Boom dei data center in Italia: Milano punta a diventare il nuovo hub europeo
Il mercato dei data center in Italia sta vivendo una fase di espansione senza precedenti. Secondo i dati dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, tra infrastrutture operative e nuovi progetti in pipeline il settore è destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni, con Milano candidata a diventare uno dei principali hub europei dell’economia digitale.
Il mercato dei data center in Italia sta vivendo una fase di forte espansione, trainata dalla crescita dei servizi cloud, dell’intelligenza artificiale e della domanda di capacità computazionale. Secondo i dati dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, nel 2025 il Paese conta 26 infrastrutture attive e una potenza IT installata di 609 MW, con decine di nuovi progetti previsti nei prossimi anni. Milano e la sua area metropolitana stanno emergendo come principale hub nazionale ed europeo per nuovi investimenti, grazie alla presenza di reti di connettività, domanda digitale e infrastrutture energetiche. La crescita del settore pone però anche interrogativi su energia, pianificazione territoriale e sostenibilità degli investimenti.
Sommario tematico
- crescita dei data center in Italia
- evoluzione della potenza IT installata
- sviluppo dei campus data center
- ruolo di Milano nel mercato europeo
- investimenti previsti nel triennio 2026-2028
Data center in Italia: dimensioni del mercato e capacità IT installata
609 megawatt di capacità complessiva installata, 26 infrastrutture realizzate. E per i prossimi tre anni sono previsti 83 nuovi progetti. Sono questi alcuni dei numeri che aiutano a capire il fenomeno data center in Italia nel 2025.
I dati sono quelli diffusi di recente dall’Osservatorio Data Center del dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico Bovisa di Milano. Con queste credenziali il nostro Paese si candida a rappresentare il nuovo hub europeo dei data center - con al centro Milano e la sua area metropolitana - che nei prossimi tre anni potrebbe catalizzare il 23% degli investimenti potenziali previsti nei 13 principali poli europei.
Domanda di energia e connessioni alla rete: il nodo infrastrutturale dei data center
Un aumento esponenziale si è registrato anche sul fronte delle richieste di allacciamento alla rete elettrica in alta tensione: da 30 Gigawatt del 2024 si è passati a 68,5 del 2025.
La crescita della potenza IT installata nei data center italiani
In questi ultimi due anni è cresciuta anche la potenza It installata con accesso all’alta tensione (It sta per quantità di energia elettrica dedicata esclusivamente ad alimentare le apparecchiature informatiche all'interno di un centro dati; nda): nel 2024 erano 0,07 Gw, un anno dopo 0,18.

E per i prossimi anni, l’Osservatorio stima valori sempre crescenti: 0,32 Gw nel 2026, 0,52 nel 2027 e 0,78 nel 2028.
Su questo punto, quello delle richieste di allacciamento alla rete elettrica in alta tensione, non sfugge il commento preoccupato dei ricercatori dell’Osservatorio, che fanno notare “quanto le richieste siano slegate all’effettiva capacità di crescita dell’ecosistema italiano” e che “serve un intervento industriale e legislativo per incentivare un’evoluzione sostenibile del settore, tutelando da possibili comportamenti speculativi che minacciano la tenuta del sistema”. Insomma, c’è chi tende a spingere sul fronte immobiliare più che sul tasto produttivo vero e proprio.
Investimenti e nuovi operatori: cosa aspettarsi dal mercato 2026-2028
Le previsioni per i prossimi tre anni: 30 operatori e 25 miliardi di investimenti nei nuovi data center
I dati dell’Osservatorio del Politecnico Bovisa ci aiutano anche a traguardare i prossimi tre anni. Dal 2026 al 2028 sono 30 gli operatori che hanno in costruzione o in pipeline qualcosa come 874 Mw It, per un valore di investimenti superiori a 25 miliardi di euro. Di questi trenta, 19 sono realtà che per la prima volta entrano nel mercato nazionale, con una quota di circa il 72% dei Mw It annunciati per il triennio.
In base all’esperienza maturata e alla conoscenza delle dinamiche del settore, i ricercatori del Politecnico stimano che il 30% degli investimenti in pipeline per i prossimi tre anni potrebbe subire ritardi e rallentamenti. Ciò a causa delle logiche che governano le valorizzazioni delle società quotate in borsa, ma anche per l’iter burocratico in materia di data center che è ancora in via definizione.
Il ruolo degli hyperscaler nello sviluppo delle infrastrutture cloud
Da notare che circa la metà dei Megawatt It in arrivo nel prossimo triennio sono stati già opzionati per l’utilizzo dei CSP Hyperscale (i Cloud Service Provider Hyperscale sono aziende fornitrici di servizi cloud, che gestiscono un'infrastruttura di data center massiccia, progettata per offrire scalabilità, elaborazione e storage ad altissime prestazioni per milioni di utenti: tra queste organizzazioni spiccano i leader globali come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud Platform; nda).

