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Bioarchitettura e cantine vinicole: il concorso per una sala degustazione a basso impatto nei Colli Tortonesi

Concorso wine tasting room per Valli Unite nei Colli Tortonesi: il brief chiede una sala degustazione da 100–140 m² capace di integrare vino naturale, ospitalità, bioarchitettura e paesaggio rurale. La chiusura delle registrazioni è fissata al 14 gennaio 2027, mentre la scadenza per la consegna degli elaborati è prevista per il 15 febbraio 2027.

Il concorso Valli Wine Tasting Room invita architetti e designer a progettare una nuova sala degustazione collegata all’edificio di stoccaggio del vino di Valli Unite, nei Colli Tortonesi. Il tema non è solo funzionale: l’intervento deve trasformare l’esperienza del vino naturale in spazio architettonico, mettendo in relazione produzione agricola, paesaggio, ospitalità e cultura cooperativa.


Valli Wine Tasting Room: progettare un luogo per il vino naturale tra paesaggio, ospitalità e bioarchitettura

Nel paesaggio collinare dei Colli Tortonesi, in Piemonte, il concorso internazionale Valli Wine Tasting Room invita architetti e designer a confrontarsi con un tema apparentemente piccolo per scala, ma molto denso per implicazioni progettuali: immaginare una nuova sala degustazione per Valli Unite, cooperativa agricola nota per il suo approccio al vino naturale, all’agricoltura biologica, alla sostenibilità e alla vita comunitaria.

L’iniziativa, promossa da Buildner, chiede ai partecipanti di progettare un’estensione contemporanea collegata all’attuale edificio destinato allo stoccaggio del vino. Non si tratta, però, di aggiungere semplicemente un nuovo ambiente funzionale alla cantina: il brief invita a pensare l’architettura come uno strumento capace di costruire relazioni più profonde tra produzione vinicola, ospitalità, paesaggio agricolo e cultura del luogo.

La nuova wine tasting room dovrà quindi assumere il carattere di un intervento misurato, intimo e attentamente integrato nel contesto rurale. Un’architettura non invasiva, capace di accogliere i visitatori e, allo stesso tempo, di restituire l’identità di una realtà produttiva fondata sul rispetto della terra, sulla semplicità dei processi e su una dimensione collettiva del lavoro agricolo.

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Il contesto: i Colli Tortonesi e l’identità agricola di Valli Unite

Il sito di progetto si trova a Costa Vescovato, in provincia di Alessandria, all’interno del paesaggio rurale dei Colli Tortonesi, nel Piemonte sud-orientale. È un territorio fatto di vigneti, campi coltivati, boschi e vallate morbide, storicamente legato a forme di agricoltura di piccola scala e a comunità rurali radicate.

A differenza di aree vitivinicole piemontesi più note a livello internazionale, come Barolo o Barbaresco, i Colli Tortonesi conservano un’identità meno celebrativa e più agricola, dove la produzione del vino resta strettamente connessa alla quotidianità della terra, ai ritmi del lavoro contadino e alla cultura locale. È proprio questa dimensione, più silenziosa ma fortemente autentica, a rappresentare il principale materiale di progetto.

Valli Unite si inserisce in questo contesto come cooperativa agricola riconosciuta anche oltre i confini italiani per il suo impegno nella produzione di vino naturale, nell’agricoltura biologica, nella sostenibilità ambientale e in una forma di vita collettiva legata alla condivisione del lavoro e delle risorse. Il concorso chiede dunque ai progettisti di tradurre questi valori in spazio, materia e atmosfera.

Una sala degustazione come esperienza del paesaggio

La nuova sala degustazione dovrà essere collocata sul lato nord-est dell’attuale edificio di stoccaggio del vino, in una posizione che permette di stabilire una relazione visiva diretta con il paesaggio circostante. L’edificio esistente della cantina si trova circa 100 metri più avanti lungo la strada che conduce alla struttura agrituristica di Valli Unite: un dato che suggerisce di considerare il progetto non come un episodio isolato, ma come parte di un sistema più ampio di percorsi, visuali, soste e connessioni.

