’integrazione tra modelli parametrici e contenuti informativi consente infatti di rendere più accessibili informazioni spesso distribuite tra archivi separati o gestite da specialisti appartenenti a discipline differenti. Il valore non risiede soltanto nell’accumulare dati, ma nella possibilità di organizzarli in forme leggibili e consultabili anche da operatori che non provengono dal mondo della progettazione digitale.
Secondo questa logica il modello diventa uno strumento di mediazione tra competenze, capace di facilitare il trasferimento della conoscenza e di creare una base condivisa per il processo decisionale.
La sfida futura: trasferire conoscenza per supportare decisioni più consapevoli
Per Fabiana Raco la vera sfida non è tecnologica ma metodologica. L’obiettivo diventa trasferire nei modelli digitali il patrimonio di conoscenze sviluppato dalle discipline che operano nella tutela delle opere d’arte — sia mobili sia immobili — costruendo strumenti capaci di accompagnare la gestione nel tempo.
In questa prospettiva il BIM non sostituisce il sapere specialistico, ma lo rende più leggibile, condivisibile e utilizzabile.
Un approccio che apre una riflessione più ampia sul futuro della digitalizzazione del patrimonio culturale: non soltanto modelli per rappresentare il costruito, ma infrastrutture informative in grado di conservare conoscenza e supportare decisioni più consapevoli.
BIM
Il BIM è il metodo digitale che sta rivoluzionando il mondo delle costruzioni. Su INGENIO trovi articoli e guide su normativa, ruoli, interoperabilità e innovazioni per la progettazione e la gestione dell’opera.
Digitalizzazione
Scopri la digitalizzazione in edilizia: BIM, digital twin, cantiere digitale, piattaforme collaborative e normative. Su INGENIO articoli tecnici e casi reali per innovare il mondo delle costruzioni.
Restauro e Conservazione
Con il topic "Restauro e Conservazione" vengono raccolti tutti gli articoli pubblicati che esemplificano il corretto approccio a quel sistema di attività coerenti, coordinate e programmate, dal cui concorso si ottiene la conservazione del patrimonio culturale.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
