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Calcestruzzi che si riparano da soli: a Filadelfia si discute il futuro delle infrastrutture resilienti

Il calcestruzzo autoriparante è uno dei fronti più avanzati per aumentare durabilità, resilienza e vita utile delle infrastrutture. A Philadelphia, ICSHM 2026 riunisce ricerca, industria e tecnici sui materiali self-healing applicati alle costruzioni.

Il calcestruzzo autoriparante rappresenta una linea di ricerca strategica per ridurre la vulnerabilità delle infrastrutture in calcestruzzo esposte a fessurazioni, infiltrazioni e degrado progressivo. ICSHM 2026, in programma dall’8 al 10 luglio 2026 alla Drexel University di Philadelphia, mette a confronto scienza dei materiali, modellazione, sensing, durabilità e trasferimento industriale. Per progettisti, gestori e imprese, il tema riguarda la possibilità di passare da una manutenzione correttiva a materiali capaci di contribuire alla continuità prestazionale dell’opera. INGENIO inquadra l’evento come osservatorio tecnico sul futuro delle infrastrutture resilienti.


Materiali autoriparanti: a Filadelfia la 10ª conferenza internazionale ICSHM 2026

Dall’8 al 10 luglio 2026 la Drexel University di Filadelfia ospiterà la 10th International Conference on Self-Healing Materials – ICSHM 2026, uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti dedicati ai materiali autoriparanti. La sede dell’evento sarà il Bossone Research Enterprise Center, nel campus di Drexel University.  

Il programma conferma la crescente centralità di un tema che non riguarda più soltanto la ricerca di frontiera, ma anche il futuro dell’ingegneria dei materiali, delle infrastrutture e delle costruzioni. I materiali self-healing, infatti, puntano a una sfida decisiva: aumentare la durabilità, ridurre gli interventi manutentivi, prolungare la vita utile delle opere e migliorare la sostenibilità complessiva dei sistemi costruiti.

La conferenza riunirà ricercatori, ingegneri e professionisti provenienti da oltre 18 Paesi e 6 continenti, con più di 70 presentazioni tra keynote lecture, sessioni tecniche, poster, forum sulla commercializzazione e trasferimento tecnologico. I temi affrontati coprono un ampio spettro di applicazioni: calcestruzzo autoriparante, polimeri dinamici, compositi, materiali bio-ispirati, modellazione numerica, strategie di durabilità e applicazioni emergenti.

Le keynote: dalla ricerca sui polimeri allo sviluppo dei materiali da costruzione autoriparanti

Il programma delle keynote conferma il carattere fortemente interdisciplinare dell’evento.

La giornata di apertura prevede gli interventi di Nancy Sottos, University of Illinois Urbana-Champaign, con una relazione dedicata a Space: The Final Frontier for Self-healing Polymers, e di Peter X. Ma, University of Michigan, Ann Arbor, sul tema dei materiali biomimetici multiscala per la rigenerazione dei tessuti.  

Particolarmente rilevante per il mondo delle costruzioni sarà la keynote di Erik Schlangen, Delft University of Technology, dal titolo “20 Years of Self-healing Construction Materials”. Schlangen è uno dei riferimenti internazionali nello studio dei materiali da costruzione autoriparanti, con attività che spaziano dal calcestruzzo all’asfalto, dalla micromeccanica ai materiali intelligenti, fino alla stampa 3D del calcestruzzo.  

Accanto a lui, la seconda giornata ospiterà anche la keynote di Anna Balazs, University of Pittsburgh, dedicata ai meccanismi di crescita dei domini duri e morbidi negli strati polimerici e ai loro effetti sulla morfologia finale. Si tratta di un contributo che evidenzia come la ricerca sui materiali autoriparanti non sia confinata al solo ambito cementizio, ma si muova lungo una linea di sviluppo comune tra chimica, fisica dei materiali, polimeri, compositi e sistemi funzionali avanzati.  

La terza giornata sarà invece dedicata anche alle Awardee Keynote Lectures, con Didier Snoeck, Université Libre de Bruxelles, sul tema “Healing and Beyond: Superabsorbent Polymers in Cement-based Materials”, e Seppe Terryn, Vrije Universiteit Brussel, con una relazione sui soft robot autoriparanti. Anche in questo caso, il programma mette in evidenza due traiettorie strategiche: da un lato l’impiego di polimeri superassorbenti nei materiali cementizi per favorire controllo delle fessure, self-sealing e guarigione autogena; dall’altro lo sviluppo di sistemi robotici e materiali morbidi capaci di recuperare funzionalità dopo il danno.  

