Calcestruzzi e ambienti aggressivi - Ne parliamo con Mauro Mele e Nicola Vigorito, membri delle Commissioni Ambientee Sicurezza e Tecnologia Atecap
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Domande:
- Tra i vari ambienti aggressivi (per la presenza di cloruri, o di sali disgelanti o soggetti a cicli di gelo e disgelo o a sostanze chimiche, ecc.) quale ritiene sia il più pericoloso e perché?
- Nella sua esperienza di produttore di calcestruzzo ritiene che tra i prescrittori, ci sia sufficiente informazione sulle varie modalità di attacco da cloruri o da altre sostanze chimiche ? Hanno buona conoscenza delle classi di esposizione specifiche per queste tipologie di aggressione del calcestruzzo?
- In caso di presenza di cloruri quali sono i cementi più adatti per dare una maggiore garanzia di durabilità? Perchè?
- Quali possono essere le azioni di prevenzione standard e quali le protezioni aggiuntive tali da impedire il raggiungimento del tenore critico di cloruri alla profondità delle armature in un tempo pari alla vita di servizio di progetto?
- Tralasciando i casi degli ambienti industriali che presentano specificità proprie, è risaputo che anche ambienti più comuni possono presentare rischi di aggressione chimica, legati alla presenza di terreni e/o acque contenenti alte concentrazioni di solfati o di anidride carbonica. Cosa si deve fare per valutare l’entità dell’azione aggressiva? e quali azioni preventive prendere?
- Il mercato ha proposto delle innovazioni tecniche utili alla preparazione di calcestruzzi più durevoli?