Il tema della degustazione viene così interpretato non solo come funzione, ma come esperienza architettonica. Il visitatore dovrebbe poter percepire il vino nel suo legame con il luogo da cui nasce: attraverso le aperture verso i vigneti, la continuità tra spazi interni ed esterni, la scelta dei materiali, il rapporto con la luce naturale, la presenza di terrazze o sedute all’aperto, la possibilità di sostare e osservare il paesaggio.

In questo senso, il progetto è chiamato a costruire un equilibrio delicato tra architettura e campagna. Il brief incoraggia interventi capaci di inserirsi nel contesto senza imporsi, lavorando sulla misura, sulla qualità dello spazio e sulla coerenza con il carattere rurale del complesso esistente.

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Un intervento compatto, flessibile e sostenibile

Il programma funzionale suggerisce una superficie complessiva compresa tra 100 e 140 metri quadrati, dimensione pensata per accogliere piccoli gruppi di visitatori mantenendo un’atmosfera raccolta e informale. All’interno di questo perimetro, i partecipanti potranno prevedere una zona per la degustazione, sedute informali, uno spazio compatto per lo stoccaggio del vino, aree di servizio e preparazione, servizi igienici e una terrazza esterna affacciata sui vigneti.

La flessibilità degli spazi è uno degli aspetti centrali del progetto. La wine tasting room dovrà infatti poter ospitare degustazioni, piccoli incontri, momenti di accoglienza e attività legate alla cultura del vino naturale, mantenendo sempre una relazione diretta con l’ambiente rurale circostante.

Particolare attenzione è richiesta anche alla sostenibilità dell’intervento. L’edificio esistente è stato realizzato secondo principi di bioarchitettura e tecniche costruttive attente all’ambiente: la nuova estensione dovrà quindi dialogare con questa impostazione, adottando soluzioni a basso impatto, materiali coerenti con il contesto, strategie costruttive responsabili e scelte orientate alla durabilità e alla manutenzione nel tempo.

Il progetto dovrà essere architettonicamente coerente con il volume esistente per scala, materialità e carattere. Non è richiesta una mimetizzazione formale, ma una continuità sensibile: un modo contemporaneo di costruire nel paesaggio rurale senza perdere il legame con ciò che già esiste.

Architettura, vino naturale e cultura cooperativa

Il valore più interessante del concorso sta nella possibilità di riflettere su come l’architettura possa raccontare un modello produttivo e culturale. Nel caso di Valli Unite, la sala degustazione non è soltanto il luogo in cui si assaggia il vino, ma diventa il punto di incontro tra agricoltura, comunità, paesaggio e ospitalità.

Il brief invita i partecipanti a progettare uno spazio capace di restituire i principi fondativi della cooperativa: sostenibilità, lavoro collettivo, semplicità, rispetto per la terra e attenzione alla relazione tra persone e produzione. Da questo punto di vista, materiali, geometrie, dettagli costruttivi, dispositivi climatici e rapporto con il suolo assumono un significato che va oltre la pura prestazione tecnica.

La wine tasting room potrà così diventare una sorta di soglia tra il mondo della produzione e quello dell’esperienza: un ambiente in cui il visitatore non si limita a consumare un prodotto, ma entra in contatto con un paesaggio, con una filiera agricola e con una precisa idea di abitare e lavorare la terra.

Scadenze

Il calendario prevede tre fasi di iscrizione:

  • Early Bird Registration: dal 25 maggio al 30 luglio
  • Advance Registration: dal 31 luglio all’8 ottobre
  • Last Minute Registration: dal 9 ottobre al 14 gennaio

La chiusura delle registrazioni è fissata al 14 gennaio 2027, mentre la scadenza per la consegna degli elaborati è prevista per il 15 febbraio 2027 alle 23:59, ora di Londra.

Elaborati richiesti

I partecipanti dovranno presentare quattro tavole A2 in formato orizzontale, ciascuna con peso massimo di 10 MB. Le tavole potranno contenere schizzi, rendering, planimetrie, sezioni, prospetti, diagrammi e altri strumenti utili a raccontare la proposta.