Calcestruzzo autoriparante, durabilità e applicazioni nelle infrastrutture

Per il settore delle costruzioni, il cuore tecnico della conferenza sarà rappresentato dalle numerose sessioni dedicate al self-healing concrete e ai materiali cementizi avanzati.

Tra i temi principali figurano le tecniche bio-based per la chiusura delle fessure, i processi di precipitazione del carbonato di calcio, l’impiego di batteri e microrganismi, le microcapsule, gli idrogel, gli additivi cristallizzanti, le reti vascolari e i sistemi per migliorare la durabilità del calcestruzzo in ambienti aggressivi.

Il programma include sessioni specifiche su fundamentals, limitations and advanced strategies in concrete self-healing, healing performance and efficiency in cement-based composites, self-healing concrete durability, fracture mechanics and modeling, long-term performance and case studies, e microbial induced calcite precipitation for self-healing in concrete.  

Non mancano inoltre contributi applicativi e casi studio, tra cui interventi dedicati alla mitigazione delle infiltrazioni in impianti di trattamento acque, all’ottimizzazione dei costi lungo il ciclo di vita delle riparazioni in calcestruzzo, alla durabilità delle infrastrutture e al passaggio dalle validazioni di laboratorio all’implementazione in campo.

Liberato Ferrara: Che cosa è il calcestruzzo autoriparante, e come si valuta

Il ruolo delle figure italiane

Tra le presenze italiane spicca quella del prof. Liberato Ferrara del Politecnico di Milano, componente dello Scientific Committee e protagonista del programma tecnico. Ferrara interverrà nella sessione dedicata alle strategie avanzate per il calcestruzzo autoriparante con una relazione sulle strategie di funzionalizzazione self-healing dei betoncini tessili rinforzati, e sarà inoltre moderatore della sessione dedicata alle strategie autoriparanti ispirate alla natura.  

La presenza italiana assume un valore particolare perché conferma il ruolo della ricerca nazionale in un ambito strategico per il futuro delle costruzioni: quello dei materiali capaci non solo di resistere al degrado, ma di reagire attivamente al danno. Una prospettiva che può incidere in modo rilevante sulla progettazione di infrastrutture più durevoli, sostenibili e resilienti.

Ricerca, mercato e trasferimento tecnologico

Accanto alle sessioni scientifiche, ICSHM 2026 dedicherà un momento specifico al tema della commercializzazione e del trasferimento tecnologico, con uno Special Plenary Forum Session: Commercialization & Technology Transfer. Il forum affronterà il passaggio dalla validazione della ricerca all’implementazione in campo, la pianificazione della commercializzazione già nelle fasi iniziali dell’ideazione, il percorso delle startup tecnologiche e il rapporto tra esigenze commerciali e differenze culturali nei mercati internazionali.  

È un passaggio cruciale: perché l’innovazione nei materiali autoriparanti potrà produrre effetti reali solo se saprà uscire dai laboratori e trovare applicazione nei cantieri, nelle infrastrutture e nei processi industriali.

In questo contesto si colloca anche la presenza di Penetron International, sponsor Platinum dell’ICSHM 2026 e sponsor del Gala Dinner, in programma al Museum of the American Revolution. Una partecipazione che assume rilievo anche per il mercato italiano, considerando che Penetron Italia, distributore nazionale delle tecnologie Penetron e membro del CLUB INGENIO Exclusive, rappresenta nel nostro Paese il collegamento diretto con soluzioni orientate alla durabilità, alla protezione e all’impermeabilizzazione delle strutture in calcestruzzo.

Un appuntamento strategico per il futuro della durabilità

Filadelfia diventa così, per tre giorni, un punto di incontro internazionale tra ricerca, industria e progettazione avanzata. Per il mondo delle costruzioni l’appuntamento rappresenta un’occasione importante per osservare da vicino una traiettoria tecnologica destinata a pesare sempre di più nel futuro della durabilità, della manutenzione programmata e della sostenibilità delle opere.

I materiali autoriparanti non sono più soltanto un tema di laboratorio: stanno diventando una possibile risposta tecnica alla necessità di costruire infrastrutture più longeve, resilienti e meno dipendenti da interventi manutentivi ripetuti. Ed è proprio su questo passaggio — dalla promessa scientifica alla pratica ingegneristica — che ICSHM 2026 concentra una parte essenziale del proprio valore.

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