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Coperture con impianti fotovoltaici: perché la lana minerale è il riferimento per la classificazione Broof(t3)

Le nuove Linee Guida dei Vigili del Fuoco per gli impianti fotovoltaici attribuiscono maggiore rilevanza alle classificazioni Broof (t3) e Broof (t4). La UNI CEN/TS 16459 definisce le regole di estensione delle prove e individua la lana minerale come isolante di riferimento nei provini utilizzati per la classificazione Broof (t3) delle membrane bitume-polimero.

L'aggiornamento delle Linee Guida dei Vigili del Fuoco per gli impianti fotovoltaici installati sulle coperture introduce un'importante evoluzione nell'approccio alla sicurezza antincendio degli edifici. Se in passato l'attenzione era concentrata prevalentemente sulla classificazione BROOF (t2), oggi, in presenza di impianti fotovoltaici, vengono considerate preferenziali le classificazioni BROOF (t3) e BROOF (t4), che valutano il comportamento al fuoco dell'intera stratigrafia della copertura e non del solo elemento impermeabilizzante.

In questo contesto assume un ruolo centrale la UNI CEN/TS 16459, che disciplina le regole di estensione dei risultati delle prove di resistenza al fuoco esterno eseguite secondo la CEN/TS 1187.


Nuove Linee Guida VVF: più attenzione al comportamento del sistema di copertura

Con il provvedimento DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha aggiornato la guida tecnica dedicata agli impianti fotovoltaici installati sulle attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi.

L'obiettivo è limitare:

  • l'innesco dell'incendio;
  • la propagazione del fuoco lungo la copertura;
  • la propagazione dall'esterno verso l'interno dell'edificio.

Per questo motivo, quando la copertura ospita un impianto fotovoltaico, le Linee Guida indicano come preferenziali le classificazioni BROOF (t3) e BROOF (t4), che prendono in esame il comportamento dell'intero pacchetto tecnologico della copertura.

Il ruolo della UNI CEN/TS 16459 nelle estensioni delle prove BROOF (t3)

La classificazione di un sistema di copertura non dipende esclusivamente dall'esito della prova sperimentale, ma anche dalle modalità con cui tale risultato può essere esteso ad altre configurazioni costruttive.

La UNI CEN/TS 16459 definisce proprio le regole di applicazione estesa (Extended Application - EXAP), stabilendo quali modifiche possano essere apportate alla stratigrafia senza compromettere la validità della classificazione ottenuta.

Per le membrane bitume-polimero, il riferimento è il capitolo C della norma e, in particolare, il paragrafo C.3.3, che definisce le caratteristiche del cosiddetto provino tipico utilizzato durante la prova BROOF (t3).

Perché il provino tipo prevede un isolante in lana minerale

Tra i requisiti previsti dal provino di riferimento descritto nella UNI CEN/TS 16459 figura uno strato di isolante in lana minerale con spessore compreso tra 40 e 60 mm.

L'impiego di questa configurazione consente, una volta superata la prova, di applicare le regole di estensione riportate nel Prospetto C.4 della specifica tecnica, ampliando il numero di sistemi di copertura ai quali può essere estesa la classificazione.

Le regole risultano particolarmente rilevanti anche negli interventi di:

  • riqualificazione energetica;
  • rifacimento di coperture esistenti;
  • sovrapposizione su vecchie membrane bituminose.

Per queste applicazioni la norma fornisce indicazioni specifiche sulle condizioni entro cui l'estensione della classificazione può essere considerata valida.

BROOF (t3): il ruolo della lana minerale nella validazione dei sistemi di copertura

L'applicazione delle regole previste dalla UNI CEN/TS 16459 evidenzia come la lana minerale rappresenti il materiale isolante di riferimento per la preparazione dei provini utilizzati nelle prove BROOF (t3) delle membrane bitume-polimero.

Questo aspetto assume particolare rilevanza nella progettazione di coperture destinate a ospitare impianti fotovoltaici, dove la verifica della prestazione al fuoco interessa l'intera stratigrafia del sistema e non soltanto il manto impermeabile.