Tra i contenuti richiesti o suggeriti rientrano:

  • analisi del sito e del rapporto con vigneti, campi agricoli, vallate e complesso esistente;
  • concept progettuale legato alla sostenibilità, alla semplicità e all’identità rurale di Valli Unite;
  • piante, sezioni e prospetti per descrivere organizzazione architettonica, materiali e integrazione con l’edificio esistente;
  • visualizzazioni interne ed esterne per restituire l’atmosfera dello spazio degustazione;
  • indicazioni sulla fattibilità ambientale, sulle tecniche costruttive sostenibili, sulla scelta dei materiali e sulla manutenzione nel tempo;
  • diagrammi relativi a circolazione, spazi pubblici e privati, illuminazione e paesaggio.

Sono inoltre suggeriti elaborati a diverse scale: planimetria di contesto in scala 1:500 o 1:1000, piante principali, sezioni e prospetti in scala 1:50, approfondimenti in scala 1:10 e dettagli costruttivi in scala 1:5 relativi a involucro, materiali chiave e rapporto con il sito. Potranno essere inserite anche assonometrie per illustrare sistemi costruttivi o concetti architettonici.

Premi, partecipazione e scadenze

Il concorso è aperto a tutti: non è richiesta una qualifica professionale specifica. Le proposte possono essere sviluppate individualmente o in team, con un massimo di quattro componenti. Tutta la corrispondenza con gli organizzatori e i materiali inviati dovranno essere in lingua inglese.

Il montepremi complessivo è di 10.000 euro, così suddiviso:

  • 1° premio: 5.000 euro
  • 2° premio: 2.500 euro
  • 3° premio: 1.000 euro
  • Buildner Student Award: 1.000 euro
  • Buildner Sustainability Award: 500 euro
  • 6 menzioni d’onore

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Fonte: Buildner


FAQ TECNICHE: Concorso wine tasting room Valli Unite nei Colli Tortonesi

Che cos’è il concorso Valli Wine Tasting Room?

È un concorso internazionale promosso da Buildner per progettare una nuova sala degustazione per Valli Unite.
Il progetto riguarda un’estensione contemporanea collegata all’edificio di stoccaggio del vino.
Il brief chiede uno spazio capace di interpretare vino naturale, agricoltura biologica, paesaggio rurale e cultura cooperativa.
La scala è contenuta, ma il tema progettuale è rilevante per architetti, designer e progettisti interessati alla bioarchitettura.

Dove si colloca il progetto richiesto dal concorso?

Il sito si trova a Costa Vescovato, in provincia di Alessandria, nel paesaggio agricolo dei Colli Tortonesi. La nuova sala degustazione dovrà essere collocata sul lato nord-est dell’attuale edificio di stoccaggio del vino. Il complesso si inserisce in un sistema rurale fatto di vigneti, campi coltivati, boschi e vallate. Il progetto deve quindi lavorare su visuali, accessi, percorsi, rapporto con il suolo e continuità con l’esistente.

Quali sono i principali requisiti funzionali della wine tasting room?

Il programma prevede una superficie complessiva indicativa tra 100 e 140 m². All’interno possono essere previsti area degustazione, sedute informali, piccolo stoccaggio vino, servizi, preparazione e terrazza esterna.
La flessibilità è un requisito centrale: lo spazio deve ospitare degustazioni, piccoli incontri e momenti di accoglienza.
Le funzioni devono mantenere una relazione diretta con il paesaggio e con l’esperienza del vino naturale.

Quali norme tecniche possono essere correlate al progetto?

Per la sostenibilità delle opere da costruzione possono essere pertinenti UNI EN 15643, UNI EN 15978 e UNI EN 15804.
Questi riferimenti aiutano a strutturare valutazione ambientale, ciclo di vita e scelta di prodotti con dichiarazioni ambientali.
Per accessibilità, sicurezza, requisiti igienico-sanitari, prevenzione incendi e titoli edilizi occorre verificare le prescrizioni applicabili a livello nazionale, regionale e comunale.

Quali vantaggi progettuali offre un intervento compatto da 100–140 m²?

Una superficie contenuta consente di limitare consumo di suolo, impatto visivo, costi di realizzazione e complessità gestionale. La compattezza favorisce un’atmosfera raccolta, coerente con degustazioni per piccoli gruppi e ospitalità informale. Un volume ridotto permette di controllare meglio orientamento, luce naturale, ventilazione, materiali e manutenzione. Il valore dell’intervento dipende dalla qualità spaziale e dall’integrazione con il contesto, non dalla dimensione.

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