Calcestruzzi intelligenti e stampa 3D: una convergenza tecnologica
L’orientamento dei percorsi di stampa nella stampa 3D del calcestruzzo intelligente influisce in modo significativo sulla conducibilità elettrica e sulla capacità di rilevare l’innesco delle fessure.
La convergenza tra stampa 3D e materiali cementizi autorilevanti apre nuove prospettive per il monitoraggio strutturale integrato nelle opere in calcestruzzo. La possibilità di “progettare” il materiale durante la deposizione, orientando fibre conduttive e percorsi di stampa, consente di modulare sia le prestazioni meccaniche sia la sensibilità elettrica del manufatto. Le ricerche più recenti mostrano come il processo di stampa non sia neutro, ma influenzi in modo diretto la risposta piezoresistiva e la capacità di individuare la fessurazione. In questo scenario, la manifattura additiva diventa uno strumento di ingegneria del materiale oltre che di produzione.
Calcestruzzi intelligenti e stampa 3D: una convergenza tecnologica
La ricerca presentata da Israel Sousa ad ANIDIS 2025 si inserisce nel filone emergente che integra materiali cementizi e tecnologie di stampa 3D, con l’obiettivo di trasformare il calcestruzzo da semplice materiale strutturale a componente “intelligente” capace di fornire informazioni sul proprio stato di sollecitazione e danneggiamento. I calcestruzzi autorilevanti (self-sensing concrete) sfruttano l’introduzione di fibre o filler conduttivi per ottenere una risposta elettrica sensibile alle deformazioni e alla formazione di fessure: la variazione di resistenza elettrica diventa così un indicatore del comportamento meccanico della struttura. In questo quadro, la stampa 3D non è solo una tecnica costruttiva innovativa, ma un vero e proprio strumento di progettazione del materiale, poiché consente di controllare la disposizione interna dei componenti conduttivi durante il processo di deposizione.
Negli ultimi anni la manifattura additiva applicata al calcestruzzo ha conosciuto un’accelerazione notevole, sia sul piano scientifico sia nelle prime applicazioni reali, con la realizzazione di piccoli edifici e ponti dimostrativi. I vantaggi rispetto ai metodi tradizionali sono evidenti: riduzione degli sprechi di materiale, maggiore sicurezza nei cantieri grazie alla diminuzione della manodopera direttamente esposta, possibilità di realizzare geometrie complesse difficilmente ottenibili con casserature convenzionali. A questi aspetti si aggiunge un potenziale ancora poco esplorato ma strategico per i materiali autorilevanti: l’orientamento preferenziale delle fibre all’interno dell’ugello di stampa, che può favorire la formazione di percorsi conduttivi più efficienti e migliorare le prestazioni piezoresistive del composito.
La relazione trattata in questo articolo è stata presentata al XX Convegno ANIDIS e gli autori sono: Israel Sousa, Antonella D'Alessandro, Daniel Andres Triana-Camacho e Filippo Ubertini.
Percorsi di stampa, orientamento delle fibre e risposta sensoriale
Il cuore del lavoro presentato riguarda l’analisi dell’influenza dei percorsi di stampa sulla sensibilità elettrica e sul comportamento meccanico di elementi cementizi stampati in 3D. I provini sono stati realizzati con due configurazioni principali: una con traiettorie di deposizione parallele all’asse longitudinale dell’elemento e una con traiettorie perpendicolari. La matrice utilizzata comprendeva sia una pasta cementizia sia una malta, entrambe additivate con fibre di carbonio lunghe circa 6 mm, scelte per il loro contributo alla conducibilità elettrica. La preparazione del materiale e il processo di stampa sono stati progettati per ottenere una dispersione il più possibile omogenea delle fibre, pur nella consapevolezza che la deposizione stratificata introduce inevitabilmente una direzionalità nel comportamento del materiale.
Le prove sperimentali hanno combinato misure meccaniche in flessione a tre punti con il monitoraggio della risposta elettrica, misurata in termini di variazione frazionaria di resistenza. Già nelle prove senza carico è emersa una differenza significativa nella conducibilità iniziale: i campioni con percorso di stampa longitudinale, in particolare quelli in pasta cementizia, mostravano una maggiore conducibilità rispetto ai campioni con percorso trasversale.
Questo risultato è coerente con l’orientamento delle fibre lungo la direzione degli elettrodi, che favorisce la continuità dei percorsi conduttivi. Durante le prove meccaniche, la configurazione longitudinale ha evidenziato una risposta piezoresistiva più marcata, con un incremento netto della variazione di resistenza in corrispondenza dell’innesco della fessurazione. Nei campioni stampati con traiettorie perpendicolari, la correlazione tra danno meccanico e segnale elettrico risultava invece meno evidente, a conferma del ruolo cruciale della direzionalità indotta dal processo di stampa.
Un aspetto interessante riguarda il comportamento della malta, che ha mostrato in alcuni casi una diminuzione iniziale della resistenza elettrica seguita da un successivo aumento, fenomeno attribuito all’effetto di “bridging” delle fibre di carbonio che, prima della rottura completa, contribuiscono a mantenere la continuità dei percorsi conduttivi attraverso la zona fessurata. Le differenze osservate tra pasta e malta sono state ricondotte anche alla qualità di stampa e al grado di compattazione del materiale, elementi che influenzano in modo significativo la presenza di vuoti e discontinuità interne.
XX Convegno ANIDIS: focus su sicurezza sismica e vulnerabilità del costruito
Ad Assisi si è svolto il XX Convegno ANIDIS, principale appuntamento per la comunità dell’ingegneria sismica. Al centro del dibattito: vulnerabilità del costruito, tecniche di rinforzo, monitoraggio strutturale, nuovi materiali, strategie multi-hazard e politiche di riduzione del rischio. INGENIO segue l’evento con video e interviste ai protagonisti.
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Opportunità applicative e criticità della tecnologia
I risultati sperimentali confermano che la stampa 3D non è un semplice mezzo di produzione, ma un parametro progettuale che influenza in modo diretto le prestazioni meccaniche e sensoriali del materiale. La possibilità di modulare i percorsi di stampa apre scenari interessanti per la progettazione di componenti strutturali “intelligenti”, in cui la sensibilità al danneggiamento può essere ottimizzata localmente in funzione delle zone più sollecitate. In prospettiva, questo approccio potrebbe favorire lo sviluppo di elementi strutturali capaci di auto-monitorarsi, integrando nel materiale stesso la funzione di sensore per il controllo dello stato di salute della struttura.
Accanto alle opportunità, permangono tuttavia limiti rilevanti. La deposizione per strati introduce un comportamento anisotropo del materiale, con zone potenzialmente più fragili in corrispondenza delle interfacce tra layer e una maggiore presenza di vuoti. La durabilità a lungo termine delle strutture stampate in 3D è ancora poco indagata, così come la loro risposta in condizioni ambientali reali e sotto azioni cicliche di lungo periodo. A ciò si aggiunge la mancanza di una standardizzazione condivisa in termini di materiali, processi e normative di riferimento, che rappresenta uno degli ostacoli principali alla diffusione su larga scala di queste tecnologie.
Nel complesso, il contributo presentato ad ANIDIS 2025 evidenzia il potenziale della convergenza tra stampa 3D e materiali cementizi autorilevanti come linea di ricerca promettente per l’ingegneria strutturale del futuro. La possibilità di progettare contemporaneamente forma, struttura interna e funzione sensoriale del materiale apre a una nuova generazione di elementi costruttivi, nei quali produzione digitale e monitoraggio strutturale non sono più ambiti separati ma parti integrate di un unico processo di progettazione e realizzazione.
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