Bonus Ristrutturazioni al 50% per abitazione principale: non conta il trasloco successivo
Una volta maturato il diritto al Bonus Ristrutturazioni maggiorato, la successiva perdita della destinazione dell'immobile ad abitazione principale non comporta la decadenza dal beneficio. Pertanto, l’istante può fruire della detrazione nella misura del 50%, a condizione che l'immobile sia effettivamente adibito ad abitazione principale al termine degli interventi di ristrutturazione.
La risposta n. 119/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce le condizioni per accedere alla detrazione IRPEF del 50% sulle spese di ristrutturazione sostenute nel 2026. Il beneficio maggiorato spetta solo se l’immobile è adibito ad abitazione principale all’inizio o, in alternativa, al termine dei lavori. La verifica del requisito è limitata a questi momenti e consente di "consolidare" il diritto all’agevolazione. Eventuali variazioni successive della destinazione dell’immobile non incidono sulla detrazione già maturata.
Bonus edilizio al 50%: ok se la condizione iniziale è rispettata
La detrazione maggiorata al 50% per interventi di ristrutturazione edilizia prevista per le spese sostenute nel 2026 (Bonus Ristrutturazioni, articolo 16, comma 1 Dl 63/2013) spetta a condizione che l'immobile sia adibito ad abitazione principale all’inizio o, in alternativa, al termine dei lavori. L'agevolazione viene mantenuta anche se, successivamente a questo momento, la situazione cambia, ad esempio con un trasloco.
Lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate nella risposta 119/2026, dove si sottolinea che una volta soddisfatta la condizione principale, quindi, l'agevolazione resta valida anche se, successivamente, l'immobile perde tale requisito. Il documento fornisce indicazioni operative rilevanti per contribuenti e professionisti.
Il caso: trasloco per motivi lavorativi
Un ufficiale delle Forze armate, insieme alla moglie, a gennaio 2026 ha acquistato un’abitazione e vi ha trasferito la residenza, avviando interventi di ristrutturazione agevolati.
Al momento della presentazione dell’istanza di interpello, il contribuente prevedeva di concludere i lavori a maggio. Ha chiesto dunque se può beneficiare della detrazione maggiorata al 50% anche se a giugno sarà trasferito d'autorità presso un’altra sede per circa due anni e con l'intera famiglia dimorerà presso una diversa abitazione, dando in locazione l’immobile appena ristrutturato.
Bonus Ristrutturazioni: 50% per le prime case, altrimenti 36%
L’articolo 16, comma 1, del DL n. 63/2013 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90/2013 e da ultimo modificato dalla legge n. 199/2025, legge di bilancio 2026), prevede che, ferme restando le altre condizioni previste dalla disposizione citata, per le spese documentate relative agli interventi indicati nel comma 1 dell’articolo 16bis, sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027 (escluse quelle per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili), spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute negli anni 2025 e 2026 e al 30% delle spese sostenute nell’anno 2027, finoa un tetto massimo di spesa non superiore a 96mila euro per unità immobiliare.
La detrazione è elevata al 50% (per le spese sostenute nel 2025 e 2026) e al 36% (per quelle sostenute nel 2027), se i costi sono stati sostenuti dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
La norma, quindi, collega il beneficio rafforzato non alla mera natura residenziale dell’unità immobiliare, ma all’effettivo utilizzo come dimora abituale.
Perché è richiesta l’abitazione principale
Secondo l’Agenzia delle Entrate, il legislatore ha inteso concentrare il beneficio più elevato sugli interventi che incidono direttamente sulla casa in cui il contribuente vive stabilmente.
Per questo motivo, la verifica del requisito dell’abitazione principale deve avvenire in un momento significativo del ciclo dell’intervento: all’inizio dei lavori oppure, in alternativa, al loro completamento. È sufficiente che la condizione sia rispettata in uno di questi due momenti per accedere alla detrazione del 50%.
Il mantenimento dell'agevolazione nel tempo
Un chiarimento rilevante riguarda gli effetti di un eventuale cambiamento successivo. L’Agenzia precisa che, una volta "cristallizzato" il diritto alla detrazione maggiorata per effetto della sussistenza del requisito temporale richiesto, la successiva perdita della qualifica di abitazione principale non comporta la decadenza dal beneficio.
La ratio è evitare che eventi futuri, non sempre controllabili dal contribuente, incidano su un'agevolazione già legittimamente maturata, visto che il contribuente aveva specificato di aver già avviato le procedure per ottenere i bonus per la ristrutturazione dell’immobile, pagando le relative fatture, intestate alla moglie, per i materiali e per i servizi.
Gli obblighi documentali
L'Agenzia chiude ricordando che, se vi sono più soggetti titolari del diritto alla detrazione, il beneficio può spettare anche a chi non risulti intestatario del bonifico e/o della fattura nella misura in cui abbia sostenuto le spese, a prescindere dalla circostanza che il bonifico sia stato o meno ordinato da un conto corrente cointestato con il soggetto che risulti, invece, intestatario dei documenti contabili.
A tal fine, è necessario che i documenti di spesa siano appositamente integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e l’indicazione della relativa percentuale.
Tali integrazioni devono essere effettuate fin dal primo anno di fruizione del beneficio, in quanto è esclusa la possibilità di modificare la ripartizione della spesa nei periodi d’imposta successivi.
FAQ TECNICHE: Bonus Ristrutturazioni 50% per abitazione principale | Ingenio
La detrazione al 50% spetta sempre per le ristrutturazioni nel 2026?
No. L’aliquota maggiorata è riconosciuta solo se l’immobile oggetto degli interventi è adibito ad abitazione principale del contribuente in uno dei momenti rilevanti individuati dalla norma.
Quando deve essere abitazione principale l’immobile?
È sufficiente che l’immobile sia abitazione principale all’inizio dei lavori oppure al termine degli stessi. Non è necessario che lo sia per l’intera durata dell’intervento.
Se l’immobile diventa abitazione principale solo a fine lavori, perdo il bonus?
No. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che anche questa ipotesi consente di accedere alla detrazione del 50%, purché la destinazione sia effettiva al termine dei lavori.
Cosa succede se dopo i lavori l’immobile non è più abitazione principale?
La perdita successiva del requisito non comporta la decadenza dall’agevolazione. Il diritto alla detrazione resta valido una volta maturato correttamente.
Il requisito dell’abitazione principale va verificato ogni anno?
No. La verifica è limitata al momento iniziale o finale dei lavori. Eventuali cambiamenti successivi non incidono sulla fruizione delle quote di detrazione residue.
LA RISPOSTA 119/2026 DELL'AGENZIA ENTRATE E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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