La geografia dei data center in Italia: dove si concentrano le infrastrutture
Quanti operatori e quanta potenza IT nel mercato italiano
In Italia, nel 2021 gli attori presenti sul mercato nazionale erano 59, con 307 Mw It installati; stesso numero nel 2022, con 368 Mw It; 61 nel 2023 (438), 64 nel 2024 (513) e 70 operatori nel 2025 (609). Dei 10 attori che in Italia hanno aperto data center, sei sono i nuovi ingressi nel mercato nazionale, mentre nel 2025 sono diventate operative 26 nuove infrastrutture.


L’ecosistema italiano sta registrando un’evoluzione complementare di infrastrutture di grandi dimensioni concentrate soprattutto nell’area milanese e di infrastrutture di piccole dimensioni distribuite sull’intero territorio nazionale.
Low power, medium power e high power: come si distribuiscono i data center
Sul totale dei Megawatt It nominali installati, il 9% riguarda infrastrutture low power, (minori di 2 Mw), la maggior parte, il 52%, si riferisce a data center medium power (da 2 a 10 Mw), mentre il restante 39% a centri dati high power (maggiori di 10 Mw).
Le infrastrutture low power sono presenti un po’ in tutta Italia, quelle medium power concentrate nelle principali città del Nord e dei principali capoluoghi di regione; quelle high power sono presenti unicamente nell’area milanese.

Campus data center: il modello industriale dominante
I campus detengono oggi la maggior quota di energia nominale It installata sul territorio nazionale e rappresentano la principale scelta degli investimenti svolti dagli attori del mercato.
Perché gli operatori scelgono il modello campus
I vantaggi sono facilmente intuibili: economie di scala, modularità, predisposizione al riutilizzo di edifici su aree brownfield.
Ben 44 data center sono costruiti all’interno di campus, con un totale di 609 Mw It di potenza installata (il 55% del totale) e una potenza energetica It media variabile da 7 a 10 Mw.

Le previsioni per i prossimi anni
Come noto, l’Italia ha di fronte a sé anni di forte crescita, che coinvolgerà l’intero territorio nazionale, portando la potenza It nominale installata a superare la soglia di 1 Gw già nel 2027.
L’Osservatorio, per quanto riguarda la potenza nominale installata It nel periodo 2025-2028 prevede, per l’anno in corso, una crescita del 35% sull’anno precedente, del 42% per il 2027 (sul 2026), del 26% per il 2028 (sul 2027).

Per quanto riguarda la potenza It installata dal 2025 al 2028 si passerebbe dai 609 Mw It a 1.483.
Sempre nei prossimi tre anni, i collegamenti all’alta tensione diventeranno un requisito sempre più ricercato dagli operatori del mercato dei data center: se nel 2025 erano 33, tra tre anni, nel 2028, potranno essere 78, con circa 700 Mw It potenzialmente connessi in alta tensione in costruzione e previsti nel prossimo triennio; il 71% del totale avverrebbe all’interno di Campus.