PER APPROFONDIRE
Resistenza al fuoco delle coperture: classificazione Broof e conformità RTV con isolanti in lana minerale

La resistenza al fuoco delle coperture è regolata da normative e linee guida specifiche che richiedono classificazioni Broof sempre più elevate, soprattutto in presenza di impianti fotovoltaici. Le nuove linee guida dei Vigili del Fuoco per coperture con impianti FV (2025) privilegiano sistemi Broof (t3), rendendo centrale la corretta progettazione della stratigrafia e l’uso di isolanti idonei. (Leggi QUI l'approfondimento)

Classificazione BROOF (t3) e coperture con impianti fotovoltaici: la Guida tecnica Saint-Gobain

Per approfondire il tema della classificazione BROOF (t3), delle regole di estensione previste dalla UNI CEN/TS 16459 e del ruolo della lana minerale nelle coperture con impianti fotovoltaici, il marchio Isover di Saint-Gobain mette a disposizione una brochure tecnica dedicata. Il documento illustra il quadro normativo di riferimento, i criteri applicativi e le principali indicazioni progettuali per la verifica delle prestazioni al fuoco delle coperture.

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Alcuni riferimenti normativi in sintesi
Provvedimento DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025 – Linee Guida per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici.
UNI CEN/TS 16459
– Regole di applicazione estesa (EXAP) per la classificazione delle coperture
UNI CEN/TS 1187
– Metodi di prova per la determinazione della resistenza al fuoco esterno delle coperture.
UNI EN 13501-5
– Classificazione al fuoco delle coperture esposte al fuoco esterno (BROOF).


FAQ tecniche -  Classificazione BROOF  e resistenza al fuoco delle coperture: domande frequenti

Come viene classificata la resistenza al fuoco esterno delle coperture secondo la normativa vigente?

La classificazione è definita dalla UNI EN 13501-5 e prevede classi da BROOF (massima prestazione) a FROOF (assenza di prestazione), determinate sulla base dei risultati delle prove eseguite secondo la UNI CEN/TS 1187.

Qual è il significato dei metodi di prova t1, t2, t3 e t4?

I metodi t1, t2, t3 e t4, definiti dalla UNI CEN/TS 1187, non rappresentano livelli crescenti di prestazione, ma identificano differenti configurazioni di prova per valutare il comportamento al fuoco esterno delle coperture.

In quali condizioni una copertura classificata BROOF (t2) è applicabile a diversi supporti?

Una classificazione BROOF (t2) ottenuta su supporto combustibile consente l’estensione dell’applicazione su substrati sia combustibili sia incombustibili, mentre se ottenuta su supporto incombustibile è valida solo per applicazioni su superfici analoghe.

Come si applicano le regole di estensione delle prove secondo la CEN/TS 16459 per BROOF (t3)?

La CEN/TS 16459 definisce le modalità per estendere i risultati delle prove ottenute secondo la UNI CEN/TS 1187, introducendo il concetto di "provino tipico" in lana minerale e criteri tecnici (stratigrafia, densità, spessore, conducibilità) per valutare la validità della classificazione al variare delle condizioni di impiego, inclusi gli interventi su coperture già impermeabilizzate.

Quali prescrizioni si applicano alle coperture con presenza di impianti energetici o materiali combustibili?
Secondo la RTV V.13 (2022), in presenza di impianti (es. fotovoltaico) o materiali combustibili, le porzioni di copertura interessate devono essere progettate con classificazione BROOF (t2, t3 o t4) oppure con resistenza al fuoco EI 30, al fine di ridurre il rischio di innesco e propagazione dell’incendio.

Quali indicazioni introducono le Linee Guida dei Vigili del Fuoco del 2025 per le coperture con impianti fotovoltaici?

Le Linee Guida n. 14030/2025 dei Vigili del Fuoco indicano come soluzione ordinaria l'impiego di sistemi classificati BROOF
(t3) o BROOF (t4), superando l'utilizzo generalizzato della classe BROOF (t2).

Quali requisiti antincendio impone la RTV V.13 per le coperture degli edifici civili?

La RTV V.13 (D.M. 30 marzo 2022) prevede, in funzione della tipologia di edificio (SA, SB, SC), l'adozione di fasce di separazione oppure la protezione dell'intera copertura con sistemi classificati BROOF (t2, t3 o t4) oppure con elementi aventi resistenza al fuoco almeno EI 30.

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