Sempre nel periodo considerato - 2026-2028 - saranno da 10 a 12 i miliardi di investimenti per la costruzione e il popolamento di infrastrutture data center a uso dei cloud provider, valori pari al 40-50% degli investimenti attualmente dichiarati per i prossimi tre anni.
...CONINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO INTEGRALE NEL PDF
DALLA REDAZIONE. L’articolo offre una panoramica aggiornata sull’evoluzione del mercato dei data center in Italia, basata sui dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano. L’analisi evidenzia il ruolo crescente di Milano come hub digitale europeo e mette in luce le principali dinamiche di investimento e sviluppo infrastrutturale del settore.
IL GLOSSARIO
Data Center - Edificio che mette a disposizione lo spazio, la rete di comunicazione, le utility e tutti i servizi necessari per il funzionamento delle infrastrutture It in cui vengono eseguiti applicazioni e servizi digitali. Al suo interno può essere suddiviso in tre componenti:
Infrastruttura abilitante - Infrastrutture fisiche presenti sul territorio e di proprietà dei provider volte a fornire lo spazio fisico (building) e i sistemi base per il funzionamento del Data Center (condizionamento, utility e sistemi di sicurezza fisica) fondamentali per ospitare l’infrastruttura It propria o di clienti esterni.
Infrastruttura IT - Infrastrutture It fisiche e virtualizzate preposte all’erogazione di servizi verso i clienti.
Servizi a valore aggiunto - Insieme di soluzioni che poggiano sull’infrastruttura Data Center per l’erogazione di servizi ai clienti finali della catena digitale.
Campus Data Center - Insieme di più edifici Data Center, con sistemi di ridondanza e alimentazione indipendenti tra loro, localizzati nello stesso complesso industriale.
Colocation - Compravendita o affitto di infrastrutture abilitanti o loro porzioni per il posizionamento di server e patrimonio informativo delle organizzazioni. Si divide in tre modalità.
Colocation retail - In cui vengono messe a disposizione piccole porzioni di un’infrastruttura abilitante (fino a 10 rack unit totali).
Colocation wholesale - In cui vengono messe a disposizione grandi porzioni di un’infrastruttura abilitante (da 10 rack unit fino a intere sale dati).
Colocation building hyperscale - In cui vengono messi a disposizione interi edifici per un singolo attore hyperscaler.
Data Center ad Alta Potenza - Tipologia di infrastrutture di Data Center che detengono al loro interno una potenza energetica It nominale maggiore di 10 Mw It e necessitano di infrastrutture di alta tensione per il loro corretto funzionamento.
FLAPD - Acronimo delle iniziali delle cinque città europee di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino intorno alle quali si sono storicamente sviluppati i mercati Data Center principali a livello europeo.
Intelligenza Artificiale - L’Artificial Intelligence è il ramo della computer science che studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di specifiche capacità tipiche dell’essere umano e in grado di perseguire autonomamente una finalità definita prendendo delle decisioni che, fino a quel momento, erano solitamente affidate agli esseri umani.
Mw It - Unità di misura della potenza energetica nominale dei Data Center, in cui viene considerata unicamente la componente relativa alle sale dati dell’infrastruttura.
Public Cloud - Si intende un modello di erogazione delle tecnologie che rende disponibile l’accesso su richiesta a un insieme condiviso di risorse (infrastrutturali e/o applicative) rapidamente allocabili o rilasciabili in autonomia e con un minimo sforzo di gestione. Le soluzioni fruite in modalità Public Cloud vengono erogate da un’infrastruttura appartenente a un service provider e il cliente può utilizzarle in modalità self-service in modo scalabile e misurabile, pagando a consumo. L’offerta comprende: servizi SaaS (Software as a Service - applicazioni enterprise, di produttività personale e altre soluzioni verticali), servizi PaaS (Platform as a Service - piattaforme e framework applicativi, database e data services, integrazione e sviluppo applicativo) e servizi IaaS (Infrastructure as a Service - macchine virtuali, storage, container, disaster recovery e business continuity).
Quantum Computing - Il quantum computing è un nuovo sistema computazionale basato sulla manipolazione attiva degli stati quantistici della materia per l’elaborazione di informazioni. Si fonda sull’utilizzo del bit quantistico, o qubit: a differenza del bit tradizionale che può assumere solo valore 0 e 1 – come una moneta può essere solo testa o croce – il qubit può assumere valore 0, 1 o una combinazione lineare di 0 e 1, passando da una misura deterministica a una probabilistica, come una moneta che, mentre ruota, ha una certa probabilità di assumere testa e una certa di assumere croce. Questo principio quantistico è chiamato principio di sovrapposizione degli stati. Grazie ad esso, il sistema quantistico può elaborare più input nello stesso momento, riducendo il numero di operazioni necessarie per ottenere un certo risultato. Ciò porta a un aumento della capacità computazionale teoricamente esponenziale, aprendo la strada per la risoluzione di problemi complessi finora irrisolvibili.
Sovranità del dato - Si riferisce al modo in cui uno Stato regola ed esercita il governo della tecnologia e dei servizi utilizzati all’interno del perimetro nazionale, con l’obiettivo di mantenere dati, in particolare se sensibili all’interno dei confini del proprio territorio.
Virtual & Hosted Private Cloud: si intende l’esternalizzazione delle infrastrutture It presso un fornitore attraverso risorse virtualizzate che, pur presentando modalità di fruizione simili al Cloud pubblico, non sono condivise ma dedicate e dunque garantiscono un maggiore isolamento rispetto ad un ambiente pubblico.
FAQ TECNICHE sui Data Center
Quanto energia consuma un data center?
Il consumo energetico di un data center dipende principalmente dalla potenza IT installata, che rappresenta l’energia destinata alle apparecchiature informatiche. Nel mercato italiano questa potenza è espressa in MW IT e identifica la capacità computazionale dell’infrastruttura. I data center di grandi dimensioni, definiti high power, superano i 10 MW IT e richiedono connessioni alla rete elettrica in alta tensione. Nel caso dei campus hyperscale, la potenza può raggiungere centinaia di megawatt.
Che cos’è un campus data center?
Un campus data center è un complesso industriale che ospita più edifici data center indipendenti, con sistemi di alimentazione e ridondanza dedicati. Questo modello consente economie di scala, maggiore modularità nella crescita delle infrastrutture e maggiore efficienza nella gestione delle utility. In Italia una parte significativa della potenza IT installata è già concentrata in campus di questo tipo.
Che cosa significa MW IT nei data center?
Il megawatt IT rappresenta l’energia elettrica destinata esclusivamente alle apparecchiature informatiche di un data center, come server, sistemi di storage e apparati di rete. Non include quindi l’energia necessaria per i sistemi ausiliari dell’edificio, come raffreddamento o illuminazione. È l’indicatore principale utilizzato per misurare la dimensione delle infrastrutture digitali.
Quali sono i principali hub europei dei data center?
I principali poli europei sono tradizionalmente i cosiddetti FLAPD: Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino. Negli ultimi anni si stanno affermando anche nuovi hub come Milano, Madrid e Varsavia, mentre i paesi nordici attraggono investimenti grazie alla disponibilità di energia e condizioni climatiche favorevoli.
Perché Milano è diventata centrale nello sviluppo dei data center?
Milano concentra diversi fattori favorevoli: infrastrutture di connettività internazionale, presenza di grandi operatori economici, accesso alla rete elettrica e disponibilità di aree industriali. Questi elementi, insieme alla crescente domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale, rendono l’area metropolitana uno dei principali poli europei per gli investimenti nelle infrastrutture digitali.
Data center
I data center sono infrastrutture strategiche per il digitale e l’IA. Progettazione, impianti, consumi energetici e sostenibilità sono temi centrali per ingegneri e architetti. INGENIO raccoglie analisi tecniche, casi studio e approfondimenti dedicati.
Digitalizzazione
Scopri la digitalizzazione in edilizia: BIM, digital twin, cantiere digitale, piattaforme collaborative e normative. Su INGENIO articoli tecnici e casi reali per innovare il mondo delle costruzioni.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
